Roger Waters: Amused To Death

Recensione di: voiceface , (il 3 settembre 2005 nel primo pomeriggio) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Roger Waters Amused To Death

Roger Waters non ha mai superato la perdita del padre nello sbarco di Anzio e, a quasi cinquant’anni di distanza, Amused To Death inizia e si conclude con il racconto pacato e drammatico di un militare inglese della seconda guerra mondiale. Una lettura critica di Amused To Death non può prescindere dalla guerra e dalla devastazione che essa arreca nel corpo e nell’anima degli uomini. Da questa, e in un secondo momento, è poi possibile apprezzare le scelte musicali e la vena interpretativa di Waters. Il disco è una sorta di apologia dell’uomo e le sue debolezze, in cui ogni brano è essenziale per comprendere tutto il resto sia in termini di flusso musicale, sia per i singoli temi trattati.

L’attitudine alla morte degli uomini, insensata e incontrollabile, si traduce già nel primo pezzo ("What God Wants, Part I") in un’amara riflessione sulla volontà di Dio: "God wants crusade, God wants jihad, God wants good, God wants bad". Una canzone rock con un irresistibile refrain che sembra sottolinearne sarcasticamente i pesanti contenuti.
Seguono le due parti di "Perfect Sense", nella prima le visioni e i pensieri di una scimmia di cinematografica memoria, ereditano il sentimento di insofferenza del brano precedente. La seconda è una semplice e amara constatazione sul potere del denaro: "can’t you see, it all makes perfect sense, expressed in dollar and cents, pound shillings and pence". Nelle due composizioni emergono il tocco pianistico e l’accompagnamento orchestrale che per tutto l’album caratterizzeranno, rispettivamente, i momenti più riflessivi e quelli paranoici.
"The Bravery Of Being Out Range" è un rock chiuso ed energico che insegue riflessioni, al limite della farneticazione, sul mondo militare. "Late Home Tonight", part I e part II, si sviluppa su un terreno intimo e familiare, la voce di Waters si fa più calda e meno incline alla melodia. E’ il momento più intenso dell’album, la musica è solo uno sfondo per inquietanti quadretti domestici, opposti e frapposti, ad ironiche osservazioni sulla guerra: "the beauty of military life, no questions only orders and flight, only flight".
Segue "Too Much Rope", un brano malinconico che denuncia alcuni aspetti contradditori della natura umana, probabilmente il punto più alto dell’intero lavoro in termini di compenetrazione fra musica e testi.
"What God Wants, Part II" è solo un richiamo alla parte prima, un momentaneo sipario a quello che su 33 giri era il lato A.

La seconda parte esordisce con "What God Wants, Part III", nome questo, dato forse solo perché a portata di mano e dall’impossibilità di trovarne uno adatto: un Waters fin troppo ispirato infatti stende su tappeti di tastiere e chitarre lancinanti un testo decisamente vaneggiante. I due brani successivi sono quelli meno integrati nello stile complessivo del lavoro. "Watching TV" è la sofferta storia di una ragazza cinese che perde la vita in piazza Tienammen, un pezzo commovente, cantato a due voci e squisitamente accompagnato dalla chitarra acustica. "Three Wishes" è un episodio onirico legato al ricordo del padre dell’artista.
Il successivo e penultimo brano è "It’s A Miracle", in cui ancora una volta la cinica ironia dello scrittore è l’assoluta protagonista: "They’ve got Pepsi in the Andes, (…) A Brazilian grew a tree, a doctor in Manhattan saved a dying man for free, it’s a miracle". Il brano sfuma e introduce la degna chiusura dell’album "Amused To Death. In termini tecnici la title track è l’ultima fra le tracce, ed è come un voler testimoniare dal principio alla fine, quasi ossessivamente, il messaggio finale. La specie umana ha una naturale tendenza al proprio annichilimento e Waters non trova di meglio che far ribadire il concetto ad un alieno durante i suoi test antropologici. Un pezzo splendido che è una delle vette dell’intera produzione solista e con i Pink Floyd.

Il primo ascolto, sia chiaro, è difficile, un po’ come essere arrivati a questo punto della recensione. Il complesso caleidoscopio di suoni e parole messo in piedi nel disco non è immediatamente godibile; spesso il piacere di ascoltare certa musica è come una rivelazione e l’autore ama offuscare il suo genio compositivo sotto un’ingombrante personalità. La ricerca di significati reconditi, la percezione di una melodia nascosta, l’apprezzamento dei suoni di sottofondo, sono gli strumenti necessari per un ascolto attivo, scevro dai meccanismi del music business che ci propina musica che si esaurisce in pochi passaggi radiofonici.

