Gruppo dall’importanza seminale per tutta la musica prodotta nel corso dell’ultimo trentennio in ambito rock, i Ramones, ebbero, in vita, successo e fama molto inferiori a quelli che sono stati loro attribuiti nel corso degli ultimi anni, anche in concomitanza con la prematura morte dei membri fondatori della band, Joey, Johnny e Dee Dee Ramone.
Le celebrazioni dei Ramones, a partire dal loro ingresso nella Hall of Fame nel 2002, risultando oggi piuttosto tardive, anche se, in buona parte, dettate da sincero spirito di riaffermazione del ruolo del quartetto newyorkese sulla definizione dell’estetica punk rock (da intendersi nel più ampio senso del termine, ovvero tecnico musicale come pure d’immagine) e della stessa “etica” di una certa parte del movimento, contraddistinta da nichilismo e compiaciuta demenzialità.
La doppia antologia qui segnalata offre all’ascoltatore l’occasione di concentrarsi sul valore musicale dell’opera dei Ramones, comprendendo la loro importanza come pure i limiti stessi della loro proposta: si tratta di cinquantotto brani che coprono tutta la carriera del quartetto, dal loro primo e maggior successo, Blitzkrieg Bop, ad una degli ultimi brani incisi in studio, quella R.A.M.O.N.E.S. originariamente composta ed incisa dai Motorhead come omaggio al gruppo e all’epoca in cui il punk rock cominciò a germinare.
E’ ovviamente impossibile, oltre che sconsigliato, procedere, in questa sede, ad un’analisi minuziosa dei singoli brani, anche in considerazione del fatto che tutti i pezzi dei Ramones, al fondo, si somigliano: tempo in 4/4, batteria e basso pulsanti, chitarra velocissima nel macinare un unico riff con qualche eventuale cambio di tonalità, totale assenza di assoli, cantato sospeso fra il demenziale e l’arrembante, il tutto macinato con toni anfetaminici ed una assoluta urgenza di terminare il pezzo entro i 2 – 3 minuti, dicendo tutto il necessario. Testi volutamente privi di senso o sovrastrutture, dal slogan privi di contenuto, salvo qualche resipiscenza politica – seppur qualunquistica – negli ultimi anni di carriera.
Proprio per la loro similitudine, i pezzi dei Ramones potrebbero essere ascoltati tutti di seguito, o in maniera casuale, senza rispetto della cronologia o dell’ordine presente su disco, e nulla cambierebbe.
Potrebbe obiettarsi, al dunque, che si tratti di brani nell’insieme banali o trascurabili, privi di intrinseco valore se ascoltati oggi che il gruppo non c’è fisicamente più e che il punk, travolto da nuove mode e trasformato dall’ondata di band californiane nel corso degli anni ’90, abbia cessato di esistere come attitudine e stile: critiche in parte fondate ma che travisano, secondo la mia opinione, il carattere rivoluzionario, ed in questo ancora attuale, della musica dei “fratelli Ramone”.
Nel ridurre al minimo comune denominatore le proprie influenze musicali (Beatles, Beach Boys, Elvis, philly sound), nel digerirle e nello sputarle in faccia al proprio pubblico in una versione accelerata, antiestetica e schizoide, nell’aver definitivamente separato mezzo e messaggio, i Ramones hanno tolto il velo che celava la reale natura del rock: nulla più che voce, chitarra, basso e batteria, niente più che semplice rumore.
Il punk dei Ramones è meno estremo, ma più realizzabile rispetto ai Sex Pistols.
A 10 euro vi 'tirano dietro' due cd da 58 canzoni complessive, un libretto e un piccolo pezzo di storia.