This Heat: Deceit

Recensione di: egebamyasi , (il 18 agosto 2005 nel tardo pomeriggio) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di This Heat Deceit

Nella storia del rock non sono molti gli artisti che possono fregiare la loro musica del titolo di "indefinibile". Il perchè lo si evince facilmente. Per creare qualcosa di nuovo, occorre una visionarietà, uno spirito "senza tempo", ed un tocco di genialità che sono prerogative di pochi. Questi artisti oltre a toccare vette altissime compiono un vero e proprio miracolo: rendono il linguaggio impotente.
L' uomo ha cercato sin dalla sua origine un codice espressivo, via via diventato più "preciso", che gli permettesse di comunicare. L'uomo odierno, soprattutto quello occidentale, si è così assuefatto a tali regole comunicative, da non concepire nessun altra forma espressiva. Ha "dimenticato" però, che la sua natura è prima di tutto fatta di sensibilità e istinto. Ed ecco che quando gli capita di dover decodificare un messaggio non riconducibile alle capacità del linguaggio, entra in crisi, perchè deve "ricoordinare" il suo schema cognitivo, anestetizzato dall'abitudine e dall'inerzia. Ora si capisce perchè il termine "miracoloso" è davvero appropriato. Perchè non è facile uscire dalle maglie del codice linguistico, e quando qualche forma d'arte ci riesce obbliga l'uomo a tornare alla sua "primordialità".
Ma se io voglio descrivervi qualcosa, devo per forza usare il linguaggio, perchè è l' unico "mezzo" che possiedo in questo momento per trasmettere le mie sensazioni. Bene, questa è una sfida, e io dovrò affrontare questa sfida. Oppure, se preferite l'inglese, "This Heat".

Loro erano uno dei tanti gruppi della new-wave inglese, con un background che però risale a quando questo termine non era neppure in germe. Charles Hayward, Charles Bullen e Gareth Williams decisero infatti di mettere le loro competenze al servizio di questo progetto nel 1975. Dopo due EP e un omonimo primo album, pubblicarono (si vabbè, si fa per dire...) questo disco nel 1981.

Si parte con un sibilo che fa da intro ad una batteria semi-tribale, sporcata da un effetto in studio volutamente in low-fi, nel frattempo una voce dal baritono delicato intona una ninna nanna industriale.
Avete presente un punto interrogativo? Bene, i primi secondi imbevuti di minimalismo chitarristico di "Paper Heart" ci somigliano proprio, in seguito arriverà un coro di malati di mente a "cantare" con tono anemico un salmo. Tutto sembra assestarsi, ed invece un'esplosione di free-jazz squarcia questo cielo plumbeo, che torna ad incupirsi grazie ad un ossessivo groove di basso.
Evidentemente dei bambini devono essere entrati nella sala strumenti e ci stanno giocando. Ce n'è uno che suona il clarinetto, e non è nemmeno stonato, meno male che si ode la voce di un adulto, anzi due, ma questo che fa? Invece di sgridarli li accompagna al canto, e a tutto questo dà pure un titolo: "Triumph".
L'incalzante batteria e l'epica chitarra di "S.P.Q.R." sembrano la versione per schizofrenici di "Pride" degli U2.
Sta a vedere che "Cenotaph" è pure "orecchiabile", con le sue scintille di chitarra e il suo ritmo svogliato. Praticamente un post-rock riportato ai tempi di quando si chiamava ancora rock, o new-wave, fate voi.
Questa volta gli psicopatici entrano in discoteca e vagano pericolosamente fra tribalismi africani tanto di moda tra le contaminazioni dell'odierna house.
"Radio Prague" è un tic nervoso che suona e cerca di sintonizzarsi sul radiogiornale. Punto.
L'atmosfera teutonica di "Makeshift Swahili" porta il progressive nell'era industrial, triturandolo in un vortice sonoro estenuante, che si perde in un buco nero supersonico.
L' idea di musicare una danza del ventre industriale poteva venire solo a loro, può sembrare un paradosso, ma vi assicuro che "Independence" suona proprio così.
Ed eccoci giunti a "A New Kind Of Water", che i tre hanno sapientemente collocato come traccia conclusiva. Per quale motivo? Perchè è quella che si avvicina di più al concetto tradizionale di "canzone", ma lo fa a modo suo. Praticamente è come un miraggio, sembra ciò che non è, quindi si può considerare il capolavoro nel capolavoro.
Attraverso sonorità più convenzionali infatti, i This Heat creano qualcosa di non convenzionale. Il requiem di un'intera civiltà. Della nostra civiltà. Una batteria che spara colpi di pistola in fronte a quella maschera di rifiuti che sorride beffardamante in copertina. Quella maschera l'abbiamo indossata tutti, anche solo per un momento, e quella chitarra che mette tanta paura non è altro che il suono delle nostre menzogne. E il brano di cui stiamo parlando non è altro che uno dei più "rivoluzionari" della storia del rock.

