Angelo Branduardi: Pane e rose

Recensione di: Viva Lì , (il 6 febbraio 2006 nel primo pomeriggio) | Voto: ●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Angelo Branduardi Pane e rose

Tempo fa, durante una di quelle sere in cui non si sa che fare, ho acceso la Tv su Rai Tre proprio nel momento in cui Fabio Fazio, simpatico presentatore/autore di “Che tempo che fa”, stava presentando Angelo Branduardi ospite in studio. Folta chioma di capelli (grigi), pantaloni stile menestrello medioevale, scarpe a metà strada tra il naif e il surreale, il buon Branduardi, a metà intervista, incalzato da un Fazio stranamente acidello, asserisce, a spron battuto, che “molti musicisti di oggi non riconoscono un Do da un Fa”. O buon Cielo! A questo ci siamo ridotti? Deve intervenire Branduardi in televisione per aprirci gli occhi: suvvia, lo sanno pure i bambini che la stragande maggioranza dei musicisti nostrani non sa distinguere un Do da un Fa (e qualcuno, forse, non distingue nemmeno un papiro da uno spartito musicale). In fondo, non è un mistero, la nostra cultura musicale è ferma ai tempi di Claudio Villa e Gino Latilla. Quando qualcuno in Italia (si pensi al primissimo De Andrè o al maturo Battisti di “Una donna per amico”) cerca di imporre atmosfere musicali meno banali e più fantasiose riceve spesso critiche negative, salvo poi riconquistarsi lo scettro della genialità grazie ad una tenace e caparbia rivalutazione da parte di intellettuali, critici musicali o semplici amanti del più geniale uso dello spartito musicale.

Detto ciò, vorrei ricordare a tutti gli utenti di DeBaser (I love you DeBaser!) che Branduardi non è né un mito, né un genio. Non basta una frasettina, per quanto sconcertante, ringhiata fra i denti in una trasmissione Rai per essere considerati ‘autori a tutto tondo . Sì, d’accordo, la discografia "branduardiana” è sicuramente curiosa e variopinta: dopo essersi recato “Alla fiera dell’ Est” e aver acquistato “La pulce d’acqua” il nostro non ha esitato nel cogliere “La prima mela”. Bel modo di vivere la vita: non c’è che dire.
Eppure, dopo dieci anni di sviolinate e suoni finto-medioevali, anche Branduardi ha cominciato a stancare. Gli anni Ottanta non hanno lasciato nessun segno significativo e nei Novanta le ballate vagamente misticheggianti hanno lasciato il posto a canzoncine di bassissima lega (“Il giocatore di biliardo” o “L’apprendista stregone” sono, ambedue, firmate da Branduardi e Giorgio Faletti: sì Faletti, quello di “Minchia signor tenente” chiedo perdono se "Io uccido”).

“Pane e rose” esce nel 1988 e io, da vecchio branduardiano nostalgico, lo vado subito a comperare. Nonostante otto anni di delusioni penso: “Questa sarà la volta buona”. Vedete: io acquisto (e acquistavo) i dischi, oggi CD, in un lussuoso negozietto di via della Moscova (Milano, zona Corso Como, qualcuno ha presente?) e mi sono sempre fidato del proprietario del suddetto lussuoso negozietto. Quella volta, saggiamente, mi consigliò: “Non è nel mio interesse, però ti voglio confidare un segreto: ‘sto disco di Branduardi fa abbastanza cagare”. Nonostante tutto, malgrado la fiducia riposta nel negoziante, io il disco lo acquistai comunque.
Quando ebbi il piacere (o il terrore, fate voi) di ascoltarlo mi resi conto di due cose: 1) il negoziante aveva, forse volutamente, esagerato col giudizio; 2) Branduardi stile menestrello era morto, finito.
“Pane e rose” non è un disco orrendo, e non fa nemmeno cagare. Semplicemente, non è assemblato come dovrebbe: a canzoni malinconiche e vagamente drammatiche si alternano, senza un vero perché, composizioni buffe o, in alcuni casi, persino comiche. Il violino è sempre caldo, sempre su di giri: quando Branduardi sposta l’archetto sulle corde dello strumento è impossibile non udire, almeno per un momento, una sorta di brivido felino salire dalla schiena fino al cervello. Le musiche sono sempre emozionanti, a tratti forse un po’ risapute, ma pur sempre grandiose.
Banali, irritanti, a volte ridicoli i testi. Strano, veramente molto strano: quando Branduardi cantava “Alla fiera dell’Est” sapeva mescolare brillantemente arcaici sofismi con eleganti ‘italianismi’. “Pane e rose” sembra il lavoretto un po’ sbilenco di uno studentello svogliato e incapace. Non è un caso che l’unico testo veramente riuscito sia quello di “1 aprile 1965” in cui Branduardi rilegge una emozionantissima lettera d’addio che Che Guevara scrisse ai genitori (“Padre da molto tempo non scrivevo più / gli anni sono passati ma io non sono cambiato mai / saluto tutti voi, un bacio a tutti voi / e ricordatevi di me, e io ci riuscirò”).

