«Lo sai perché non decido di andarmene? Per onore. Si, per onore! Non per il mostruoso, folle, ridicolo onore di cui si riempiono la bocca mafiosi deboli con i forti e forti con i più deboli, ma per quell’onore che mi chiede di avere rispetto di me stesso, che mi impedisce di inchinarmi alla forza e alla paura, di scendere a patti con ciò che disprezzo. Quell’onore che molti siciliani hanno dimenticato di coltivare.» (Livio Abate, da un articolo di Giuseppe D'Avanzo, La Repubblica, mercoledì 5 settembre 2007).

Saluta con gioia!