Io ho cercato di affrontare la sfida, ma ne sono uscito sconfitto.
Ma sono contento di aver perso per opera della bellezza.

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Sommario

This Heat: Deceit;
Recensione di egebamyasi per DeBaser
, 8/18/2005 6:15:00 PM (●●●●●)

Anno: 1981

Generi: , , ,

Album collegati: Deceit

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Voti e commenti

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  1. ODRADEK | il 21 agosto 2005 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Ebbè, eccomi , Ege. Sapevo che prima o poi saresti passato su questo disco. L'hai presa un pò larga,dalle origini della specie,addirittura... ma alcune belle ed efficaci immagini sparse compensano assai bene tanta introduzione.
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  2. EGEBAMYASI | il 21 agosto 2005 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Odra io adoro questo disco.Mi è arrivato l'altro giorno e non hai idea da quanto tempo lo desideravo. Quando ho scartato il pacchetto ed ho scoperto che c'era dentro "Deceit" ho buttato un urlo che la vicina per poco non ci rimaneva secca d'infarto. Questo CD è irreperibile ed io ho avuto il culo e anche modestamente la lungimiranza di aspettare pazientemente sino a quando...dopo tanto tempo ecco l'occasione giusta. L'ho pagato 1/6 del suo valore di mercato, che è intorno ai 100 euro. Non solo, ma la versione che mi è stata spedita era pure quella rimasterizzata e in Digipack del 2001, e non quella vecchia del 91. Scusa la digressione, ma sono ancora troppo euforico. Sai, quando si ama la musica a volte ci si entusiasma come dei bambini. :-) Comunque grandissimi loro.
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  3. ODRADEK | il 21 agosto 2005 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Sai una cosa: avevo il vinile, è anche quello è rimasto tra le grinfie di qualche "amico" che non ha più un volto. Mai stato feticista (in musica) anzi, troppo "espansivo", ma di questo e alcuni altri mi spiace assai. Capisco l'entusiasmo.Cazzo, ma possibile non si trovi più se non a quei prezzi?
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  4. EGEBAMYASI | il 21 agosto 2005 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Guarda, nemmeno io Odra, non capisco proprio le manie dei bootleg e le follie per le rarità da "un pezzo in più rispetto alla precedente versione" e via dicendo. Il collezionista secondo me perde di vista una cosa fondamentale: la musica. Io prendo un CD non perchè è raro (ovvio che l' esclusività è la benvenuta, senza ipocrisia), ma perchè contiene ottima musica. Il problema di questi CD è che spesso vengono ristampati in tirature non proprio abbondanti...ovvio che quei pochi "malati" se le accaparrano subito e quindi arrivare tardi significa fregarsi. Il CD diventa OUT OF PRINT e le poche copie a rimanere in giro sono usate ed hanno prezzi da capogiro..Pensa che il primo album di cui parlo nella rece vale il doppio.Io ho avuto la fortuna di beccare un'inserzione poche ore dopo la sua uscita. E ho fatto l'Inzaghi della situazione.In queste cose bisogna avere tempismo e intuizione, capire cioè, quando un determinato articolo sta per "sparire". Il problema si presenta quando lo capisci ma non hai un $$$$....ti assicuro che è una sofferenza atroce, una tortura a fuoco lento, vederlo lì, davanti allo schermo, pronto ad essere ordinato...e tu non puo farci nulla. Ma penso che tutte queste cose tu le sai già. Cacchio Odra, avevi il vinile, ti rendi conto? No dico IL VINILE...Vabbè mi sono un pò lasciato andare, ma è la mia passione per la musica...tu mi puoi capire!
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  5. COLLEZIONISTA CURIOSO | il 21 agosto 2005 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Scusate se m'impiccio, ma noto che voi due siete dei profondi appassionati nonchè fini conoscitori di musica. Certamente sarete anche dei collezionisti. Posso chiedervi quanti dischi possedete tra vinile e CD ? E se prendete particolari precauzioni per conservarli nel tempo ? Sapete che i CD non sono eterni come dicono ?
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  6. ODRADEK | il 21 agosto 2005 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Collezzionista curioso, io son tutt'altro che "collezionista". Non so neppure esattamente quanti vinili e cd ho, molto meno di quelli che vorrei e che ho ascoltato: poco più di mille dei primi, credo meno di 500 dei secondi. Ma so che, di soli vinili, son riuscito a ricordarne almeno 120 che nel corso degli anni, prestati, son spariti. Come vedi già sarebbe stato bene "conservarli" almeno in quel senso. Non posso essere quindi di alcun aiuto. Tanto più che credo, comunque, dureranno quel che devono durare. Ho vecchi vinili di C.Parker il cui suono monofonico incorpora un sedimentato e costante fruscio: son giunti sin qui e li ascolto ancora... e poi tutto finisce, no?