"Amused To Death" è del 1992, da allora Waters non ha praticamente più prodotto materiale inedito e a novembre, dopo tredici anni, presenterà la sua prima opera lirica. Questo è quindi, moralmente, il disco terminale della carriera rock di uno dei geni della musica moderna. Un punto di approdo che chiude un discorso musicale durato trent’anni, che senza di esso, sarebbe rimasto senza il suo appassionato epilogo.

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Sommario

Roger Waters: Amused To Death;
Recensione di voiceface per DeBaser
, 9/3/2005 2:57:00 PM (●●●●●)

Anno: 1992

Generi:

Album collegati: Amused to Death

Artisti collegati: Roger Waters «Bender stai facendo confusione quello era Peppino Di Capri.»

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Voti e commenti

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Ha ricevuto 17 voti validi, totalizzando una media di 4.76
L'opera è stata votata validamente 19 volte, ottenendo una media di 4.37

  1. MICHI | il 5 settembre 2005 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco:

    buona la rece. purtroppo non ho mai sentito tanto di waters, ma lo devo fare al più presto!
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  2. LESTAT | il 5 settembre 2005 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    E' la predizione della guerra mediatica
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  3. HAL | il 5 settembre 2005 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    disco inquietantemente attuale
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  4. | il 5 settembre 2005 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco:

    w peppino di capri
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  5. ZUCKINA | il 5 settembre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    bella, bravo
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  6. PRIMIBALLI | il 5 settembre 2005 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    bella recensione, anche approvabile. Certamente si tratta di un disco importante, sicuramente molto ben scritto e suonato. Di certo non troppo lontano, nè come tematiche nè come suono, dal taglio finale dei Pink. In quell'epoca le due tifoserie erano violentemente divise. Io ero coi Pink (e ci sarei ancora, per molti motivi che sarebbero lunghi da spiegare...), pur apprezzado molto la divina indigeribilità di Waters.
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  7. LOGIC PROBE | il 7 settembre 2005 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Disco da sentire tutto d'un fiato, da farsi venire il mal di testa nel tradurre i testi e badare bene a ciò che essi dicono, perché Waters è un attento osservatore della realtà ed ha il dono della lungimiranza. Un inno all'idiozia umana "....questa specie che si diverte con la morte....". Al di là di Momentary laps of reason e division bell, sembra che in questo disco si sia rinchiusa l'anima dei Pink Floyd, meno sperimentali ma sicuramente più "teatrali". In buona sostanza? UN CAPOLAVORO.
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  8. MARCO SICCO (SAVONA) | il 17 novembre 2005 in prima serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    condivido, vedo, molti tuoi gusti, da Waters a Panella (Battisti e Pappalardo, e anche Cammariere, in un caso) ...definire Waters 'cinico' mi pare inappropriato, credo che 'cinico' sia il mondo impietoso che egli impietosamente critica; inoltre pare siano pronit altri due lavori rock, la continuazione di Amused e un altro, ciao [ www.traccefresche.info ]
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  9. VOICEFACE | il 18 novembre 2005 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    ti riferisci alla "cinica ironia"...sono daccordo con te che è certamente il mondo ad essere cinico, però credo che in alcune espressioni sia lo stesso Waters a fare sfoggio di cinismo: "a brazilian grew a tree" è ironia mista a cinismo, perchè fa una generalizzazine forzata, non trovi?...vedo che hao postato il link di traccefresche, sito che bazzico anche io di tanto in tanto...ciao
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  10. SHINE | il 28 febbraio 2006 in seconda serata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Bella recenzione e splendido disco. Se ci si immerge nell'ascolto si corre il "rischio" di emozionarsi.
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  11. JIMMORRISON | il 1 marzo 2006 dopo mezzanotte | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    Bella recenZione.
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  12. ADRIANO BERNARD | il 16 marzo 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Questo non è un disco ma un capolavoro
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  13. SAVOPARDO | il 29 marzo 2006 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    ...IMMENSO....Detto questodetto tutto..........
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  14. SAVOPARDO | il 29 marzo 2006 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    ...IMMENSO !!! Detto questo detto tutto........
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  15. ADRIANO BERNARD | il 29 marzo 2006 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    dimenticavo i voti...
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  16. CUZZO | il 30 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Condivido tutto a parte la predizione della fine dell'era rock di roger. Non finirà così, ha in serbo ancora molto da scrivere. Io sono di parte perchè rinuncerei ad ascoltare tutta la musica per avere la possibilità di continuare ad ascoltare roger e i pink di roger. Comunque amused non si discute. tra due mesi sarò a verona e tra tre a lucca per lui ...per roger ciao a tutti
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  17. VOICEFACE | il 30 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    sono contento che questo disco piace a tanta gente...e pure la recensione :-) ...sull'osservazione di cuzzo, dico che mi associo alla sua speranza, ovviamente anche io spero che Waters continui a scrivere splendide canzoni come quelle di questo disco...ciao
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  18. ADRIANO BERNARD | il 15 aprile 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    doctor doctor, what is wrong with me(eco :with me). the supermarket life is getting alone...what is the heartlife of a coulor televison?... What is the self life of a teenage queen?...ohhhhhhhh western womannnnn ohhhhh western girlllllll!...
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  19. ISIDE | il 19 maggio 2006 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    cosa sarebbero stati i pink floyd senza roger w. una insulsa popband album culto ancor più che the wall
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  20. ADRIANO BERNARD | il 15 giugno 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 5

