Ivan Graziani: Viaggi e intemperie

Recensione di: Viva Lì , (il 18 marzo 2006 verso mezzogiorno) | Voto: ●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Ivan Graziani Viaggi e intemperie

La grandezza di Ivan Graziani è stata, per paradosso, la propria costante umiltà. Schivo e riservato (al confronto Battisti pareva un moderno Trimalcione), il marchigiano Ivan è stato un chitarrista straordinario quanto ingiustamente sottovalutato. La critica lo ha scoperto tardi, e il pubblico l’ha sempre snobbato. Eppure, questo splendido marziano un po’ stralunato è stato uno dei maggiori fautori del genere pop rockettaro all’ amatriciana. Un geniaccio che sapeva comporre canzoni entusiasmanti (“Lugano addio”) e travolgenti suoni ritmati di reggae (“Taglia la testa al gallo”). Un signore, prima che un artista. Dopo il successo di “Pigro” (1978) – indimenticabile la foto del porcellino in copertina – Graziani incide, nel 1980, questo interessantissimo album di fine carriera (da qui in poi comincerà, purtroppo, il periodo di declino) che mescola ballate nostalgiche e popolari a brani complessi e drammatici.

Il brano più famoso è “Firenze”, crudele racconto di un amore iniziato e finito fra le monumentali rovine di Ponte Vecchio e, parole dell’autore, del “Colosso Toscano”. Storia vera, vissuta, indimenticabile, triste: uno studente anglofono interessato allo studio della filosofia giunge in Italia, s’innamora, riesce a laurearsi e scippa la fidanzata ad un fiorentino, forse, di sangue blu. Tra il detto e il non detto, Graziani gioca l’arma, sagace, della parola contro la musica: pochi accordi, limitatissimo uso della chitarra e della batteria, moltissima emozione e tanta (forse troppa) partecipazione emotiva. Azzardo: quello studente fiorentino (forse marchigiano) a cui viene scippata la ragazza, è forse lo stesso Ivan Graziani? “Firenze” dunque è buon pop. Ma buon pop è anche “Dada”, altra vicenda drammatica narrata con toni cupi e spesso inquietanti (“La chiusero a chiave in una stanza, e poi giù botte come se piovesse, e droga in abbondanza”). Questa volta le chitarre sono più esplicite e tendono a drammatizzare, con suoni enfatici al limite dello stridore, la sofferenza e il dramma vissuto dall’ inerme protagonista. Degne di nota anche  "Siracusa", curiosa, e assai divertente, presa in giro del classicone guaglione mafioso, mentre “Angelina” è una cupa e crudele storia ambientata tra il traffico cittadino, e l’indifferenza scostante, di una grande metropoli del Nord Italia: Milano. I suoni sono sempre aspri e violenti e gli assoli di Graziani splendidi ed emozionanti. Eppure, gli arrangiamenti di Giovanni Tommaso tendono all’eccesso e alla magniloquenza forzata: certi brani, che avrebbero sicuramente meritato un più saggio e intelligente trattamento, vengono inutilmente appesantiti da alcuni sperimentalismi avanguardistici francamente inutili ed irritanti: “Olanda” ne è l’esempio migliore. E anche l’ interessante “Tutto questo cosa c’ entra con il R. & R. ?” (tema trattato: lo stupro) non incanta né affascina.

Un problema, quello degli arrangiamenti, che è stato forse il maggior cruccio, e dunque il maggior dolore, di Ivan Graziani: quante canzoni, magari bellissime, sono state sbattute alle ortiche a causa di arrangiamenti clamorosi e volgari? Ma lui, Ivan, era fondamentalmente un buono, un bonaccione: non avrebbe mai licenziato nessuno, anche a costo di rimetterci in bravura, vendite e cifra stilistica. E Giovanni Tommaso (un mezzo incapace) dovrebbe, se solo avesse un po’ di dignità, continuare a ringraziare quel gran signore di nome Ivan e di cognome Graziani.

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Sommario

Ivan Graziani: Viaggi e intemperie;
Recensione di Viva Lì per DeBaser
, 3/18/2006 1:05:00 PM (●●●)

Generi:

Artisti collegati: Ivan Graziani «Meraviglioso chitarrista e autore e cantante sopraffino.»