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  7. EGEBAMYASI | il 21 agosto 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Neanche io sono un collezionista, e se leggi il mio intervento di sopre c'è scritto chiaramente. Dunque, come vinili ho tutta roba di Julio Iglesias, Nino D'Angelo, Enrico Ruggieri, Gianna Nannini, Celentano, tutta roba di mia madre. Saranno più o meno una trentina. Di roba mia ho solo CD, tranne un vinile che alla tenera età di 12 anni acquistai dal negozio di dischi vicino casa mia: Era il "Wedding Album" dei Duran Duran, che ha fatto la fine dei 120 vinili di Odra. Lo so che i CD non sono eterni ma hanno comunque un grado di usura nettamente inferiore disco. E poi spesso nascono leggende per infinocchiare gli audiofili, che sono una categoria molto pericolosa. Te lo dico perchè ci sono passato, ed ho conosciuto gente davvero folle, che di musica non capisce un cazzo però sa tutto sull' ultimo ritrovato nel campo dei circuiti "clock" per CD. Praticamente la musica non è più il "fine" ma il "mezzo"col quale farsi belli davanti al proprio impianto. Sono scelte, per carità, ma si entra in un circolo vizioso dal quale e difficile uscirne. Saluti.
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  8. COLLEZIONISTA CURIOSO | il 21 agosto 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Innanzitutto vi ringrazio per le risposte, però Egebamyasi mi ha fatto venire un dubbio : cosa intendi con "leggende per infinocchiare gli audiofili" ?
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  9. EGEBAMYSI | il 21 agosto 2005 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Intendo tutti quei liquidi miracolosi pulisci CD, che costano un sacco di soldi la cui efficacia non sia tanto dissimile dal vecchio PRONTO. Ovvio che l'ho tirata grossa, ma la verità non è molto distante. Comunque è proprio il campo dell' audiofilia ad essere vischioso, perchè ci sono tante e tali variabili che influiscono all'ascolto da non poterle calcolare tutte, a meno che non si disponga di uno staff personale di tecnici del suono. Io ho 26 anni e sono uno studente universitario, quindi non dispongo di disponibilità econimiche enormi, però ti assicuro che con un pò di attenzione sono riuscito a mettere su un impianto che suona bene. Certo che poi tu sistemi qui, metti a posto lì, e magari ti ritrovi con un ambiente d'ascolto che fa pena, carico di eco. E sei al punto di partenza (se non peggio). I negozianti farebbero carte false per rifilare qualsiasi prodotto ad un appassionato audio, gli onesti sono davvero pochi, purtroppo. Certo è che se uno ama la buona musica non può sentirla con un radiolone, o meglio lo può fare, ma si perde molto del contenuto, e non apprezza nemmeno la metà delle sfumature. Detto questo concludo, forse sono andato un pò lontano, ma spero di esserti stato utile.
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  10. | il 21 agosto 2005 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    ero io su, ho sbagliato a digitare il nick esono rimasto grigiolino.
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  11. COLLEZIONISTA CURIOSO | il 21 agosto 2005 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Si certo, ora capito cosa intendevi. Io cmq sono più preoccupato dello stato di conservazione dei CD...e se dopo una ventina d'anni il policarbonato di cui sono costituiti andasse incontro ad un logoramento (per calore, umidità o altro) che rendesse impossibile la lettura ? centinaia di dischi, anche rari, da buttare...
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  12. ODRADEK | il 23 agosto 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Collezionista, un tempo suggerivano il frezeer....
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  13. GHEMISON | il 25 aprile 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    io ho il primo, blue and yellow da ieri. mai sentito niente del genere
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  14. REVERSE | il 21 dicembre 2008 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    mi è arrivato il cartonato.
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  15. JOE POLPETTA | il 22 dicembre 2008 dopo mezzanotte | Voto: 1 | Voto al Disco: 1

    bene, dove lo devi ficcare lo sai, vero?
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Car_ amic_,
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E allora, cosa aspetti, canaglia? Gricca su questa frase!