Tori Amos: American Doll Posse

Recensione di: cptgaio , (il 4 maggio 2007 in mattinata) | Voto: ●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Tori Amos American Doll Posse

Il Ballo della Bambola Americana, cosi' con un titolo che gia' fa capire lo sfondo politico dell'opera ritorna ai suoi fans dopo due anni dall' ultimo "The Beekeeper" Tori Amos.

Cinque personaggi, cinque Dee (Isabel/Artemide, Clyde/Persefone, Pip/Atena, Santa/Afrodite e Tori/Demetra) che si contrappongono all'universo di recrudescenza maschilista Teo-con americana, questo e' il canovaccio di un concept (il quarto nella sua carriera) che si muove aggressivamente nell'America di oggi e cerca di smuovere anime e coscienze per tutti i quasi 80 minuti in 23 canzoni (tutte in un solo disco).

Per parlare degnamente di questo lavoro chi scrive deve fare un piccolo passo indietro nel tempo: infatti devo dire subito che sono un fan storico della rossa (dal primo album per intendersi) e amo alla follia tutti i lavori creati da Myra Ellen negli anni '90 e sono perplesso su quelli dell'attuale decade, l'ultimo in particolare che con la sua prolissita' non mi ha mai convinto. Percio' alla notizia che riportava le caratteristiche citate sopra sul disco ho storto un po' il naso.

Il fatto e' che mi era difficile capire il senso dell'ennesimo concept e soprattutto nutrivo seri dubbi sul fatto che la mia amata potesse reggere (in questo momento storico perche' "Boys for Pele" del '96 dura piu' di 70 minuti ed e' assolutamente un' esperienza imperdibile) ispirata ben 80 minuti di musica.

Beh, dopo 9 giorni di ascolto attento devo dire che i dubbi, se non tutti, in gran parte sono stati spazzati via. Se infatti si parte dal concetto che decisamente Tori ha virato verso sonorita' piu' tradizionali tralasciando parzialmente le acrobazie cui ci aveva abituato questo "American Doll Posse" e' un lavoro all' altezza. Innanzitutto quello che spicca e' l'assoluta semplicita' degli arrangiamenti con una band formata da chitarra, basso, batteria e Tori che si alterna tra piano, piano elettrico, wurlitzer e clavicembalo, con i cori tutti rigorosamente cantati da lei. Presenti in qualche canzone anche fiati e violini ma mai invasivi e quasi "sussurati" (passatemi il termine per carita'!) ed elettronica praticamente all'osso.

La struttura non e' molto lineare a dire la verita' e ci sono molti cambi di stile e la Amos si diverte anche ad inserire dei divertissement di poco piu' di un minuto che subito possono anche lasciar perplessi ma con l'andare degli ascolti prendono un senso in un'opera che forse vuole apparire volutamente disomogenea per dar l'idea delle varie personalita' che si alternano. Come comune denominatore pero' bisogna dire che l'atmosfera sonora che regna per tutta la durata e' assolutamente americana (e in maniera cosi' forte e' la prima volta nella sua carriera) con riferimenti jazz, blues e anche folk-country alternando pero' momenti cupi ad altri decisamente main-stream.

Un disco coraggioso che puo' lasciare spiazzati in cui la pianista americana segue in maniera integralista il flusso della sua ispirazione non lasciando nulla indietro, un giocarsi tutto senza paura quasi commovente, un messaggio che dice chiaramente: "Io sono cosi', prendere o lasciare". Personalmente mi piace ascoltarlo in due momenti diversi, subito le prime dodici canzoni abbastanza solari in cui spiccano "Bouncing off Clouds" e "Secret Spell" che "rischiano" a mio parere di diventare due suoi classici e perche' no anche ammicare all' universo radiofonico ma con la giusta eleganza e successivamente (dopo una pausa caffe'!) le ultime 11 dove Tori si concede ad una dimensione piu' da "nenia" con momenti come "Code Red", "The Dark Side of the Sun" e "Dragon" veramente belli.