Ma una canzone su dieci, per un branduardiano di vecchia data, è poco, troppo poco.

PrecedenteUna a casoSuccessiva

Trova quest'opera nella ReteNegozi© di DeBaser

Se ti interessa, puoi recuperare quest'opera grazie alla rete dei negozi associati a DeBaser:

Sommario

Angelo Branduardi: Pane e rose;
Recensione di Viva Lì per DeBaser
, 2/6/2006 3:44:00 PM (●●)

Anno: 1988

Generi:

Artisti collegati: Angelo Branduardi «5 stelle al parrucchiere. »

Questa DeRecensione è pubblicata sotto una licenza Creative Commons: può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile:

  1. Un link attivo a DeBaser (www.debaser.it);
  2. Il nome dell'autore della recensione (Viva Lì);
  3. Un link attivo alla recensione (www.debaser.it/recensionidb/ID_8130/Angelo_Branduardi_Pane_e_rose.htm).

[ Aggiungi un sample ] [ Aggiungila alle tue recensioni preferite ] [ celo ] [ manca ] [ Ricorda e condividi ]

Voti e commenti

Questa recensione ha un DeRango™ di 3.074, è stata commentata 13 volte ed è stata visitata 3107 volte
Ha ricevuto 7 voti validi, totalizzando una media di 3.57
L'opera è stata votata validamente 3 volte, ottenendo una media di 3.33

  1. MORGAN | il 9 febbraio 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Il disco non l'ho ascoltato, ma è vero:lo stile menestrello medioevale è finito. Oggi i suoi dischi li possiamo considerare quelli di un grande cantante della canzone italiana che cerca di rifarsi, non riuscendo però a fare musica come prima. Semplicemente perchè le ha già provate tutte. Comunque molte canzoni stile "cantastorie" di Branduardi sono davvero belle.
    Secondo me ‘sto commento è [ bëlo ( 0 ) ] [ brüto ( 0 ) ]

  2. NATHAN | il 9 febbraio 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 2

    è un po passato di moda. forse non è mai stato alla moda, ma considero branduardi un ottimo artista rispetto all'immondizia che ci circonda,ascoltatevi d'alessio e meneguzzi se siete contenti. d'accordo in parte con la rece l'album è modesto
    Secondo me ‘sto commento è [ bëlo ( 0 ) ] [ brüto ( 0 ) ]

  3. ZAIREEKA | il 9 febbraio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Non esageriamo, certe cose scritte con Faletti sono veramente belle: musica e (a volte soprattutto) i testi (di Faletti). si veda ad esempio Lamento di un Pupazzo di Neve. Sarà che sono tutti iscritti alla Golden Dawn per quei testi tanto Yeatziani!!!
    Secondo me ‘sto commento è [ bëlo ( 0 ) ] [ brüto ( 0 ) ]

  4. MARKCO | il 9 febbraio 2006 in prima serata | Voto: 3 | Voto al Disco:

    Il Branduardi migliore IMHO resta quello di "Concerti" (con praticamente tutto il Banco a supportarlo musicalmente) e "Branduardi canta Yeats"...
    Secondo me ‘sto commento è [ bëlo ( 0 ) ] [ brüto ( 0 ) ]

  5. GRASSHOPPER | il 10 febbraio 2006 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Confermo che "Branduardi canta Yeats" è stato l'ultimo colpo di coda del nostro menestrello, e infatti l'ho anche recensito con entusiasmo. Quel che è venuto dopo è piuttosto mediocre, mentre la recensione mi sembra più che buona
    Secondo me ‘sto commento è [ bëlo ( 0 ) ] [ brüto ( 0 ) ]

  6. MASSIMO | il 10 febbraio 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    I testi di questo oggettivamente evitabile disco li ha scritti la moglie Luisa.
    Secondo me ‘sto commento è [ bëlo ( 0 ) ] [ brüto ( 0 ) ]

  7. OLDPEAR | il 10 febbraio 2006 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Apprezzo la recensione perché ben scritta e interessante, non sono però d'accordo con te riguardo il parere sul disco. Certamente i testi sono semplici, poco ricercati, ma li ho apprezzati, nonostante prediliga testi alla de andrè o alla fossati o alla bertoli, perché mi ricordano quelle composizioni "spensierate", ottimistiche, speranzose, del Rinascimento... Vedi Lorenzo il Magnifico... I duetti con la moglie di Eugenio Bennato, poi, sono squisiti
    Secondo me ‘sto commento è [ bëlo ( 0 ) ] [ brüto ( 0 ) ]

