Mike Oldfield: Tubular Bells

Recensione di: lucio mazzi , (il 27 luglio 2005 nel primo pomeriggio) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Mike Oldfield Tubular Bells

Realizzare un brano strumentale di 49 minuti, anche nei "progressivi" primi anni '70 era sicuramente una scommessa. Poteva accettarla solo una piccola etichetta votata all'alternativa e alla sperimentazione, così nel '73, la neonata Virgin consegnò ad uno sconosciuto musicista per nove mesi uno studio di registrazione e il risultato furono i dieci milioni di copie vendute di "Tubular Bells". Detto così sembra niente, ma chi mai poteva prevedere che un'operazione del genere avrebbe avuto un tale successo commerciale? Alla Virgin dovevano essere pazzi o geni, in ogni caso la faccenda funzionò talmente bene che quel lungo brano che incatenava l'ascoltatore in un impercettibile crescendo, che lo avvolgeva nelle spire dei suoi mille temi che si intersecavano, comparivano e scomparivano, che lo affascinava con suoni anche desueti e soprattutto con l'impasto sonoro che derivava dalla loro fusione, funzionò splendidamente.

"Tubular Bells" divenne in poco tempo uno dei momenti musicali più sfruttati e saccheggiati da cinema (la colonna sonora dell'Esorcista), televisione (innumerevoli sigle e sottofondi), pubblicità, ecc. ma per Oldfield fu una autentica maledizione. Come spesso succede, esordire con un trionfo sistema il conto corrente, ma ti marchia per sempre. Dopo le campane tubolari, Oldfield proseguì con questo genere di operazioni musicali realizzando almeno due album eccellenti come "Ommadown" e "Hergest Ridge" finendo però per perdere smalto e interesse da parte del pubblico. L'unica soluzione che allora seppe trovare fu "pistiare e ripistiare nello stesso mortaio" (direbbe Montalbano). Così di Tubular Bells ora si contano una quantità indefinita di versioni, ricostruzioni e riedizioni in studio e dal vivo, più sequel di Rocky e forse solo una che meriti veramente il plauso: quella orchestrale realizzata da David Bedford e la Royal Symphony Orchestra in grado di mettere in luce risvolti musicali che la versione originale nascondeva. Tuttavia la cristallina, semplice perfezione di quel primo capitolo non sarebbe più stata raggiunta restando tanto più lontana quanto più disperatamente veniva ricercata.

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Sommario

Mike Oldfield: Tubular Bells;
Recensione di lucio mazzi per DeBaser
, 7/27/2005 2:32:00 PM (●●●●●)

Anno: 1973

Generi:

Album collegati: Tubular Bells II, Tubular Bells, Tubular Bells III, Tubular Bells II Live at the Edinburgh Castle, Tubular Bells 2003, Tubular Bells 2 (Restructure), Tubular Bells 25th Anniversary, Tubular Bells

Artisti collegati: Mike Oldfield «musica di classe superiore, c'è poco da fare.»

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Voti e commenti

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  1. ANDREA | il 29 luglio 2005 all'alba | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Sono pienamente d'accordo ma Oldfield ha realizzato splendidi album anche dopo la parentesi totalmente strumentale,come Five Miles Out (la splendida Taurus 2) e l'altro suo grande capolavoro Songs of distant earth.
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  2. LESTAT | il 29 luglio 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Ma non l'ha registrato in poche settimane? Comunque un grande lavoro
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  3. ENEATHEDEVIL | il 29 luglio 2005 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    Bravo come sempre, Lucio. Recensione interessante su un disco epico, non per tutti i palati.
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  4. TRELLHEIM | il 29 luglio 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    ma vogliamo dire che oldfield aveva 19 anni quando pubblicò tubular bells e che è lui che suona TUTTI gli strumenti?
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  5. LUCIO MAZZI | il 29 luglio 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    E diciamolo!
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  6. KOSMOGABRI | il 29 luglio 2005 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Si potrebbe anche dire che questo CAPOLAVORO era frutto di una colaborazione eccellente, di un momento unico nato tra produzione e creazione, "the perfect deal"... Questo disco è nato grazie ai sex pistols, proprio così. Quando uscì il primo dei SexP, non lo volle distribuire nessuno perché era censurato. Il buon vecchio Branson, proprietario dei negozi Virgin sparsi per la Gran Bretagna (non ricordo quanti, però so che nei suoi negozi non era proibito fumare cannoni, quindi erano frequentatissimi) ebbe la GENIALE idea di mandare a cagare tutti quanti e di distribuire lo stesso il SexP censurato, pure negli USA. E' su questo guadagno che fondò il suo impero Virgin Records, e sullo studio di registrazione che si costruì, dove il primo a varcare la soglia fu il nostro Oldfield, che in quel momento era in stato di grazia. Allora non sto qua a menrvela sul SUONO di questo dico (per me capolavoro d'ingegneria) o sullo studio di registrazione di Branson, però ogni volta che penso a questa storia mi viene da dirmi che il punk, nonostante le contrarie intenzioni, abbia contribuito a rivalutare il progressive. E che progressive. Irrepetibile, anche per Oldfield. 16 milioni di copie vendute.
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  7. PETRO | il 29 luglio 2005 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco: 4