    é un capolavoro, non c'è proprio nulla da fare.
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  21. SAVOPARDO | il 15 giugno 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 5

    ...peccato che a verona abbia fatto solo "perfect sense part 1-2"...
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  22. ADRIANO BERNARD | il 16 giugno 2006 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco: 5

    ohi, savo, ma allora ci sei!Ma non le ricevi le mie email?!Perchè non rispondi?!:-(
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  23. THEWICKERMAN | il 3 agosto 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Con questo disco ho capito cosa sarebbero stati i Floyd senza Roger: niente! CD eccezionale, tanto quanto RW
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  24. DAVEJONGILMOUR | il 1 dicembre 2006 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco: 3

    Saluto i Watersiani
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  25. ADRIANO BERNARD | il 3 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Io prpopngo la decapitazione pubblica per dave.
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  26. VOICEFACE | il 3 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    ineffetti non si capisce se ci è o ci fa...
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  27. DAVEJONGILMOUR | il 3 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    perchè? perchè ho dato 3 a sto disco? o perkè vi ho salutati?
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  28. ADRIANO BERNARD | il 3 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Sei già caso umano dave?se no ti nomino subito:-)
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  29. DAVEJONGILMOUR | il 3 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    perchè? perchè ho dato 3 a sto disco? o perkè vi ho salutati?
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  30. ADRIANO BERNARD | il 3 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Perchè hai dato 3 a quello che forse è il miglior disco di RW solista, un capolavoro della musica moderna, Gilmour non arriverà mai a fare cose di questo livello(non le ha mai fatte)...L'ultimo album di Gilmour è buono ma rispetto a questo risulta nettamente mediocre.
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  31. VOICEFACE | il 4 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    è inutile scannarsi fra Gilmour e Waters. Gilmour è un eccellente chitarrista, il mio preferito, e un discreto autore di canzoni oltre che un buon cantante. Waters dal canto suo è un mediocre musicista, ma è uno dei migliori autori rock del novecento. E' ovvio quindi che Amused To Death sia un disco più carico di arte di On A Island. Lo è per forza di cose. E quel tre dato da uno che ha come nickname davejongilomur sa solo di dispetto infantile
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  32. TOM TRAUBERT | il 4 dicembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco: 4

    Ottimo disco, non un capolavoro. Ha la sua parte di zavorra nella parte centrale ma rimane il migliore (per forza) di Waters e uno dei migliori dei floyd solisti.
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  33. DAVEJONGILMOUR | il 4 dicembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Io l'ho ascoltato è da 3,5 se proprio devo dargli un voto. Nessun dispetto.
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  34. THE GREEN MANALISHI | il 7 gennaio 2007 in seconda serata | Voto: 5 | Voto al Disco: 3

