Il commento che ti scrivo è praticamente lo stesso di "Open Your Eyes", ovvero recensione molto bella e parecchio sentita... però questo è veramente un album da 5 stelle? Secondo me no. Sicuramente siamo una bella spanna sopra ad "Open Your Eyes", ma la qualità anche qui è parecchio altalenante: molto buone 'The Calling', 'Real Love', 'State Of Play' e parte di 'Endless Dream'. Il resto è di livello medio (eccetto 'Walls' ... assolutamente indecente!). Comunque ti faccio nuovamente i complimenti per aver scelto un grande gruppo come gli YES.
Bravo bella rece...pensare che proprio in questi giorni pensavo di scriverla io. Che dire del disco, se uno smette di essere per un momento uno yes fan oldstyle, deve ammettere che Rabin ha suonato un po' la sveglia, con tutti i se ed i ma, ma questo suona e compone come si deve,..."Owner a lonely..." rimane uno dei pezzi più intelligenti degli ultimi anni. Dopodichè...ritorniamocene a sentire "Close to the edge", magari versione da "Yes-Symphonic Live" meraviglioso DVD per yes fans.
devo in parte ricredermi su questo lavoro(ndr.: mannaggia a te Joe, con la tua accidenti di recensione tanto che hai fatto, m'hai fatto veni'voglia di riascoltarlo,'sto disco!),al primo ascolto m'ha lasciato un po'd'amaro in bocca, proprio ora sto'riascoltando endless dream e devo dire che e'impressionante soprattutto il lavoro d'insieme, per Real Love invece,qcu.ha persino arrischiato paragoni con i king crimson!, il resto e' piu'che dignitoso,anche se' a mio modesto parere (by the way,come forse anche il mio nick tradisce,sono la mia band favorita..)fa'un po'rimpiangere la loro svolta "americanizzante" ("stars&stripes",appunto..) scusat e infine il commento fuori tempo massimo,spero sia ancora "valido" p.s.: grazie Joe per la recensione!
Un album abbastanza mediocre, sufficenza comunque c'è, come dici giustamente è suonato e prodotto da dio. Peccato che alcune composizioni risultino imbarazzanti, sinceramente la suite non mi dice granché, mentre pezzi come The Calling o Real Love sono su un grandino magari più alto di Walls o Where Will You Be. La trilogia Rabin si chiude così purtroppo, ma era partita alla grande con il capolavoro 90125.
la suite e' quasi commovente nel senso buono del termine,al primo ascolto l'ho giudicata forse con troppa sufficienza,ma mi e'bastato riascoltarla a distanza di tempo per poterla ri-apprezzare soprattutto per l'entusiasmo che sprigiona da tutti i pori,era un periodo a mio avviso,in cui il gruppo andava in studio senza troppa motivazione e almeno parte di questo disco e'una bella "schivata" in tal senso...
l'ho ascoltato appena adesso e mi piace, yes! Un pelo asettico per me ma un ascolto lo merita. Tre pallini pero', altrimenti per Close to the edge, Fragile e Drama ne servirebbero 7. La recensione è davvero calzante, soprattutto here "La musica è progressive stars and stripes in chiave Yes. Tecnicamente è ineccepibile. Sonorità con tecnologia a badilate. Talmente perfetto che non sembra suonato da strumenti reali".
Ricordo che lessi la recensione (di quelle stringatissime) su una rivista generalista, non musicale, e pensai "Chissà come sarà?". Comprai il CD un po' di tempo dopo e lo trovai molto ispirato. Certamente non siamo sulle coordinate degli Yes classici, ma devo dire che Talk funziona, tra atmosfere ariose, suoni convincenti, approccio quasi new age (non nei suoni ma nell'afflato). Lo ascolto abbastanza di rado, ma è un disco da rivalutare.
Sono un cultore dell'old style e confermo che "Talk" può essere considerato un 1/2 passo falso, però accanto alla metà falsa c'è pure quella buona, perbacco! La cosa è stata ben evidenziata dalla buona recensione, aggiungerei che le scivolate strizzarono l'occhio al commercio, al pop: segno che anche un glorioso gruppo progressive per sopravvivere scese a compromessi, inevitabilmente poco accetti ai fan della prima ora, anzi della seconda, ovvero da "Yes Album" in avanti. La grafica, non piacque affatto a Squire, mica aveva tutti i torti, abituato poi com'era; però ancora bisognava dare un segnale di discontinuità. Comunque anche per me l'album è senz'altro sufficiente, registrazione un po' sopra le righe, molto digitale.
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!
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Roby86
31 mag 06Roby86
31 mag 06Shine
31 mag 06nightwalker10
1 giu 06Che dire del disco, se uno smette di essere per un momento uno yes fan oldstyle, deve ammettere che Rabin ha suonato un po' la sveglia, con tutti i se ed i ma, ma questo suona e compone come si deve,..."Owner a lonely..." rimane uno dei pezzi più intelligenti degli ultimi anni.
Dopodichè...ritorniamocene a sentire "Close to the edge", magari versione da "Yes-Symphonic Live" meraviglioso DVD per yes fans.
starshiptrooper
6 set 08scusat e infine il commento fuori tempo massimo,spero sia ancora "valido"
p.s.: grazie Joe per la recensione!
the green manalishi
4 dic 09piendepei
30 dic 09brainiac
19 feb 11IReCremisi
3 apr 12cover memorabile.
SandRock
2 apr 22Comprai il CD un po' di tempo dopo e lo trovai molto ispirato. Certamente non siamo sulle coordinate degli Yes classici, ma devo dire che Talk funziona, tra atmosfere ariose, suoni convincenti, approccio quasi new age (non nei suoni ma nell'afflato). Lo ascolto abbastanza di rado, ma è un disco da rivalutare.
dellangelo
12 gen 23silvietto
25 apr 24