  8. MARI | il 1 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco:

    da ascoltatrice più che altro sporadica di branduardi, soprattutto per gradire musica diversa senza per forza rivolgersi a cantanti stranieri dei quali capendo poco le parole (il mio è proprio un "inglisc" non ci si spaventa quanto si dovrebbe!!, concordo con la recensione sull'album. e in modo particolare sia per "il giocatore di biliardo" che "l'apprendista stregone" mi sembra che la musica sia un po' una scopiazzatura. ora non mi sovvengono le canzoni originali ma mi pare che una somiglia ad una di joan osborne e l'altra ad una dei police. beh forse poco importa, ma la sensazione di già sentito permane.
    Secondo me ‘sto commento è [ bëlo ( 0 ) ] [ brüto ( 0 ) ]

  9. FRANCY | il 6 marzo 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco:

    Il disco non l'ho sentito, quindi non mi esprimo in particolare su di esso, ma mi sento in dovere di difendere Branduardi da queste (affettuose, senz'altro) osservazioni ... La mia modesta opinione ricalca quella di MarKco, ovvero: il meglio di Branduardi, della sua vena musicale e della sua capacità di arrangiare, emerge palesemente nei concerti dal vivo, soprattutto quando c'è il Banco a supportarlo alle spalle. Però mi stupisce che nessuno di voi abbia citato "State Buoni Se Potete"... anche lì, il nostro Angelo ha sfoderato tutto il suo talento, partecipando come attore nel film di Johnny Dorelli del quale ha curato anche l'intera colonna sonora. E' un film che mi lega molto alla mia infanzia, quindi certamente il mio giudizio è molto condizionato; tuttavia, consiglio a tutti voi la visione del film, per entrare un pò di più nello spirito di menestrello che contraddistingue questo musicista. So che può sembrare, a lungo andare, un po' monotono, ma non mi lascia mai indifferente... De gustibus? :-)
    Secondo me ‘sto commento è [ bëlo ( 0 ) ] [ brüto ( 0 ) ]

  10. PIBROCH | il 17 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco:

    L'album non lo conosco, a dire il vero... la mia conoscenza del bravissimo Branduaerdì è ancora poco vasta. La recensione è spontanea, bella. Una sola cosa: "Il giocatore di diliardo" io la trovo splendida, uno dei più bei ritornelli del menestrello.
    Secondo me ‘sto commento è [ bëlo ( 0 ) ] [ brüto ( 0 ) ]

  11. MY_GENERATION | il 23 giugno 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ma smettila Viva Lì, vergognati, scrivi solo frasi sconnesse e senza senso. Non capisci nulla di musica, ma nulla proprio. Datti ad un altro hobby, che so al lancio delle palle di carta dalla penna bic, ma smettila con la musica.
    Secondo me ‘sto commento è [ bëlo ( 0 ) ] [ brüto ( 0 ) ]

  12. TAMAX | il 18 gennaio 2007 nel primo pomeriggio | Voto: 2 | Voto al Disco: 4

    Pane e rose è un disco di rottura col passato. E' un disco minimale, difficile e può apparire noioso.Tuttavia dopo 4/5 ascolti comincia a piacere, cominci a sentire che in profondità c'è una certa magia. Il menestrello era sparito ma forse dopo 13/14 anni si era stancato di comporre le solite ballate medioevali ed il suo tentativo di rinnovarsi l'ho trovato molto interessante anche se poco commerciale.
    Secondo me ‘sto commento è [ bëlo ( 0 ) ] [ brüto ( 0 ) ]

  13. LO ZINGARO | il 13 febbraio 2009 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    ALLORAAAAAAAAAAA MA CI RINDIAMO CONTO CHE QUESTO CAPELLONE HA PRSO PER IL CULO MEZZA ITALIA???????? QUESTO NON SA NEMMENO LEGGERE IN CHIAVE DI BASSO . LASCAIMO PERDERE POI I FURTI
    Secondo me ‘sto commento è [ bëlo ( 0 ) ] [ brüto ( 0 ) ]

Autenticati per inviare il tuo contributo a codesta recensione

Car_ amic_,
se stai leggendo questa tenera frase è perchè al momento non sei autenticat_ sul sito più fiko dell'Internèt. Puoi autenticarti se sei già registrat_ su DeBaser ma anche se hai già una tua utenza facebook.
E allora, cosa aspetti, canaglia? Gricca su questa frase!