    La rece è bella e appassionata. Come dici tu il disco è abbastanza difficile. Tuttavia ritengoche sia eccessivamente pesante e sinceramente il tema del padre perso in guerra bastava e avanzava in The Wall. Inoltre trovo che gli intro alle canzoni siano troppo lunghi, togliendo scorrevolezza all'ascolto. Ma le musiche non sono affatto male.
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  35. SIBEMOLLE | il 19 marzo 2007 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Un'ottima rece per un ottimo disco. Bravo! E' un po' come The Final Cut: più lo ascolti e più lo ascolteresti. Ti cattura.
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  36. DECLIVIO73 | il 6 maggio 2007 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    La recensione direi che rispecchia in gran parte quello che emerge dal disco, per me una delle pietre miliari uscite nell'ultimo ventennio. L'album non è né pinkfloydiano e né cinico né visionario, è semplicemente un lavoro molto moderno fatto con frammenti del passato e richiami al presente. Un'opera molto personale scavata nell'attualità, che non è giusto vedere in relazione a quelle dei presunti "antagonisti" rimasugli dei Pink Floyd. Grazie a Dio questo gruppo ha avuto una storia molto autentica che si è conclusa in modo spiacevole ma molto credibile, e gli strascichi polemici trascinati per anni non sono altro che lo specchio di come le cose non potevano andare diversamente. Alla faccia delle finte reunion di altri nomi ben noti. Per me le basi dell'album risalgono già a "The Final Cut", in cui i richiami alla guerra e alla morte del padre assumono dei connotati ossessivi ed estremamente diretti, elementi che stavano monopolizzando l'esistenza dei Pink Floyd. "Amused to death" (che non vuol dire "divertiti con la morte" ma "divertito da morire") sembra invece sviluppare gli stessi concetti usando l'ironia e il distacco, usando simboli, oggetti più o meno animati e metafore per veicolare le proprie opinioni. Che sono sempre pervase di pessimismo (i rumori degli animali sono stridenti e cupi, quasi a presagire un disastro), ma espresse in forma meno esplicita. Molto presente è anche il sarcasmo verso il mondo consumistico e della ricchezza, di cui Waters fa comunque innegabilmente parte, ma che viene preso come un esempio di come l'uomo si rende ridicolo. La musica è ciò che colpisce maggiormente; l'uso dell'orchestra, l'alternarsi di brani rock a ballate quasi sommesse, la chitarra a volte dolce, a volte acida e stridente di Jeff Beck. Tutto ciò risulta in un lavoro che si scopre a poco a poco, a volte ostico, ma al limite del geniale. Un lavoro di un artista serio e che ha sempre qualcosa da dire e in modo mai banale. Con o senza Pink Floyd.
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  37. MAUROPROG | il 23 maggio 2007 in seconda serata | Voto: 3 | Voto al Disco: 3

    non è il massimo questo disco... ma PERFECT SENSE PART 1 E 2 è FANTASTICA !!! l'unica che si trova qualche gradino sopra le altre...
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  38. ADRIANO BERNARD | il 7 novembre 2007 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 3