Un' opera complessa e sfaccettata di un'artista che appare, se non nel suo periodo d'oro, ancora viva e con qualcosa d'importante e di valido da dire, parlando invece di difetti il discorso e' il solito e cioe' che forse avrebbe bisogno di un produttore in grado di tenere a bada la sua vena compositiva cosi' da creare lavori piu' concreti e meno prolissi, ma comunque questo problema qui si sente meno.

NDA: Questo disco era gia' stato recensito e io di solito non faccio doppioni ma visto l'importanza affettiva che ha per me Tori (e con il parere positivo del precedente recensore) ho fatto uno strappo alla regola.. Ringrazio per la comprensione....

 

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Sommario

Tori Amos: American Doll Posse;
Recensione di cptgaio per DeBaser
, 5/4/2007 11:00:00 AM (●●●●)

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Informazioni nel web: sito ammiratore

Artisti collegati: Tori Amos «La Cornflake Girl che mi ha raccontato di ragazze che ti buttano in pasto agli squali e di altre…»

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Voti e commenti

Questa recensione ha un DeRango™ di 5.078, è stata commentata 29 volte ed è stata visitata 2036 volte
Ha ricevuto 7 voti validi, totalizzando una media di 4.43
L'opera è stata votata validamente 5 volte, ottenendo una media di 3.60

  1. POETARAINER | il 5 maggio 2007 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Bella recensione che invoglia all'acquisto...Ma c'è qualcosa che non torna.Ma siamo sicuri che è questa la copertina dell'album? Io ne avevo vista un'altra ben più provocatoria..la Tori con, nella mano destra, una bibbia e sulla mano sinistra la scritta "shame".Ripresa dall'iconografia religiosa e a rischio polemiche assortite..Penso che lo comprerò...
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  2. FLOOD | il 5 maggio 2007 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Avevo già commentato l'altra ma pure questa recensione mi è piaciuta. Secondo me American Dol Posse è un bell'album, certo va tenuto conto che lei da tempo(ahimè)non è più quella degli esordi, che il suo sound, soprattutto da Scarlet's Walk in poi, è diventato sempre più americano e "pieno", più in linea con quello di tante altre cantautrici USA... ma questo è sicuramente il migliore tra gli ultimi suoi dischi, il più equilibrato e ispirato, ci sono dentro le sue canzoni migliori da anni a questa parte. E in fondo i suoi 80 minuti, anche grazie alla sua disomogeneità non sono nemmeno così pesanti da ascoltare di seguito. Alcune canzoni però, come Almost Rosey, Beauty Of Speed e Dark Side Of The Sun proprio non mi piacciono, mi stupisce che le prime due siano quelle su cui sta puntando magiormente nelle recenti esibizioni live, bah... @ poetarainer: la foto a cui ti riferisci è all'interno del booklet.
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  3. ISIDE | il 5 maggio 2007 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    poeta guarda qui http://www.toriamos.it/
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  4. POETARAINER | il 5 maggio 2007 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Ho fatto confusione Iside?è giusta allora la copertina?
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  5. POETARAINER | il 5 maggio 2007 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie flood!
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  6. SEVENTHKING | il 5 maggio 2007 verso mezzogiorno | Voto: 5 | Voto al Disco:

    io odio i cantautori
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  7. BJORK68 | il 5 maggio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    bravo capitano, lo ascolterò presto.
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  8. SANJURO | il 6 maggio 2007 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco:

    http://debaser.it/recensionidb/ID_17479/Oasis_Whats_The_Story_Morning_Glory_3f.htm
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  9. KOSMOGABRI | il 6 maggio 2007 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco:

    io come bjork
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  10. 47 | il 6 maggio 2007 nel primo pomeriggio | Voto: 5 | Voto al Disco:

    bella recensione, lei la devo assolutamente scoprire, se qualcuno mi consigliasse qualcosa per cominiciare l'ascolto...
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  11. CPTGAIO | il 7 maggio 2007 all'alba | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie a tutti per i commenti! Per il caro 47, ti consiglio tutti quelli dei '90 "Little Earthquakes" del '92, "Under the Pink" del '94, "Boys for Pele" del '96, "From the Choirgirl Hotel" del '98, io li ascolterei tutti in ordine di uscita ma se vuoi selezionare non e' un gran problema visto che sono tutti bellissimi e molto diversi l'uno dall' altro, il mio preferito e' "Boys for Pele". Ciao a tutti!
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  12. CPTGAIO | il 7 maggio 2007 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Ps: e con piu' cautela anche il doppio "To Venus and back" del '99.
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  13. SEVENTHKING | il 8 maggio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Tranquillo cpt, se me ne avessi a male solo perchè hai sbagliato genere sarei veramente un caso clinico! Comunque complimenti per l'ottima recensione, mi sembra che tu scriva con grande cognizione di causa e che abbia davvero "sentito" questo album...che ovviamente in questo caso sono io a non conoscere! Sarò felice in futuro di discutere con te riguardo a nostri "comuni amici", musicalmente parlando...anche io adoro i Maiden del primo periodo ;)
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  14. JOE VANNY 78 | il 12 settembre 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Come ogni lavoro di Tori Amos anche American Doll Posse necessita di un ascolto attento e di una digestione lenta, tutto sommato io non ne sono stato deluso... pertanto posso affermare che a parte il Beekeeper, Tori ha sempre risposto bene alle mie aspettative, il disco è abbastanza diverso dai precedenti, lontano dall'omogeneità di Scarle't s walk, ma anche dal visionarismo degli album targati anni novanta (in primo luogo di Boys for Pele e From the choirgirl hotel)... questa considerazione mira ad affermare in parte: American doll posse non è tra i miei preferiti, ma nello stesso tempo: american doll posse ha molti episodi interessanti e se considerato nella sua totalità è un grande riepilogativo della musica della Amos, anche se si tratta di un "riepilogo" filtrato stavolta attraverso una sensibilità più rock, vedi ad esempio l'uso massiccio della chitarra elettrica anche in una ballatona come digital ghost che a me piace moltissimo proprio per la presenza della chitarra che sovrasta il pianoforte. Così non mancano riferimenti ai capitoli precedenti, Cod red sarebbe stata bene in From the Choirgirl hotel (è un aggiornamento di Liquid diamonds), Girl disappearing, Dragon, Programmable soda, Mister Badman in Boys for Pele, Smokey Joe in To Venus and Back, Father's son e Yo george in Scarlet's walk, Beauty of speed in The beekeeper... pertanto gli episodi più originali sono proprio quei brani di matrice più rock ( Big wheel, Teenage hustling, You can bring your dog, Body and soul Almost rosey) e la sconcertante Fat slut... L'album avrebbe comunque guadagnato se fossero stai operati opportuni tagli di conseguenza indico i brani per me superflui se non addirittura inutili: Secret Spell, Roosterspurge bridge, Almost rosey, Dark side of the sun e Posse bouns, forse anche gli intermezzi "vaudeville" potevano essere evitati: Mr. Badman e programmable soda, mentre invece da sviluppare sarebbero state proprio Fat slut e soprattutto Devil and Gods, che bello se la Amos facesse tutto un album così... fuori tutto tranne chitarra acustica e piano...mah! di seguito offro pertanto una lista dei brani con tanto di voto: Yo george 7 Big wheel 5.5 Bouncing of clouds 7.5 Teenage hustling 6.5 Digital ghost 8 You can bring your dog 6 Mr. Badman 5.5 Fat slut 8.5 Girl disappearing 9 Secret spell 4 Devils and gods 8.5 Body and soul 7 Father's son 9.5 Programmable soda 5.5 Code red 9.5 Roosterspur bridge 5 Beauty of speed 6.5 Almost rosey 5 Velvet revolution 7 Dark side of the sun 5.5 Posse bouns 4 Smokey Joe 10 Dragon 9.5 La media è intorno a 7.. tutto sommato un album da avere :-)
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  15. ADP | il 14 settembre 2007 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Leggo solo ora questa bella recensione del nuovo disco di tori amos e devo dire che mi trovo d'accordo con ciò che ha scritto cptgaio. Ormai sono passati già quattro mesi dall'uscita di American Doll Posse e in questo arco di tempo ho potuto assimilare meglio il concept presente dietro questo album, che a dire il vero inizialmente non mi aveva convinto molto e che avevo considerato un lavoro, almeno dal punto di vista della grafica, molto simile a Strange Little Girls, ma...il tempo aiuta a capire meglio le cose e ad approfondirle. Lo trovo uno degli album più variegati della rossa cantautrice del North Carolina: i suoni e i richiami si spostano dal rock al blues, dalla silly song alla ballad, dal pop alle atmosfere più dark, insomma è una sorta di grande contenitore musicale, lontano dal punto di vista stilistico dal precedente Beekeper, fondato su un sound più pop con qualche sfumatura soul. Rispetto, appunto, al precedente lavoro della Amos devo dire che ADP mi piace un pò di più, anche se ci sono alcuni pezzi che non riescono a catturarmi come Fat Slut, Secret Spell, Posse Bonus e Beauty of Speed. Forse il problema è sempre quello del timing e dunque quello di aver inserito troppe canzoni evitabili. Inutile ripetere che Tori sia cambiata in questi ultimi anni, così come è cambiato il suo modo di cantare e di concepire le canzoni, abbandonando un pò la sperimentazione, dedicandosi invece ad un sound di più facile ascolto e comprensibile a tutti. Dunque sono lontani i tempi di Boys for Pele o di Under the pink, Little Earthquakes, From the Choirgirl Hotel ed i successivi To venus and back e Strange Little Girls, ma nonostante ciò rispetto la scelta coraggiosa che ha voluto intraprendere...non riuscirei invece ad accettare molto la scelta se le fosse stato dettato dalla casa discografica, cosa che non può essere esclusa. Le atomosfere di ADP sono create principalmente dal suo piano e dal rhodes, anche se vengono soffocati da un'eccessiva e quasi sempre presente chitarra distorta. I pezzi più intensi e degni di essere interpretati ed amati per quanto mi riguarda sono Dragon, Smokey Joe e Girl Disappering prima di tutti, poi mi piace molto l'atmosfera balcanica con tanto di mandolino napoletano di Velvet Revolution, l'accattivante Body & Soul e l'atmosfera più cupa e triste di Father's son. Insomma un album per tutti, a cui darei un 7 pieno.
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  16. CAPTAINHOWDY | il 15 settembre 2007 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco:

