Gentle Giant: Acquiring the taste

Recensione di: Salmacis , (il 18 novembre 2005 in mattinata) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Gentle Giant Acquiring the taste

Pochi gruppi rock hanno assemblato un livello medio di tecnica musicale al pari dei Gentle Giant. Siamo in presenza di polistrumentisti capaci di passare dal Jazz al Folk, dalla Classica al Rock con grande disinvoltura e spontaneità. Il sound del “gigante gentile” si caratterizza appunto per la varietà degli approcci musicali che tuttavia coesistono in una sintesi perfetta, altamente originale.

In questo senso, ritengo che “Acquiring the taste” sia il loro album più bello: è quello in cui alla spontaneità e vivacità creativa dell’ esordio si assomma una maturità espressiva sorprendente. Tutti i brani sono legati tra loro da un’unità armonica e stilistica, cosicché diventano immediatamente riconoscibili. Non ci sono qui le complicazioni tecnicistiche ed il gusto per il barocco e l’ arzigogolo che ha funestato alcune opere del secondo periodo (quello da “Octopus” a “Free Hand” , per intendersi). E nemmeno accade che le componenti rock e sinfonica (per semplificare) determinino dei brani unilateralmente, come avveniva nel pur fenomenale disco d’esordio (la diade Why Not - Funny Ways). Qui gli elementi molteplici della ricetta danno luogo ad un impasto in cui i sapori si esaltano nell’equilibrarsi. Ed allora ecco il sound pastorale, impreziosito dai cori a cappella dei fratelli Schullmann, di “Pantagruel’ s Nativity” , il cromatismo surreale di “Acquiring the taste” , breve ma prezioso intermezzo di Moog, che esalta le doti del politastierista Kerry Minnear. Proprio la cura dei timbri (vengono usati, tra gli altri, harpsichord, xylophono, violino e sax) costituisce uno dei tratti salienti del sound del gruppo, in particolare di quest’album.
Ma le cose migliori arrivano in quella che era la seconda facciata del vinile. “Wreck", costruita su di un accattivante giro di basso suona rockeggiante ma prima dello splendido finale in cui il solo dell’ elettrica di Green si libra su di un tappeto di liquide tastiere accade il miracolo: come un’ oasi di terra ferma in mezzo ad un oceano in tempesta flauto ed harpsichord disegnano un delicato pastello medioevale estremamente suggestivo. Ma c’è di più. Il culmine è raggiunto dalla sublime “The moon is down”, ballata trasognata che si apre ad una divagazione di stampo jazzistico che veramente vale da sola il prezzo dell’ album. Violino ed elettrica diventano onomatopee degli striduli miagoli di un gatto nella successiva “ The black cat”, di poiana memoria.
Last but not least “Plain truth” , il gran finale che anticipa di venti anni almeno alcuni temi del miglior prog-metal e li impreziosisce di sfumature jazz. Meraviglioso. Ragazzi, fatevi un regalo, compratevi questo disco. Ne vale la pena.

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Sommario

Gentle Giant: Acquiring the taste;
Recensione di Salmacis per DeBaser
, 11/18/2005 9:06:00 AM (●●●●●)

Anno: 1971

Generi:

Informazioni nel web: Comunità virtuale di amatori prog. Contiene dati recensioni e valutazioni

Album collegati: Acquiring the Taste

Artisti collegati: Gentle Giant «Il Prog a livelli celestiali. Per palati sopraffini.»

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Voti e commenti

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  1. MUSO | il 19 novembre 2005 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    Questo mi manca, vedro' di procurarmelo al piu' presto. Per ora mi consolo con Octopus e Gentle Giant 1
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  2. ANTONINO91 | il 19 novembre 2005 in prima serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    grandi gentle!!!phil shulman è un grande!!!!!
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  3. SUPERINTRUDER | il 21 novembre 2005 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    si si si si.
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  4. SUPERINTRUDER | il 21 novembre 2005 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    ops, si si.
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  5. JACK | il 15 aprile 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    sai che la tua recensione è talmente accattivante che mi viene voglia di chiudere la pagina?
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  6. VARG VIKERNES | il 15 aprile 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Salmacis vai a fare in culo
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  7. OLD KING COLE | il 15 aprile 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 1 | Voto al Disco:

    ehi Salmacis, perchè non continui a scrivere le tue recensioni all interno dei commenti che mandi agli altri dischi come facevi prima?
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  8. SALMACIS PUZZA | il 15 aprile 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Salmacis puzzi
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  9. BURZUM | il 15 aprile 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ma datti fuoco te e trenta tue generazioni brutto sacco di merda se ti becco per strada ti spacco il culo
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  10. ... | il 15 aprile 2006 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    madonna che gli prende alla gente di recente? (vedi sopra)
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  11. SALMACIS | il 18 aprile 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    ..alquanto strano questo attacco..e anche un pò concertato a mio avviso...comunque apprezzo chi mi critica per l'eccessiva "tornitura" dello stile..devo spezzare uun pò la mia prosa e renderla più pungente infatti..ci sto lavorando..e questo è uno dei motivi per cui ho rallentato la frequenza dei miei interventi..piuttosto sono contento che siano state notate le mie "rece-su-rece" travestite da commenti. Altro motivo del mio momentaneo silenzio è che sto allargando i confini del mio scibile musicale verso l'ampia galassia del Metal moderno...specie in direzione Black-Doom; proprio perciò mi sembra fuori luogo ogni attacco a firma di "Burzum" e "Varg Vikernes", vale a dire di uno degli Artisti che maggiormente apprezzo ed ascolto in questo periodo. Grande Conte! Hvis Lyset tar oss è un capolavoro a 360°, ovvero dal punto di vista musicale, da quello dei testi, della grafica e dell'importanza storica!
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  12. VARG VIKERNES | il 18 aprile 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    E dai Salmacis stavamo scherzando sei un grande
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  13. RAFFAELE | il 24 aprile 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 5

    Per me il disco più bello dei Gentle Giant. Capolavoro.
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  14. LARROK | il 5 agosto 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 5

    questo è uno di quegli album che ascolto quando voglio fuggire con la fantasia; uno dei miei gruppi favoriti e li preferisco su tutti in ambito progressive anni '70: GRANDI!
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  15. THE GREEN MANALISHI | il 1 settembre 2006 dopo mezzanotte | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Grandissimo. Punto e basta.
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  16. SALMACIS | il 1 settembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Beh ragazzi che dire...sono contento che le mie proposte siano così ben accolte. Soprattutto sono d'accordo con chi sostiene il primato di questo platter tra i dischi del Gigante Gentile. Purtroppo è opinione non universalmente condivisa, se fate un giretto su progarchives per esempio vi accorgerete che gli vengono preferiti Octopus, In a Glass House e Free hand...beh de gustibus... Inoltre aggiungo che la prima triade che va dall'omonimo a "three friends" è a mio avviso largamente superiore a quella summenzionata, ma anche qui il dibattito è aperto. Secondo me da Octopus in poi hanno perso quella freschezza che era un elemento indispensabile per alleggerire un sound che tende pericolosamente al cervellotico e all'astruso. Il Top dell'equilibrio tra queste componenti lo si realizza in modo mirabile proprio con questo "Acquiring the taste"
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  17. MOZART61 | il 5 settembre 2006 dopo mezzanotte | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    Bravo Salmacis! Hai colto l'essenza di questo disco che anche il sottoscritto considera capolavoro assoluto di una band fondamentale e,incredibilmente,"Scioltasi per scarso successo commerciale"(!!!) Immenso Acquiring,mirabolanti Gentle...comunque io non disprezzerei così tanto cosette tipo"Free Hand"....ti lascia indifferente anche l'impasto vocale rinascimentale di"On reflection" ?
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  18. JURRIEN | il 19 novembre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    un disco spaventosamente bello e che ho la fortuna di avere in vinile. salmacis non posso ke essere daccordo con te quando parli di "the moon is down" è davvero una perla e in questi giorni mi fa proprio da colonna sonora. altro brano che ho molto a cuore è edge of twilight secondo me la trasposizione musicale di un sogno ps: concordo anke con mozart per quanto riguarda "on reflections"
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  19. SALMACIS | il 20 novembre 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Jurrien, quelli che hai citato sono i migliori brani del platter a mio avviso.... però devo dire che quell'equilibrio, quella pulizia e al contempo complessità formale che viene raggiunta in questo album e nelle songs sopracitate non saranno più raggiunte se non episodicamente ("The advent of panurge" Three Friends). Ci si sbilancerà soprattutto sul piano tecnicistico ed iperbarocco che cxondurrà il sound verso derive troppo cervellotiche ed in ultima analisi stancanti per i miei gusti. Questo è il motivo per cui preferisco la prima triade alla seconda. P.S. Un album "posteriore" che però contiene alcune perle , es. "Memories of old days" è "The Missing Piece" spesso ingiustamente sottovalutato.
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  20. ANCILINO | il 25 ottobre 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    ottimo album ma il barocco e l’ arzigogolo di Free Hand secondo me piuttosto che funestare arricchiscono
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  21. PI-AIROT | il 8 febbraio verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco: 4

    E' il mio album preferito dei Gentle Giant, uno dei lavori più romantici (nel senso letterario del termine) mai pubblicati.
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