Copertina di Madonna Confessions On A Dancefloor
quadrispro

• Voto:

Per appassionati di musica dance, fan di madonna, amanti degli anni '80 e del pop elettronico
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Tutto è stato già detto. Tutto è stato già scritto.

È bello, brutto, pompato, schifosamente dance, è "Donna Summer rianimata dai Daft Punk", sesso a caccia di sesso, è "la mirror ball del Danceteria che si schianta su Ground Zero", nient'altro che un ritorno al passato, nient'altro che una furba, colta antologia di citazioni: a volte velate, altre no.

Tutto vero, tutto falso. Con un solo punto fermo: è Madonna, e funziona. Ancora una volta. Definitivamente abbandonata la pista "elettrorock" di "Ray Of Lights", Louise Veronica Ciccone, insieme al fidato Stewart Price (aka "Les Rhythmes Digitales" vel "Jacques Lu Cont", forse non un genio, ma un maestro sicuramente), sceglie di far girare il tutto intorno ad un motivo semplice semplice, ma così stramaledettamente di moda: la dance anni '80.
E allora balla, canta, provoca, sculetta, cita chiunque gli passi per la testa (Abba, Prodigy, New Order), cade nell'autocelebrazione più pura (gli archi di "Let it will be" ne sono un esempio, e poi "Push", che tanto ricorda "Like a prayer"), strappa vocoder dalle mani dei Kraftwerk ("Sorry"), e non si vergogna di derubare i Daft Punk dei loro strumenti migliori (i filtri) spargendo qui e là gocce di spiritualità condita di French Touch (Air).

È un disco da ascoltare, da ballare, sempre d’un fiato per preservare l’inganno. Da sottolineare la grande fluidità nel passaggio da canzone a canzone: e sembra di ascoltare non un normale album, bensì una sorta di “mixato”, un ininterrotto continuum di “confessioni” .
Si parte a mille con “Hung up”, il primo estratto, si prosegue con i numerosi richiami retro di “Get together” , per arrivare al secondo esplosivo singolo, “Sorry”, forse il brano più energico e coinvolgente dei Dodici, e si va avanti, sempre senza soluzione di continuità: “Future Lovers” (vedi Donna Summer), “I love New York”, “Forbidden love” (vedi Kraftwerk), e poi “Jump”, che con il suo ritmo riesce a spingere “on the dancefloor” anche i più timidi e impacciati.

Chiudono il tutto “How high”, “Isaac” (la voce in coda al brano è di Yitzhak Sinwami, rabbino del London Kabbalah Centre), e lo scuro, morbido step sequencer di “Like it or not”. È sicuramente banale sottolineare il grande stile che caratterizza tutto il disco, ma lo si deve, perché prima di essere elettronico-dance-celebrativo alla nausea è pur sempre e soprattutto pop, grande pop, e se si toglie lo stile, scompare il gusto di ascoltare. E di ballare.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione sottolinea come 'Confessions On A Dancefloor' sia un album dal forte richiamo agli anni '80 e alla dance, caratterizzato da un mix continuo e fluido di tracce. Madonna, con l'aiuto di Stewart Price, costruisce un lavoro che unisce citazioni da artisti celebri a uno stile pop di grande classe, confermando il suo talento e la sua capacità di far ballare con eleganza. Un album da ascoltare d'un fiato, perfetto per la pista.

Madonna

Madonna (Madonna Louise Ciccone) è una cantante, compositrice e attrice statunitense conosciuta come la 'Regina del Pop'. Dal 1982 ha rivoluzionato la musica mainstream fondendo provocazione, innovazione e marketing, attraversando dance, pop, elettronica, R&B e ogni trend del momento. Icona di trasformismo, ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura pop.
55 Recensioni

Altre recensioni

Di  CRAVESTMAN

 Questo disco è LA SUMMA DELLA DISCO ANNI 70-80-90-00.

 La bravura sta nel sapere sempre rielaborare il passato per farne qualcosa di nuovo piacevole a tutti.


Di  manovalanza

 Madonna fa una scelta anticlassica: parlare di ansia e rassegnazione sotto uno strato di miele dance.

 Il mondo dello spettacolo è carne da macello, spremuto da un business che sacrifica la salute degli artisti.