‘Perché Non Si Sa Mai’ è il disco più corale dei Bull Brigade, uscito nella fase più importante del loro percorso: quella della riconferma.

 Le orchestrazioni dipingono un cielo grigio, ma mai spento.

La recensione esplora 'Perché non si sa mai' dei Bull Brigade come un disco di transizione, segnando un allontanamento dall'Oi! verso sonorità più cantautorali. Si analizza la riflessione sulla crescita personale e sulle proprie radici torinesi, sottolineando il valore lirico e il tentativo di rinnovamento della band. Nonostante i rischi presi e qualche inciampo, il lavoro rappresenta una fase importante nel percorso dei Bull Brigade. Scopri come i Bull Brigade reinventano il loro suono e condividi la tua opinione sull'evoluzione della band!

 L’album si caratterizza per un uso costante di droni molto profondi, suoni creati da lui stesso ai synth e un uso predominante del riverbero.

 Stars Gate è un esordio onesto e coerente, che mostra una chiara direzione estetica ma anche margini di crescita evidenti.

La recensione di 'Stars Gate' analizza il debutto di Emanuelle De Lange, un album autoprodotto nel segno dell'ambient e della space music. L'opera si distingue per l'uso di sintetizzatori iconici, riverberi profondi e tracce dilatate, ispirandosi a Constance Demby, pur mostrando limiti tecnici tipici di una prima esperienza. Un esordio onesto e promettente, da un artista emergente con potenziale di crescita. Scopri l'atmosfera di Stars Gate e lasciati trasportare nello spazio sonoro di Emanuelle De Lange.

 Il console generale è un album suonato senza spartiti e senza metronomo, nonché in accordo con le fasi lunari.

 Consiglio a tutti l’ascolto del disco nonché la presenza a un suo concerto.

Flavio Giurato torna a nove anni dall’ultimo album con ‘Il console generale’: sette brani inediti e uno già conosciuto, affrontando temi storici, introspezione e novelle sonore. L’album colpisce per la sua originalità, la libertà esecutiva e l’approccio sperimentale. Consigliato sia l’ascolto che la partecipazione al tour imminente. Scopri ora ‘Il console generale’ e lasciati sorprendere dal nuovo viaggio musicale di Flavio Giurato!

 I Crown Lands invece sono andati ampiamente controcorrente e si sono addentrati in territori ben poco battuti.

 Musica meditativa, sognante, paesaggistica, introspettiva, rilassante e tesa allo stesso tempo.

La recensione analizza l'EP Ritual II dei Crown Lands, evidenziando il drastico cambiamento stilistico verso sonorità world, tribali e ambient. L'autore loda il coraggio del duo canadese nell'allontanarsi dall'hard rock originario, proponendo invece un viaggio sonoro meditativo e paesaggistico. Il nuovo approccio viene definito affascinante e coinvolgente, pur notando la possibilità di un ritorno al sound precedente nei prossimi lavori. Scopri l'affascinante viaggio sonoro offerto da Ritual II dei Crown Lands!

 Prima si raccontavano memorie e dolori di uno skinhead, ora memorie e dolori di una persona normale.

 Rasoio in tasca perché non si sa mai.

La recensione analizza 'Perché non si sa mai' dei Bull Brigade, sottolineando l'evoluzione della band verso un punk più melodico, distante dalle origini Oi!. Il disco alterna momenti convincenti a esperimenti meno riusciti. Alcuni featuring riescono bene, altri meno. Si percepisce il distacco dall'identità storica della band, lasciando spazio a testi più universali. Il risultato finale convince solo in parte, ma apre nuove traiettorie. Scopri come i Bull Brigade reinventano il loro sound: leggi la recensione completa!

 Senza parole esatte, senza la poesia dei sentimenti, il mondo interiore di due amanti tormentati si trasforma in una posa a favore di flash e telecamere.

 A qualcuno potrà piacere, ma per favore, non chiamiamola più Settima arte.

La recensione critica severamente il nuovo 'Cime tempestose' di Fennell, notando come l'estetica prevarichi sulla sostanza narrativa. Personaggi semplicistici e simboli esagerati riducono il dramma a una soap opera visiva, sacrificando profondità e realismo per immagini accattivanti. Il film appare rivolto più a un pubblico social che agli amanti del cinema classico. Scopri se la Cime tempestose di Fennell fa davvero per te: approfondisci ora.

 Il potere è paragonabile ad una sostanza certo inebriante, ma altamente tossica tanto da avvelenare interiormente chi ne viene a contatto.

 Viene proprio da pensare che il potere corrompe e figuriamoci quando qualcuno accumula troppo potere fino a che punto marcisca nell'animo.

La recensione esamina il film di Assayas ispirato al romanzo di Giuliano da Empoli, seguendo la parabola di Vadim Baranov, consigliere fittizio dello 'zar' Putin. Il film esplora il potere come elemento corruttivo e analizza da vicino la trasformazione della Russia dagli anni del crollo sovietico all’epoca di Putin, con una riflessione disillusa sul prezzo da pagare quando si è troppo vicini ai vertici. Non perderti questo potente viaggio nei segreti del potere russo. Scopri il film e condividi la tua opinione!

