Y Pants: Y Pants

Recensione di: Mike76 , (il 2 marzo 2006 nel tardo pomeriggio) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Y Pants Y Pants
"Verso la fine del 1979 stavo facendo alcuni film, ma le colonne sonore stavano diventando per me più interessanti delle immagini. Sapevo che chiunque poteva crearsi il proprio disco, non era costoso. Dissi a Barbara Ess, che viveva al piano di sopra del mio stesso palazzo e che aveva più esperienza in queste cose, che volevo fare un disco. Lei era interessata a quella che chiamava "small music" e propose di lavorarci assieme"

Da queste parole si capisce tutta l’estemporaneità del progetto Y Pants: tre donne di New York, Gail Vachon (tastiere, piano giocattolo, voce), Barbara Ess (ukulele, basso, voce) e Virginia Piersol (percussioni, voce), già attive nel sottobosco artistico della grande mela soprattutto con lavori di fotografia e video, che decidono di cimentarsi anche in una breve avventura musicale. Quello che ne vien fuori è di una naivete irresistibile; poco dotate dal punto di vista tecnico, ma fornite di grande spirito creativo e sensibilità artistica, riescono incredibilmente a creare un rock (senza chitarre) originale e femminile, ovvero senza scimmiottare mai quello dei colleghi maschi.

La musica "giocattolo" delle Y Pants si fondava su uno spiccato senso dell’improvvisazione, su melodie stralunate e mai banali spesso cantate in coro e sorrette da arrangiamenti minimali e semplici di grande effetto straniante, quasi che a suonare e a cantare fossero tre Alice, appena tornate dal Paese Delle Meraviglie, che si trovano ad affrontare il mondo normale e quotidiano con lo stesso senso di smarrimento e di angoscia. Questa raccolta definitiva rappresenta tutta la rarefatta, ma eccelsa, discografia del gruppo: un unico Ep (prodotto da Glenn Branca), un unico singolo, un unico album ("Beat It Down" del 1982 prodotto da Wharton Tiers), più una traccia fantasma.
Difficile trovare i brani migliori di un disco che non presenta nessuna caduta di tono: dalle atmosfere mediorientaleggianti di "What Do You Take Me For?" alla rilettura sbilenca e spiazzante di "Off The Hook" dei Rolling Stones, dal girotondo infantile di "Beautiful Food" al dadaismo di "Beat It Down", dal ritmo sinistro ed incalzante di "Love's a Disease" fino alla terribile condanna del mondo maschile di "That's the Way Boys Are".

Un disco pressoché ignorato dal pubblico e poco considerato dalla critica, ma ciononostante di grande valore, un must per tutti quelli che amano la New Wave più fantasiosa e il rock femminile in generale.

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Sommario

Y Pants: Y Pants;
Recensione di Mike76 per DeBaser
, 3/2/2006 4:20:33 PM (●●●●●)

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Voti e commenti

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  1. LEWIS TOLLANI | il 7 marzo 2006 all'alba | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Ynteressante....
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  2. MIKE76 | il 7 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Samples!!!
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  3. ODRADEK | il 7 marzo 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Bella. Mai sentite, me le sono perse, all'epoca. Sorelline spiritose e naif dei Flying Lizards, amiche di Lora logic, a sentire i samples...
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  4. KOSMOGABRI | il 7 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    mmmmmm mai sentite... (prodotte da Branca? però!) Ma ora le componenti che fanno, si sono riciclate in altri gruppi?
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  5. MIKE76 | il 8 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    No Kosmo, dopo il 1982 sono tornate all'occupazione di sempre, ovvero arte fotografica e video art. Sono ancora attive, se fai una ricerca in rete con i loro nomi trovi qualcosa, soprattutto di Barbara Ess e Gail Vachon. Di musicale non mi sembra che abbiano fatto più nulla. Non lavorano più insieme ma sembra che si ritrovino tutte ad ogni al compleanno di ciascuna.
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  6. MIKE76 | il 8 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Già Glenn Branca, che ha però prodotto solo i quattro brani dell'EP omonimo del 1980. Per il resto si sono affidate a Wharton Tiers, altro musicista di estrazione No Wave, all'esordio come produttore. Questo Tiers in seguito ha fatto anche lui cose molto rilevanti, ha curato tra le altre cose la produzione dei primi Sonic Youth.
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  7. LUKIN | il 8 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    appena posso ascolterò i samples, mi interessano. Potrebbero ricordare per certi versi le Cocorosie? (risate del pubblico)
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  8. LUKIN | il 8 marzo 2006 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco:

    oh stamattina non ne becco una, voto
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  9. PRETAZZO | il 13 ottobre 2008 in mattinata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    eh eh grandi le y pants, soprattutto per ciò che hanno rappresentato con la loro "home-music" e cioè il concetto di una musica domestica per definizione, umile, spartana, tutta intelligenza e fantasia, a dispetto dei mezzi di fortuna...definire straniante l'atmosfera dei loro brani è dire poco: si possono trovare accostamenti ora a Nico ora a Lydia Lunch, ora alle Shaggs ora ai B52, ma fondamentalmente si fa fatica a trovare un vero referente per qusta musica che pare davvero essere piombata su di noi da un altro pianeta...astrazione pura, un territorio vergine in cui qualsiasi espediente è consentito...letteralmente distrutta la concorrenza delle Raincoats...fantastica Barbara's song con quel sapor mediorientale, ma l'apice resta That's The Way Boys Are, praticamente le Babes In Toyland imbavagliate...ah, recensione perfetta...
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  10. PRETAZZO | il 13 ottobre 2008 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    è saltato fuori che "amo" lewis tollani, che significa? :-D
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