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Voti e commenti

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  1. VIVIS | il 22 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    non conosco questo disco ma tanti ricordi mi legano a quest'artista straordinario.. Graziani è stato veramente un signore!!
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  2. VIVIS | il 22 marzo 2006 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco:

    voto alla rece!!
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  3. GRASSHOPPER | il 22 marzo 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    Vedo con piacere che qualcuno si ricorda ancora di questo artista, sottovalutato anche ai suoi tempi. Questo non è proprio uno dei suoi dischi migliori, ma neanche dei peggiori. "Firenze" da sola vale la sufficienza
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  4. CAMELI11 | il 22 marzo 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Marchigiano? Guarda che è teramano...
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  5. LEWIS TOLLANI | il 22 marzo 2006 in prima serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    penso che non ci sia niente a livello de "I Lupi"... però questo un punticino in più lo meritava... bella la rece
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  6. VIVIS | il 23 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    e come fai a scordartelo uno così..uno che dice certe cose..
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  7. GRASSHOPPER | il 1 giugno 2006 in mattinata | Voto: 2 | Voto al Disco: 3

    Povero Ivan: il danno e la beffa. Morire a 50 anni e poi essere recensito da marco poletti... Il destino ce l'ha proprio con lui, ancora oggi
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  8. GRASSHOPPER | il 1 giugno 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    (prima ero stato veramente troppo generoso)
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  9. TIZIOCAIO | il 6 luglio 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    A me, caro Marco, la tua rece è piaciuta molto sopratutto perchè rende giustizia all'artista Graziani. Sono molto d'accordo riguardo alle considerazioni su Giovanni Tommaso che mi hanno fatto ricordare un altro bonaccione come Rino Gaetano che si era lasciato trascinare nella disastrosa tournèe del New Perigeo assieme a quell'altro sfigato di Cocciante. Comunque preferisco di gran lunga il disco "Agnese dolce Agnese" che contiene, oltre alla title track, la bellissima "Fuoco sulla collina".
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  10. TIZIOCAIO | il 6 luglio 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 2

    il voto
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  11. RAF | il 12 luglio 2006 in mattinata | Voto: 1 | Voto al Disco: 4

    Giovanni Tommaso incapace? Ma sai almeno chi è?
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  12. DEGREGORIUS | il 13 gennaio 2007 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco: 2

    disco mediocre: solo FIRENZE (CANZONE TRISTE) si salva, il resto è banale
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  13. DEGREGORIUS | il 15 gennaio 2007 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    DA QUESTO MOMENTO NON PARLERO' PIU' DI IVAN GRAZIANI POICHE' IL MIO PENSIERO E' GIA' STATO AMPIAMENTE ESPRESSO! QUINDI INSULTATEMI PURE, IGNORATEMI PURE TANTO IO NON VI RISPONDO PIU'!!!
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  14. GIANLUIGI | il 22 gennaio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 5

    Due inesattezze. Graziani non era marchigiano ma abbruzzese. Ed era molto orgloglio della sua terra, basti ricordare LP Ivan Graziani del 1983, denso di ricordi ed ambientato nella sua magnifica terra. L'ultima canzone del disco è Gran Sasso. HO detto tutto. E' stato forse l'amore per la sua terra a tenerlo lontano dal grande giro che contava, che si sviluppava soprattutto a Milano ed a Roma. Taglia la testa al gallo, splendida canzone che lui suona da Dio, non è reggae ma presenta un ritmo tipo "salterello", tipico della sua terra. L'unica canzone con il tritmo vagamente reggae di Ivan è "Ugo l'Italiano", dedecata a uno dei suoi bassisti storici (quello del gruppo de "il Mulino" per intenderci), Hugh Bullen. Per il resto il disco è splendido. Può anche non piacere, ma l'assolo di chitarra di Ivan in "Olanda, con sotto lo sfondo degli archi dell'orchestra di Tommaso vale tutto il disco. E molto di più.
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  15. ROMEO1985 | il 6 marzo 2009 in mattinata | Voto: 3 | Voto al Disco: 5

    Tra i cantautori il mio preferito in assoluto è Ivan Graziani, con la sua voce inconfondibile e con i suoi racconti, questo è il migliore, come non ricordare "Firenze", "Isabella sul treno" e "Olanda", un pezzo di una bellezza straziante, la voglia di fuggire lontano con la persona che si ama, che alla fine rimane utopia, e il grande Ivan aspetta inutilmente alla stazione, tra caffè e sguardi all'orologio
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