 Quindici minuti e quarantasei secondi di pura macelleria e putridume.

 A mia madre ascoltandolo è scappata di casa e non so se ritornerà a breve per la paura di rimettere il tasto play a questa mostruosità casinara.

La recensione descrive Slumber Basket In The Casket - Cake Blast come un esperimento grindcore ironico e autodistruttivo. L’album si caratterizza per la sua natura caotica e volutamente grottesca, con suoni estremi e vocalizzi esagerati. Non punta a essere ‘serio’, ma a divertire e scuotere chi ascolta. Il progetto appare come uno scherzo rumoroso dedicato ai fan dell’estremo. Se ami l’estremo senza regole, ascolta Cake Blast su Bandcamp!

 Nusantara Beat celebra l'unità attraverso il ritmo.

 C'è molta energia qui, del tipo che invita a muoversi, piuttosto che a perpetrare i ritmi al rallentatore o l'isolazionismo.

La recensione loda il disco di debutto dei Nusantara Beat, un ensemble indo-olandese che fonde psichedelia anni '60, funk e sonorità indonesiane. L'album spicca per energia, grazie all’alchimia tra basso e batteria e un sound stratificato ma coinvolgente. Si esalta la capacità della band di superare i derivativi del genere, offrendo una proposta fresca e ballabile, ricca di citazioni musicali e influenze retro-futuriste. Scopri il ritmo travolgente dei Nusantara Beat e lasciati trasportare dal loro groove!

 "Dischi come questo, benché obiettivamente mediocri, sono nettare musicale in confronto alle porcherie pop dance odierne."

 "Big Trash è dunque un condivisibile titolo, accostabile alla situazione cercata dai TT: grande casino ritmico."

La recensione analizza Big Trash dei Thompson Twins come esempio di passaggio dalle melodie fresche agli eccessi percussivi della dance elettronica di fine '80. Pur giudicato mediocre, l'album viene rivalutato rispetto alla scena pop/dance odierna, considerata priva di swing e melodia. L'autore esprime nostalgia per un'epoca musicale che, pur criticata in passato, oggi spicca in confronto ai trend attuali. Scopri come suonavano davvero gli anni '80 e lasciati trasportare da Big Trash!

 Si presentano al pubblico visibilmente mascherati ma paradossalmente hanno smascherato noi altri.

 Alla fine, nel cuore e nel mondo, tutti abbiamo un lato pop, siamo tutti un po’ 'popstar'.

La recensione analizza come gli Sleep Token combinino generi apparentemente in antitesi, alternando metal estremo e pop, trap e neo-soul in Even in Arcadia. L'opera è vista come apice della loro cifra stilistica, spingendo le contaminazioni all'estremo e polarizzando pubblico e critica. Si riflette sull’identità ambigua della band e sul messaggio sotteso di universalità della componente pop. La recensione cita momenti salienti dell’album e sottolinea la natura divisiva della loro proposta. Scopri come Sleep Token rivoluziona la musica: ascolta Even in Arcadia e lasciati sorprendere!

 "Mancare una voce. Mancare essendo cercata. Questo significa qualcosa, ma non so che cosa."

 "Quasi fin da subito ho trovato il libro semplice e piacevole da leggere e dopo un po' di anni ho anche percepito l'intensità, il cuore e la simpatia di Andrea."

La recensione analizza 'Barefoot Pilgrimage', memoir di Andrea Corr, soffermandosi sulle radici familiari, la storia dei Corrs, il dolore per la scomparsa dei genitori e la crescita personale della cantante. Il libro si distingue per semplicità e sincerità, alternando ricordi, poesie e brani musicali. L'autore lo considera piacevole ma dal sapore agrodolce, sottolineando come non abbia lasciato un impatto duraturo. Scopri la storia intensa e autentica di Andrea Corr: immergiti nelle emozioni di 'Barefoot Pilgrimage'!

 Non aspettatevi che questo disco dia voce alle vostre grida feroci e disperate mente sotto la pioggia, nella vostra città sacra.

 "Vernice sul cemento, nebbia poi vento, il fuoco non si è spento: nostro tormento".

La recensione analizza il terzo album dei Bull Brigade, sottolineando il passaggio da un Oi! rabbioso a sonorità più morbide e mainstream. Pur riconoscendo momenti brillanti, evidenzia la perdita di mordente rispetto al passato e riflette sul senso di maturità e cambiamento. L'autore valuta l'album come un discreto lavoro, ma meno incisivo rispetto agli esordi. Leggi la recensione completa e scopri se il nuovo album dei Bull Brigade fa per te!

 La tragedia, la commedia più semplice e popolare, la trasfigurazione letteraria, il potere immenso della parola e della fantasia.

 Guido no, recita il buffone fino alla fine, anche davanti al fucile.