    Il disco di un genio. POi chissà cosa (gli) è successo.... ma a nemmeno 18 anni, fare un disco cosi'.... 'sti cazzi!!!
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  8. | il 29 luglio 2005 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    eh mi sono resa conto di non averlo in Cd ma è possibile? Azz sto debaser che mi fa spendere soldi. Oggi me l'accatto. k.
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  9. ANDREA | il 29 luglio 2005 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    la musica di Oldfield non è prog,errore comune,era un genio e lo è tutt'ora, voglio vedere a Vent'anni chi osa fare una cosa del genere ora .
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  10. MAPFUMO | il 29 luglio 2005 nel primo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 3

    ..ma se tubolar bells è del 1973 e nevermind the bollocks del 1977 la storiella di cui sopra è da intendersi in senso iperbolico?
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  11. LUCIO MAZZI | il 29 luglio 2005 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Giusto Map... hai ragione... come rispondi Kosmo????
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  12. HAL | il 29 luglio 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    Recensione onesta e molto ben fatta anche se non concordo nel valutare positivamente la versione orchestrale di questo disco, che proprio nella trascrizione per me perde il suo fascino. Poi, così, come detto nella recensione di Ommadown non distruggerei così tanto la seconda rielaborazione, che secondo me rispetto all'originale presenta alcuni pregi (anche se poi le costruzioni non cambiano). Rinnovo l'invito di dare un'occhiata al live. Discorso diverso per la terza che ho trovato forzata nel cercare innesti etnici (difficile da spiegare), per non parlare del fatto che si avvita ancora una volta sulle stesse cose, in questo caso tra l'altro quelle meno riuscite essendo presenti echi di Crises. Per il resto tornando all'originale, la sfiga di questo disco è di essere stato saccheggiato come sostieni ed alla fine lo si ricorda più per quel passo famosissimo e si è un po' sputtanato.
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  13. KOSMOGABRI | il 30 luglio 2005 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco:

    eh è vero! cioè avete ragione voi... me l'hanno raccontata io l'ho bevuta e l'ho ripetuta come un pappagallo... o sarà l'età che i fa scherzi alla memoria? Comunque: è giusto che questo è il primo disco della Virgin, e Nevermind The Bollocks fu distribuito in esclusiva dalla Virgin e anche vero... nel mio post non coincide la temporalità degli eventi. Insomma Branson con questi due dischi s'è fatto un pacco di soldi. Comunque io.... mi sto fustigando, sorry per la castroneria :D
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  14. JO | il 30 luglio 2005 in seconda serata | Voto: 2 | Voto al Disco: 5

    Oldfield giustamente non fa'prog e no lo ha mai fatto,comunque invece di perdere tempo a cianciare inutilmente sulle varie versioni potevi scivere di più sul disco o sulla realizzazione ,che so il trucco che ha usato del registratore per la sovraincisione o le voci urlate nei microfoni, poste in varie stanze di un castello , da Mike complatamente ubriaco , undisco così lo si deve presentare nel migliore dei modi,la storiella delle varie versioni non interessa a nessuno,su !!
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  15. LUCIO MAZZI | il 31 luglio 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    caro Jo, trattasi di recensione, quindi "commento" (al disco e ali altri ad esso collegati). Se ti interessano gli episodi, non ad una recensione devi ricolgerti, ma a una biografia...
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  16. GRASSHOPPER | il 1 agosto 2005 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Come spesso accade, sono pienamente d'accordo con Hal: il disco è stato troppo saccheggiato, e le trascrizioni non sono certo all'altezza. Ma qui stiamo parlando dell'originale, che per me rimane un capolavoro.
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  17. BLAINZO | il 24 ottobre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Tosto veramente Oldfield, ma ci sono veramente rimasto con Platinum.... Se facess un video ci vedrei bene le tutine di Zelig a interpretarlo...scherzo cmq veramente Togo
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  18. HOBBIT | il 21 novembre 2005 in seconda serata | Voto: 4 | Voto al Disco:

    il disco non lo conosco però riguardo a quello che dici nella prima frase ricorda che nel '72 uscì THICK AS A BRICK dei jethro tull, una canzone di durata 43 minuti... ed ebbe pure successo...
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  19. DANTECRUCIANI | il 23 dicembre 2005 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Il fatto è che questo lavoro immenso va al di là del prog,è uno di quei dischi in cui tutto è perfetto e non si sa come sia uscito fuori...questi sono le vere pietre miliari del rokke...eh già!
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  20. AMALTEO | il 12 marzo 2006 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    ho scoperto questo disco in questi giorni. Inseguendo una mia ricerca sulle possibili fonti di ispirazione del gruppo jazz australiano dei the necks. In particolare ho incrociato Mike Oldfield attraverso il sito di Piero Scaruffi e questa sua scheda: Nacque così Tubular Bells (Virgin, 1973), un disco che (oltre a vendere più di dieci milioni di copie) cambiò per sempre la storia del rock strumentale. E da quel momento Oldfield è diventato uno standard di riferimento per tutti coloro che compongono poemi tonali, elettronici o meno. Di facile digestione e propinata anche come colonna sonora, Tubular Bells mescola un po' di tutto (melodie mediterranee, folk, rock and roll, psichedelia, musica classica, minimalismo) con lodevole grazia e lunghezza sinfonica. L'abilità di Oldfield consiste prima nell'orchestrare ciascun frammento (e suonarlo da solo) e poi nell'incollare i vari frammenti uno dopo l'altro. La tecnica è quella delle fantasie melodiche della musica classica, ma lo spettro di temi o stili che Oldfield affronta è molto più ampio. Rispetto al rock progressivo da cui proveniva Oldfield fu anche attento ad evitare le sonorità più cervellotiche. La prima parte si apre con un organo che ripete in crescendo frenetico e in un timbro squillante il tema principale. Il contrappunto di pianoforte ed elettronica si fa sempre più vivace e sempre più complesso finché un motivo di flauto si intreccia a quello dell'organo. Entra la chitarra elettrica con una terza variante del tema e a quel punto l'orchestra si unisce in un improvviso sussulto. L'organo scompare in sottofondo cedendo la scena a un mandolino, che intona una variante mediterranea del tema. Il tintinnio di strumenti che ha fatto da sfondo viene trascinato in un gorgo di elettronica, il ritmo del basso cresce sempre più forte e la chitarra si lancia in un assolo arroventato. L'elettronica si fa minacciosa, la chitarra accenna un tema da colonna sonora e poi una variante pastorale del tema principale, che cresce poco alla volta fino a uno squillante assolo. La chitarra lo cede a un coro mesto e a un organetto d'epoca per tuffarsi poi in un riff trascinante di hard-rock. La prima parte si chiude con un pomposo crescendo lanciato dalla chitarra, alla quale si uniscono uno alla volta tutti gli strumenti fino a culminare in un tripudio di campane e coro femminile. La seconda parte è molto più folk, pastorale, rilassata. Per una decina di minuti la scena è dominata da melodie di chitarra senza una trama. La musica si sveglia di colpo con dei macigni elettronici che avanzano a passo marziale. Un accenno di pow-wow e il pianoforte intona un tema demenziale degno di Todd Rundrgren su cui un grugnito da lupo mannaro imbastisce una canzone. La chitarra indulge in un paio di danze rurali. Poi il tema principale ritorna sotto forma di requiem per organo e pigolio indiano di chitarra, e la suite va in gloria con un gioviale saltarello condotto dalla chitarra. Oldfield non lo sapeva, ma aveva appena steso un ponte fra progressive-rock e la futura musica new age. Ringrazio le circostanze che mi hanno fatto incontrare tanta grazia musicale e grazie a lucio mazzi che ha ripreso "Tubular Bells" per i debaseriani
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  21. CHAE | il 17 marzo 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Un capolavoro.
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  22. OLD KING COLE | il 28 aprile 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 4

    I Jethro Tull un anno prima avevano fatto la stessa cosa, ma due volte meglio
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  23. MIKI | il 4 maggio 2006 in mattinata | Voto: 3 | Voto al Disco: 5

    PREFERISCO I PINK FLOID,CHE GIA AVEVANO FATTO COSE ANALOGHE..PERO' QUESTO DISCO E'TOSTO ASSAI.
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  24. PRETAZZO | il 20 maggio 2006 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Molti ritengono Tubular Bells un disco "semplice"...Io invece lo trovo ostico in diversi momenti (la parte centrale del primo movimento; i primi minuti del secondo). E' una musica di grande articolazione, capace di far andare a braccetto la tarantella con la musica classica...Una struttura originale, che si muove tra sinfonia romantica, fuga barocca, minimalismo riley-ano, fantasia melodica, collage pop-art, al servizio di un'opera altamente formalista, eppur capace di emozionare, di suscitare sentimenti contrastanti: stupore, malinconia, ansia, letizia...Bello!
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  25. PALOZ | il 28 ottobre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    E' uno dei miei "Top 5"!!! Capolavoro!!!
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  26. PIPPOCALIPPO | il 6 novembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco: 4