    riaggiustiamo le cose...buon disco ma non aggiunge assolutamente nulla alla musica,,,
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  39. VOICEFACE | il 7 novembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    beh...aggiunge che per la prima volta si sente in un disco (ascoltare in cuffia) una carrozza che ti attraverso in maniera trasversale il cervello, puntellata da un leggero arpeggio di chitarra elettrica, coperto da una soffuso tappeto di tastiere, seguito dal vociare incessante di persone comuni e dalla voce afona e sognate di Waters...
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  40. ADRIANO BERNARD | il 7 novembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Opinioni. Comunque il genio dei floyd non è nè waters nè gilmour, è barret. In ogni caso le carriere soliste di gilmour e di waters in qualche modo si equivalgono, hanno fatto all'inizio entrambi cose pessime e poi hanno tirato fuori dischi buoni tra cui questo(nel caso di waters) e on an islandnel caso di gilmour). La storia che la carriera solista si waters sia più carica di origiunailità, idee e arte non è vera, gilmour ha anche lui delle buone idee, semplicemente è più formale di waters, quindi sembra fare sempre la stessa canzone.
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  41. VOICEFACE | il 8 novembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    è evidente che abbiamo opinione assolutamente divergenti
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  42. RUNNER | il 8 luglio 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    Per me sono esagerate le 5 stelle, ci sono ottimi pezzi come The Bravery Of Being Out Of Range e la title-track, ma altre che non sono all'altezza; di Perfect Sense mi piace di più la versione di Flickering Flame. Preferisco di poco The Pros And Cons, almeno lì la voce ce l'aveva ancora e si sentiva.
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  43. | il 8 luglio 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Sto Bernard soffre di dissociazione o bis-pensiero? Prima sostiene una cosa poi l'opposto. O è così facile passare dall'altare alla polvere... M.S.
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  44. VOICEFACE | il 8 luglio 2008 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    pur essendo una specie di fanatico di Waters e dei suoi pochissimi dischi solisti, beh, secondo me fra Amused To Death e The Pros And Cons Of Hitch Hiking c'è un abisso.
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  45. RUNNER | il 8 luglio 2008 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    @voiceface: al di là della voce, gli interventi (pochi purtroppo) di Clapton alla chitarra in The Pros And Cons mi sembrano più incisivi ed emozionanti di quelli di Beck in quest'album (a parte The Bravery...). Di Amused To Death mi piacciono molto le orchestrazioni, ad esempio la prima traccia e l'inizio di What God Wants, pt.1, ma nel complesso non ci vedo tutto quest'abisso, anzi.
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  46. RUNNER | il 8 luglio 2008 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    Magari con Radio K.A.O.S. si nota una certa differenza, specie nella produzione dell'album.
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  47. VOICEFACE | il 10 luglio 2008 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    non so, forse strumentalmente P&Cons sembra un disco più suonato, ma in tutto il resto la differenza è enorme. I testi di ATD sono quanto di meglio Waters abbia mai scritto (ci sono fior di lavori di critica del disco). La produzione e gli arrangiamenti sono molto più curati. E poi c'è il fatto che P&Cons di fatto ha uno stesso tema ripetuto per diversi pezzi e l'originalità delle melodie lasciano molto a desiderare, ricordano troppo i due dischi precedenti con i Floyd. ATD è un lavoro da questo punto di vista con alla base uno sforzo compositivo di livello superiore.
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  48. RUNNER | il 10 luglio 2008 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Sul fatto che ci sia più originalità in Amused To Death sono totalmente d'accordo, ma penso che The Pros And Cons mi piaccia di più (appena un po' eh) proprio perchè è quasi un tutt'uno con alcune atmosfere di The Wall e The Final Cut. Non mi danno fastidio le ripetizioni, se così si può dire. Comunque questa è una mia personalissima opinione, quindi capisco che a qualcuno magari piaccia di più Radio K.A.O.S. ad esempio.
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  49. SAVOPARDO | il 10 luglio 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 5

    ...e ça ira dove lo mettete?....
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  50. RUNNER | il 10 luglio 2008 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Non l'ho mai ascoltato, ma è un lavoro diverso mi sembra.
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  51. SAVOPARDO | il 10 luglio 2008 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    be si, è un'opera lirica, ma Waters è sempre Waters...e chi ha amato anche The Final Cut, in ça Ira troviamo alcune orchestrazioni simili...c'è una parte cameo di Waters nel terzo atto...un grandissimo album...senza grandi ambizioni(puo ricordare vagamente lo stile pucciniano), nel senso che è un'opera lirica, si, ma di assai facile presa e molta melodiosità..da avere assolutamente nella discografia wateriana...
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  52. HYMNEN | il 28 agosto 2008 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco: 4

