The Dillinger Escape Plan: Miss Machine

Recensione di: sa morte niedda , (Sunday, May 07, 2006) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di The Dillinger Escape Plan Miss Machine

Provenienti dal New Jersey, i Dillinger Escape Plan mescolano new hardcore, jazz e progressive metal.

Tutto ciò si ritrova anche in quest'ultimo "Miss Machine" del 2004. Come nei precedenti album (in realtà solo uno dei precedenti lavori, 'Calculating Infinity', può essere definito "album, perchè gli altri sono ep con poche canzoni), colpisce la frequenza con cui avvengono cambi di ritmo o, addirittura, di genere, con uno sperimentalismo quasi dantesco, ma anche con una violenza sonora che mette a dura prova anche il timpano più resistente.

Un vero capolavoro di tecnica e originalità, costituito da 11 tracce per la durata di 40 minuti. Si apre con "Panasonic Youth", senza indugi, priva di intro, e subito il cantante Greg Puciato spreme al limite le proprie corde vocali, ma con ottima tecnica di controllo, mentre gli altri creano un atmosfera d'ansia, con echi jazz negli ultimi secondi. "Sunshine The Werewolf" riprende lo stile della precedente, ma qui il quintetto americano contiene un po' la propria furia, senza sopprimerla completamente. Subito dopo si trova "Highway Robbery", in cui il ritmo è più uniforme e Greg sfodera un ottimo screaming, che prima era più nascosto dal growl; si spegne un po' anche quell'atmosfera cupa che caratterizza le prime due. Ma essa, accompagnata da una potenza devastante, si riaccende in "Van Damsel", la punta di diamante dell' album.
In "Phone Home" tentano addirittura di cimentarsi nell'industrial, senza riuscirci a pieno, ma con un ottimo risultato finale. Con forza inizia "We Are The Storm": il ritmo cambia davvero spesso, e a un certo punto smette di essere hardcore, per continuare come jazz (con toni degni di un bel sogno) e riesplodere per il gran finale.

Tanto per staccare da tutta questa aggressività, inseriscono una breve traccia, "Crutch Field Tongs", in cui figurano solo rumori a ritmo di un macchinario, tenendo però cupa l'atmosfera. "Setting Fire To Sleeping Giants", con ritmo sempre uniforme, è il brano in cui il growl è più assente; anche qui è presente però un cambio di genere, sempre in favore di un calmo jazz, per pochi secondi. Segue "Baby's First Coffin", dal film "Underworld", ancora un pezzo devastante, e di sicuro una luce nel quasi buio della colonna sonora del film. "Unretrofied" è un pezzo tendente al nu-metal, uno dei migliori del genere, in cui figura giusto qualche eco jazz; nel ritornello Greg dimostra di saper anche cantare, con un timbro piacevole. Siamo in chiusura: ecco "The Perfect Design", quasi 4 minuti, in cui negli ultimi secondi si spegne (con molto stile) la furia appena lasciata dietro.

Un disco potente, innovativo, difficile da capire al primo impatto, che però si fa gradire a lungo andare.

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Sommario

The Dillinger Escape Plan: Miss Machine;
Recensione di sa morte niedda per DeBaser
, 5/7/2006 11:20:00 PM (●●●●●)

Anno: 2004

Generi: , ,

Informazioni nel web: sito ufficiale

Album collegati: Miss Machine

Artisti collegati: Dillinger Escape Plan, The (9)

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Voti e commenti

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Ha ricevuto 6 voti validi, totalizzando una media di 3.83
L'opera è stata votata validamente 4 volte, ottenendo una media di 2.00

  1. SANJURO | Data: 11/5/2006 10:30 | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Mai sentiti bella la copertina dadaista, li sento sempre paragonati ai locust,mahh chissà ^_^ ciao ciao
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  2. DIVODARK | Data: 11/5/2006 10:45 | Voto: 3 | Voto al Disco: 2

    Discreta recensione.Io ho il disco originale ma non riesco proprio a digerirli,saranno bravi o quello che vuoi ma l'unica canzone che gradisco(e per cui comprai l'album) è Unretrofied.Cmq il caro Greg Puciato è davvero un singer con le palle quadrate.
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  3. SENMAYAN | Data: 11/5/2006 11:27 | Voto: | Voto al Disco:

    ciao sanjuro, i dillinger sono in effetti i padrini di un certo modo di concepire il grind. Posso dire anzi che l'80% dei gruppi grind attuale deve il loro suono ai dillinger. Solo che i dillinger (almeno negli album da me ascoltati e miss machine non l'ho ascoltato) non sono prettamente grind! calculating infinity uscì alla fine degli anni 90, proponendo suoni fino ad allora sconosciuti che hanno influenzato anche diversi gruppi hardcore-metal. Il mio consiglio è di ascoltare "calculating infinity" e l'ep "irony is a dead scene" con mike patton alla voce,quest'ultimo completamente differente dal loro suono usuale. Il primo che ho consigliato, ascoltatelo con orecchie vergini e senza pregiudizi. Magari ascoltandolo oggi è meno sensazionale (non per me) ma allora era qualcosa di nuovo!
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  4. MOONCHILD | Data: 11/5/2006 13:31 | Voto: | Voto al Disco:

    Io non sopporto i deltoidi di Puciato.
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  5. ALì MURTACC | Data: 11/5/2006 13:45 | Voto: 5 | Voto al Disco: 1

    Questo cd mi fa cagare senza mezzi termini. Al limite proverò con il primo "Calculating Infinity".
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  6. SFASCIA CARROZZE | Data: 11/5/2006 15:25 | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Quordiale monsieur de-recenseur Sa Morte oltrequé Nera, nell'esprimerLe le mie complimentazioni per la todo sommato aggradevole de-recensoream atzionem, altresì oserei porgere alla Sua attenzionem und de-segnalarLe qué in tutta franchetziam il de-gruppo in questionem mai m'appassionò plùs qué tanto (anzi..). Una sacrosantissima D.G.-card [non Dolce et Gabbana, ma una latineggiante et fiammante De Gustibus-carta] in quodesti casi è d'uopo antzichenòn. Ossequi veterometalliferi a sazietàde (dicesi altresì A si biri). Your trita lamiere di (s)fiduciam. p.s. sperimentalismo "quasi" Dantesco ?!?
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  7. SA MORTE NIEDDA | Data: 11/5/2006 17:19 | Voto: | Voto al Disco:

    Sfascia, con "sperimentalismo quasi dantesco" intendevo dire che come Dante seppe passare dallo stilnovo alla poesia burlesca, alle prose di carattere prettamente politico, e a tanti generi minori, così i dillinger passano dall'hardcore al jazz, al nu-metal, al prog... Ecco spiegato, e come direbbe lei, ossequi! Divodark ti capisco, questione di gusti: il bello è che tra le diverse centinaia di album che possiedo, originali ce ne saranno massimo 5 o 6!!! Conosci Shareaza? Usalo la prox volta, così non rischi di spendere invano...
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  8. CALUS | Data: 12/5/2006 10:50 | Voto: 3 | Voto al Disco: 2

    valgono esattammente le cose dette per Deathshed extermination poca'anzi... Meno Barocchi, please!!!!!! Suonate piu diretti!!! Viva i Converge , cazzo!
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  9. ALFREDO | Data: 12/5/2006 17:15 | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    Non sono dello stesso parere di Senmayan, anche "Calculating Infinity" prendeva molto da Converge e Deadguy, loro hanno reso quel suono più schizofrenico. In definitiva non mi garbano tantissimo.
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