    Estate 85. In occasione di una festa tra diciottenni, in un negozio di elettrodomestici acquisto questo LP dalla copertina bizzarra. Credendo fosse musica da discoteca o musica dance solo per il fatto che il nome altisonante fosse inglese, lo portai al festino, ma con mia somma delusione dopo pochi secondi gli improvvisati disc jockey al giradischi della taverna dove si svolgeva la festicciola, fecero il lancio del disco col mio LP, che riportai deluso a casa. Dopo parecchio tempo, in solitudine, mi ascoltai tutto l'LP e le cose andarono ben diversamente. Innanzitutto leggendo la copertina scoprii la cosa comunque piu' risibile del disco, cio' che fu la sigla dell'Esorcista (preferisco 1000 volte L'Esorciccio...). Davvero un grande disco, e il progressive ancora non lo avevo scoperto....
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  27. ENRYBAXX | il 21 novembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 5

    Il miglior album , ma... , anche ommadawn e hergest ridge... ; tutti e tre insieme sono il miglior album di Oldfield
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  28. DEDOLUZ | il 5 febbraio 2007 in prima serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    avendo saputo che è la colonna sonora dell'Esorcista, me lo aspettavo completamente diverso. cmq rimane un disco stra-splendido ma di non facilissimo ascolto. possiedo anche la terza rielaborazione: niente di eccezionale.
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  29. TWIGGYTRACE | il 4 maggio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 5

    Estremamente sbagliato. Quando ci si chiude in pregiudizi come "Il primo è sempre il migliore" ci si perde tante cose belle. Ti consiglio di ascoltare con molta attenzione TUBULAR BELLS II & III. Indubbiamente non sono del calibro del primo, questo è ovvio, ma credimi che sono validissimi anche loro. Si sente che, in un certo senso, c'è la maturazione di un artista che ha fatto esperienza ed è riuscito sicuramente a rendere una musica molto ermetica, come può essere quella del primo tubular bells, in una musica che si basa sulle stesse fondamente, ma che sicuramente è meno ostica all'orecchio...
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  30. DEBEER | il 4 maggio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ostica all'orecchio? Tubular Bells? Mi giunge nuova!
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  31. QUAEDROMEDA | il 6 maggio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 5

    Concordo con twiggy. Sono ottimi lavori anche i due seguenti tubular bells, anche se non del calibro del primo. Per quanto riguarda il disco, lo considero un gran capolavoro, e Mike Oldfield è il mio artista preferito. Rece un po' cortina...
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  32. MAUROPROG | il 23 maggio 2007 in seconda serata | Voto: 3 | Voto al Disco: 4

    MA ASCOLTATEVI TUBULAR BELLS II DEL 1992 CAZZO!!!!!!!! è MIGLIORE....
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  33. MAUROPROG | il 23 maggio 2007 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    tubular bells 2003 è come il primo solo che ha un sound davvero rinnovato (è logico, dopo 30 anni e dico 30 anni!!!)... ascoltatevelo
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  34. AMAROK74 | il 1 agosto 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Personalmente avrei preferito si fermasse alla 2. Per quanto riguarda TB2003 è assolutamente identico al primo. Non so a quale sound rinnovato ti riferisci... In tutte le recensioni che ho letto si parla di disco ASSOLUTAMENTE INUTILE. Io naturalmente lo comprai appena uscito, ma secondo me quel poco che lui dice di aver migliorato in realtà lo ha peggiorato. Il bello dei primi dischi era la "non perfezione", che dava loro un anima. Oggi tutto è perfetto ("Light & Shade"), non una virgola fuori posto con PC e FRUITY LOOPS! Mike è alla ricerca disperata di perfezione. Mah, speriamo nell'imminente nuovo orchestrale!!
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  35. THE GREEN MANALISHI | il 7 febbraio 2008 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco: 5

    sontuosamente sorprendetne, ti cattura fin da subito!
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  36. OPEL | il 9 aprile 2008 in prima serata | Voto: | Voto al Disco: 5

    Incredibile!
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  37. CHINASKI82 | il 3 giugno 2008 dopo mezzanotte | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Clamoroso!...e poi il finale della seconda traccia, con l'accelerando della chitarra sul motivetto traditional (totalmente decontestualizzato)...geniale!
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  38. IL GIUSTIZIERE | il 27 marzo 2009 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco: 5

    bellissimo, ma preferisco Ommadawn; il valore storico non si discute e cmq quoto il commento 4 ;(
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  39. BLECHTROMMEL | il 27 marzo 2009 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco: 5

    Discone incredibile..Fondamentale.
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  40. MR.MUSIC | il 7 aprile 2009 in mattinata | Voto: 3 | Voto al Disco: 5

    Grande disco, la recensione è da 6!
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