    ottimo disco, sulla scia di "the Final cut" . lui e' geniale veramente,( termine usato nella musica come fosse acqua fresca..), senza i suoi effetti elettronici un disco come "dark side " oggi forse sarebbe gia nel dimenticatoio...
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  53. PRIMIBALLI | il 31 agosto 2008 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    senza i suoi effetti elettronici un disco come "dark side " oggi forse sarebbe gia nel dimenticatoio........eeeeeehhh hhhhhhhh???????? io provo ad aver rispetto per ogni opinione, ma questa proprio la trovo una vera boiata... perdono...
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  54. VOICEFACE | il 1 settembre 2008 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    si, effettivamente l'ha sparata grossa
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  55. HYMNEN | il 2 settembre 2008 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    primiballi ma tu saresti quello che ha affermato che "un gelato al limon" sarebbe il miglior lavoro di conte?.. ma vah a ciapa' di ratt...
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  56. HYMNEN | il 2 settembre 2008 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    per quanto riguarda "dark side" proviamo a togliere tutti gli effetti elettronici a quel disco e poi mi saprai dire( se hai orecchio..)
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  57. VOICEFACE | il 2 settembre 2008 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    beh, se alla lirica togliessimo i tenori e alla musica sinfonica gli archi pure li rimarrebbe poco. Non ti sembra un argomentazione un pò del cazzo?
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  58. PRIMIBALLI | il 2 settembre 2008 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    e sei proprio sicuro che nei seventies ci fosse tutta st'elettronica...? ma ti sei mai avvicinato a uno strumento...? e poi il miglior conte qual'è, di grazia, razmataz? fiulèi...
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  59. HYMNEN | il 2 settembre 2008 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    ok allora confermiamo: gli effetti elettronici di roger waters in quel disco sono fondamentali e geniali. ce l'abbiamo fatta.
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  60. HYMNEN | il 2 settembre 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    primiballi stiam parlando di quel disco nn ti arrampicare sugli specchi se nn conosci l'argomento ... di conte da aguaplano a elegia compresi tutti i vari live
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  61. GUSTAVOTANZ | il 2 settembre 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Io credo che "Razmataz" sia di gran lunga il disco più debole dell'aristocratico avvocato Astigiano. Per cui mi associo a Primiballi, da adoratore dei lavori di Conte (escluso "Razmataz"...). Ah, nemmeno a me risulta che negli anni '70 ci fosse chissà quanta elettronica. Se Hymnen ascoltasse, chessò, un "Rock Bottom" di Robert Wyatt, uno qualunque dei primi tre dei Camel, un "Selling England By The Pound", o un "Arbeit Macht Frei" degli Area capirebbe che negli anni '70 non c'era tanta elettronica? (ma credo sia una domanda fuori contesto e probabilmente inutile, per non dire formulata a cazzo...)
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  62. HYMNEN | il 2 settembre 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    ma chi ha detto che razmataz sia' il migliore di Conte??? io??( ne e' arrivato un altro..) parlavo di "dark side" o degli anni 70??? da dire che gli area ne facevano uso di elettronica r wyatt in the end addirittura trattava la sua voce elettronicamente. ma poi che kazzo c'entra ripeto: PARLAVO DI THE DARK SIDE OF THE MOOOOOOOOONNNNN ( chissa se avran capito )
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  63. GUSTAVOTANZ | il 2 settembre 2008 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Hymnen, invece di prendertela, cerca di capire che volevo ricollegarmi un po' al discorso di Primiballi. E riguardo "Razmataz" tu avevi detto che per te il Conte migliore da Aguaplano a Elegia compresi i vari live". Beh, siccome in quel lasso di tempo compreso tra "Aguaplano ed "Elegia" è uscito anche risiede quello scivolone chiamato "Razmataz"...allora il discorso torna.
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  64. PRIMIBALLI | il 3 settembre 2008 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    brutta misurarsi con discorsi adolescenziali, generazionali, poco o mal motivati...chi dice che "dar" brilla solo per l'elettronica non è solo un che certamente non sa suonare, ma è senz'altro uno che non sa ascoltare (o ascolta quel che vuole ascoltare). Scendiamo nel dettaglio: geniale è il giro di basso di "Money" e la struttura in sette quarti, non i rumorini all'inizio, che potrebbero benissimo non esserci. Ma fare questi discorsi con te, caro imene, credo sia come parlare di Ibra a una donna...baci, fiulèi
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  65. GUSTAVOTANZ | il 3 settembre 2008 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    (scusatemi, mi sono reso conto solo ora che dalla fretta ho disarticolato grammaticalmente la risposta a Hymnen...non era mia intenzione...)
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  66. HYMNEN | il 3 settembre 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    primiballi sei imbarazzante: senza quelli che tu chiameresti" rumorini" il suddetto disco nn avrebbe venduto milioni di copie .. ps qua di adolescenziale mi sembri solo tu " musicalmente"
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  67. PRIMIBALLI | il 3 settembre 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    vabbé...a parte che sei l'unico anche qui a pensarla così, vorrà dire che quando nella vita avrò un dubbio, data la mia provata incompetenza, chiederò a te...e sei sei in ferie, al mago Gabriel. Baci
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  68. PAUL91LIAM | il 17 giugno in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    the bravery of being out of range, coraggio che ha avuto lo stesso waters quando ha lasciato i pink floyd. capolavoro di canzone
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Car_ amic_,
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