    Grazie a Joe e Adp(e' l' acronimo di American Doll Posse?) per i commenti, fa piacere ricevere ancora commenti su una propria recensione dopo qualche mese ma soprattutto vedere che quest'ultimo Album della nostra Amata riceve ancora consensi (seppur consapevoli che Tori ha nelle sue chord ben altre cose), Ciao! (son cptgaio)
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  17. ADP | il 15 settembre 2007 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    ciao cptgaio! (captain howdy) rispondo alla tua domanda sul mio nick: sì, è proprio l'acronimo di american doll posse ;-)
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  18. GIOVANNIA | il 7 gennaio 2009 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Buona recensione, hai sottolineato molti aspetti di quest'album ricco e variegato. A proposito di politica, non mi pare tu abbia menzionato il brano d'apertura "Yo George", un brano anti-Bush affidato a voce e pianoforte. Poi l'album vira verso atmosfere decisamente più rock. Un album molto lungo, questo per me è sinonimo di generosità, nel caso di Tori, non di prolissità. Concordo sul fatto che nonostante siano passati più di quindici anni dal suo esordio, Tori ha ancora cose da dire e i suoi lavori si mantengono su un ottimo livello generale.
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  19. WOW, CPTGAIO è divèrs_!!! CPTGAIO | il 7 gennaio 2009 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    È un commento divèrs!

