Sick Of It All: Scratch The Surface

Recensione di: Mauri , (il 1 dicembre 2005 nel tardo pomeriggio) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Sick Of It All Scratch The Surface

DeGenere: NY HARDCORE "Scratch The Surface" è il terzo album (escludendo il primo EP) per la band dei fratelli Koller, e primo disco pubblicato sotto una major, Eastwest Records. I Sick Of It All sono una band Hardcore, anzi sono un gruppo di New York Hardcore che ha saputo costruirsi negli anni (nel 2006 festeggeranno il loro ventesimo anniversario) una indubbia fama ed una vastissima base di fans, grazie al loro suono, alla loro integrità e alle loro energetiche e potentissime esibizioni on stage.

Se dovessi definire il suono dei Soia a chi non li conosce, direi loro di pensare alla velocità ed immediatezza dell'Hardcore, e perché no anche alla sua melodicità ed allo stesso tempo di pensare alla distorsione, all'Overdrive propri del Thrash metal togliendo però gli assoli. (Tutto questo sempre dando delle linee guida). Detto questo che sicuramente avrà provocato qualche dissenso, va anche detto però che i ns. sono bravi nel costruirsi un suono esclusivamente loro che li ha sempre contraddistinti. Questo Album che si inserisce nell'enorme calderone del genere Punk/Hardcore e si fà notare perché quando uscì, nel 1994, il panorama americano era sotto l'effetto di Green Day, Offspring e compagnia cantante. Tutte le case discografiche erano alla ricerca della next big think in ambito Punk(?!). I Soia, al primo contratto con una major come dicevo, sono stati bravissimi a rimanere fedeli a loro stessi e alla loro fan-base in un panorama così finto e "commerciale" come quello dell'epoca, e si sono contraddistinti per l'onestà con la quale hanno affrontato il "salto". Inoltre, i Soia hanno sempre spiattellato in faccia a tutti la loro visione della società ed il loro modo di vivere privilegiando quelli che per loro sono dei valori fondamentali.

Nel disco a mio parere gli episodi migliori sono rappresentati da "Insurrection" indiscutibilmente una MAZZATA, "No Cure", la velocissima "Goatless" e ancora "Step Down" o "Desperate Fool". È un po' difficile citare i pezzi migliori (questi non sono assolutamente gli unici presenti) perché se vi piace il genere questo disco è da avere. Per tutti i motivi elencati all'interno di questa recensione, "Scratch the Surface" si impone a pieno titolo come uno dei migliori prodotti di tutti gli anni '90 nella scena Hardcore. Ultimo punto, la particolarità dei SOIA e la loro integrità li rende comunque un gruppo assolutamente Indie/Underground nel senso più puro del termine. Per tutti gli appassionati. Consigliato... ora scusate, vado a fare Stage-diving lanciandomi dalla scrivania...

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Sommario

Sick Of It All: Scratch The Surface;
Recensione di Mauri per DeBaser
, 12/1/2005 6:11:38 PM (●●●●●)

Generi:

Album collegati: Scratch the Surface

Artisti collegati: Sick of It All «Un calcio nel culo.»

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Voti e commenti

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Ha ricevuto 5 voti validi, totalizzando una media di 3.60
L'opera è stata votata validamente 6 volte, ottenendo una media di 4.50

  1. AMEN | il 3 dicembre 2005 in seconda serata | Voto: 3 | Voto al Disco: 5

    oooooooooooooooooooooooooooooo oooooo!!!!!!! mitici!!! hardcore tamarros 'till death!!! hardcore sxe rulezzzzzzz!!
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  2. SFASCIA CARROZZE | il 4 dicembre 2005 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Cordiale de-recensore Monsieur Mauri, ottima de-segnalatzione la Sua di quello che con tutta probabilitade resta l'ultimo Gran BEL Disco sfornato dai fratellini Koller: una intensità e audio-frontalità davero (s)folgorante. Ebbi modo di vederli dal vivo proprio in'occasione del Tour promozionale di "S.T.S." (assieme ai CIV) e non Le dico lo sconquasso-auricolare a cui ci sottoposero.. una autentica suono/macchina (spero pacifica..) da guerra. Ossequi cordialissimi. Your S.C. di (s)fiduciam.
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  3. MAURI | il 4 dicembre 2005 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie Egregio Sfascia, li vidi anche io Live e il ricordo è ancora vivo.Spaccarono di brutto.Concordo sul fatto che è l'ultimo buon disco, forse "Built to Last" per certi versi si salva ancora ma questo ripeto è un capolavoro per la scena HC dei 90. ...cia...
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  4. ZION | il 21 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Ahahah i Sick Of It All, che grandi! Ottimo Mauri :-)
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  5. FRAXINUS | il 6 aprile 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 3

    Abbastanza prevedibile e ripetitivo, questo disco, per quanto mi concerne. Nell'hardcore moderno statunitense v'è di ben meglio, vedi per esempio i semisconosciuti ma convincentissimi Kiss it Goodbye.
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  6. SORCIOPELOSO | il 16 ottobre 2008 in mattinata | Voto: 3 | Voto al Disco: 5

    Ma qua non si parla di Hardcore moderno
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  7. MATACà | il 17 luglio 2009 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Smembra Carrucius, scommetto che il concerto da te citato si svolse all' ormai compianto Doctor Blues right? Ed era il 94' immagino... Fa un po specie riferirmi ad un commento del 2005, ma il bello delle memorie virtuali è anche questo... Comunque, dopo ben 14 anni d' astinenza, i fratelli Koller son passati nuovamente in Sardegna... piu' precisamente in quel di Thiesi. I was there. Io ed un altro paio di migliaia di persone. Persino i Sick Of It All stessi si son meravigliati del numero, della passione e dell' energia del pubblico Thiesino. Chi c' era sa di cosa sto parlando, sopratutto all' esecuzione del pezzo che da il titolo al disco sopra recensito.
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