La recensione, inizialmente scettica, rivaluta 'La vita è bella' a distanza di anni, evidenziandone genio inventivo, profondità emotiva e valore educativo. L’opera di Benigni viene celebrata per la capacità di unire comicità e tragedia, trasfigurando l’orrore storico tramite la fantasia e l’amore paterno. Non mancano lievi critiche produttive, ma il bilancio è molto positivo. Scopri perché 'La vita è bella' continua a commuovere e insegnare anche dopo trent’anni.

 Il meglio per loro è passato, dunque.

 Si verifica lo strano fenomeno di avere un album dance con liriche serie, anche profonde.

Il sesto album dei Thompson Twins, 'Close to the Bone', segna l'inizio della loro fase discendente sia in termini di qualità che di popolarità. Sebbene le sonorità rimangano energiche e ballabili, le liriche si fanno più cupe e personali, ispirate da tragedie private. La produzione di Rupert Hine mantiene alto il livello tecnico, ma solo i fan più appassionati apprezzeranno davvero questo disco. Scopri se 'Close to the Bone' fa ancora per te: ascolta e lasciati sorprendere dal mix di ritmo e malinconia.

 Questo era il concetto su cui si basava la poetica, la retorica, lo stile di vita dei MT. E serve che sia io a dirvi quanto questo messaggio era dirompente?

 Can’t keep up: I’m out of step, with the world.

La recensione celebra Out of Step dei Minor Threat come un capolavoro del punk hardcore che, rompendo gli schemi del genere, aggiunge melodia e struttura nei brani. Il disco si distingue per il messaggio straight edge dei Minor Threat e l'influenza duratura sulle correnti musicali successive. La scrittura mette in risalto il coraggio della band nel distaccarsi dalle regole prestabilite dell'hardcore, confermando il valore dell'album anche oggi. Scopri perché Out of Step è ancora oggi un punto di riferimento imprescindibile nell’hardcore!

 "Aum è un disco che non si impone: emerge lentamente, come un respiro che trova il suo ritmo solo dopo essersi fatto spazio nel silenzio."

 "Ascoltato fino in fondo, Aum smette di essere un semplice disco e assume la forma di un rito sonoro: un attraversamento lento, fatto di ripetizioni, dissolvenze e ritorni, che conduce verso uno spazio interiore più che verso una conclusione."

La recensione celebra "Aum" di Deuter come un'opera sospesa tra krautrock e New Age, capace di creare un viaggio sonoro ipnotico e profondo. L'album, costruito su suite meditative e stratificazioni di strumenti, invita l’ascoltatore alla concentrazione e alla presenza. Non è semplice sottofondo, ma un’esperienza che richiede tempo e attenzione. L’autore sottolinea la sua unicità e l’influenza sulla musica meditativa futura. Scopri il viaggio meditativo di "Aum" e lasciati trasportare oltre i generi musicali.

 Siamo soli: ci creamo delle strutture (coppia, famiglia, amici, lavoro etc.) per superare le nostre paure, ma fondamentalmente rimaniamo soli perch'è sempre qualcosa che non riusciamo a condividere con nessuno.

 Apprezzabile è soprattutto il lavoro degli interpreti che ci propongono personaggi i cui difetti sono volutamente esasperati.

La recensione analizza 'Le Cose Non Dette', film di Muccino che esplora la solitudine individuale e i rapporti familiari ricchi di incomprensioni e segreti. Pur non aspirando all'Oscar, il film si distingue per interpretazioni riuscite e una narrazione che lascia spazio all'immaginazione. Apprezzati anche i panorami e la colonna sonora, sebbene si noti una certa nostalgia per i paesaggi italiani. Scopri come Muccino racconta le solitudini nascoste nelle nostre famiglie: guarda il film e condividi il tuo pensiero!

 16 Pages non è un disco: è un quaderno trovato per terra dopo un trip collettivo, macchiato di incenso, sudore e inchiostro acido.

 Non accompagna, trascina. Non consola, apre porte che forse era meglio lasciare chiuse.

La recensione esplora '16 Pages' degli Effervescent Elephants come esperienza psichedelica intensa e artigianale. Non semplicemente un disco, ma un viaggio visionario nella scena underground italiana di fine anni ’80, con suoni imperfetti ma autentici. L’opera sfida il tempo e il mercato, imponendosi per necessità e verità. Il disco chiede di essere ascoltato con attenzione, promettendo di trascinare l’ascoltatore oltre il noto. Scopri 16 Pages e lasciati trascinare nella vera psichedelia italiana!

 Inquieta, sensuale, dotata di un fascino ipnotico, la 'Ragazza del Piper' è innanzitutto un'assidua divoratrice di passioni.

 Con questo album e soprattutto con la titletrack, si mangiò tutta la pop music italica del 1973.

La recensione celebra 'Pazza Idea', album simbolo della rivoluzione pop anni '70 firmata Patty Pravo. L'autore intreccia memorie personali e contesto storico, sottolineando l'impatto emancipatorio e trasgressivo della cantante. Si evidenziano brani chiave, collaborazioni e l'influenza di Patty sulla scena musicale italiana e internazionale. La titletrack è esaltata come un classico intramontabile. Scopri perché 'Pazza Idea' è un pilastro della musica italiana!