    E quest'anno esce quello nuovo... :-D
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  20. YOSIF | il 7 gennaio 2009 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    io non lo trovai cosi eccelso, i primi lavori erano tutt'altra cosa imho.
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  21. YOSIF | il 7 gennaio 2009 in prima serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    voto
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  22. WOW, CPTGAIO è divèrs_!!! CPTGAIO | il 7 gennaio 2009 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    È un commento divèrs!

    Beh, che i primi 4 album siano di tutt'altro livello penso sia cosa obiettiva, quello che m'interessava far notare pero' e' che chi parla di una Amos "finita" negli ultimi dischi sta per lo meno esagerando. Tutto qui. Grazie per esser passato.
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  23. ALIA76 | il 8 gennaio 2009 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco: 3

    domani mi leggo la recensione. tori ha fatto album meravigliosi fino a scarlet's walk compreso ed escludendo l'orrendo disco di cover. questo un filino peggio di the beekeeper. però è sempre magica e dal vivo è una fata.
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  24. YOSIF | il 8 gennaio 2009 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    ben finita no, ci mancherebbe, ce ne fossero come lei.
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  25. YOSIF | il 8 gennaio 2009 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    beh *
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  26. AQUARIUM | il 29 luglio 2009 in prima serata | Voto: 4 | Voto al Disco: 4

    Bella recensione. L'album non si presta al livello dei precedenti ma , comunque , risulta un buon lavoro , levigato dai sussuri pianistici e vocali di Girl Disappearin e Roosterspur Bridge. Memorabili le brevi Devils and Gods , Yo Giorge e Dragon , la canzone finale. Come si dice , il gioco vale la candela : un po' smarrita nel tempo la Amos riesce a regalare ancora emozioni a chi ha la pazienza di ascoltare. Una sola domanda : in quale canzoni viene suonato il clavicembalo ? Ne ho cancellate alcune dall'album ; non vorrei fossero proprio quelle :-( . Ringrazio subito chi risponde :-)
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  27. WOW, CPTGAIO è divèrs_!!! CPTGAIO | il 29 luglio 2009 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    È un commento divèrs!

    Allora, innanzitutto grazie per il commento. Poi devo dire che, grazie a te, mi sono accorto che nella recensione c'e' una piccola imprecisione e cioe' appunto il clavicembalo: in realtà la Amos usa un clavicordo ed esattamente nel pezzo "Smokey Joe". Se ti interessa posso dirti canzone per canzone che tipo di strumento usa (non lo faccio direttamente perchè ho già la fama di "esaltato" per la Rossa e non vorrei contribuire a farla crescere ulteriormente ;-) )
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  28. AQUARIUM | il 30 luglio 2009 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Ti ringrazio per avermi risposto. Sono felice di non essermi sbagliato , anche perchè uno strumento eccelso come il clavicembalo non può passare inosservato , soprattutto se a suonarlo è un mito come la " Rossa " . A proposito volevo farti un'altra domanda. Tori suona il clavicembalo nella seconda parte di Curtain Call , in Abnormally Attracted To Sin ? Mi sembra di averne sentito l'accompagnamento. Ah sarei interessato comunque a sapere che strumento usa in Dragon , nella parte iniziale . Dovrebbe essere una tastiera giusto? Grazie davvero ;-) . Credimi anche io sono esaltato per la Amos , non posso farne a meno ormai. Il 30 Settembre l'aspetto in concerto a Roma :-) E come vedi il nickname è ispirato a Panodra's Aquarium **
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  29. WOW, CPTGAIO è divèrs_!!! CPTGAIO | il 31 luglio 2009 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco:

    È un commento divèrs!

    Fa sempre piacere trovare un altro EWF ;-) (io la vedro' a Milano) Passando alle tue domande: in "Dragon" usa il classico Bösendorfer, il Mellotron ma pure, e credo che tu ti riferisca a questa parte, un Rhodes (che è un piano elettrico). In "Curtain Call" è accreditato solo l'uso del Bösendorfer ma effettivamente anche me era venuto il dubbio... Ciao!
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