Copertina di Iron Maiden Iron Maiden
The Spirit

• Voto:

Per appassionati di heavy metal, fan della musica classica anni '80, collezionisti di vinili, nuovi ascoltatori interessati alle origini del metal
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Ogni tanto mi capita di "infognarmi" in umidi e sporchi scantinati proprietà di loschi figuri tanto-poco raccomandabili quanto brillantemente loquaci e con sempre qualche strana storia da raccontare. Scantinati dove puoi trovare di tutto: vecchie radio ancora perfettamente funzionanti (così almeno assicura il losco venditore), improbabili fumetti eroticorrorifici anni '70 (carini ma in uno stato così merdoso da essere costretti a lasciarli lì affinchè il tempo possa finire di disintegrarli) e, ancora, pezzi di ferro arrugginito di varia provenienza, stereo 8 ancora sigillate, e tanta, tanta polvere, habitat ideale per svariate specie di microrganismi ancora sconosciuti e muffe allucinoggene.

Ah dimenticavo, oltre alle interessantissime cose appena citate si trovano anche dischi di vario tipo, ma più in particolare quintali di vinili del grande Papetti. A volte ci vado solo per passare un po' di tempo, ma, ahimè, dopo i trent'anni si inizia a non vedere di buon occhio il tempo che passa, anche perchè passa più in fretta, quindi dovrò smettere di frequentare questi posti e dedicarmi ad attività più sane e soprattutto più redditizie.

Proprio in una di queste mie discese agli inferi, dopo aver visto decine di seni nudi, ehm, di copertine di Papetti (e poi mi censurano la copertina dei Poison...) decisi di dare un'occhiata ai pochi CD rimasti. Fu così che mi saltò all'occhio (si, solo uno: l'altro era chiuso causa polvere) una copertina che catturò la mia attenzione: un primo piano di uno zombie dalla folta chioma punk e sullo sfondo un muro di mattoni tipicamente inglese. I-R-O-N-M-A-I-D-E-N... mai sentiti. Boh, la copertina però mi piace, lo prendo.

Ma in posti del genere comprare una cosa sola non è mai conveniente, così (sempre sulla scia del "la copertina mi piace lo prendo") presi anche una raccolta di Papetti del '77 che riportava impresso un logo commemorativo per i cent'anni di registrazioni sonore. Il tizio mi fece un buon prezzo, lo ringraziai e me ne andai. Uscendo notai pacchi e pacchi di mangiare per gatti. In basso, in una zona poco illuminata, una ciotola che pareva pulita, anzi mai usata. Sapevo che il vecchio aveva un gatto ma a dire il vero non l'avevo mai visto. Nessuno l'aveva mai visto. Ogni tanto però lo si poteva sentire ruggire. Un mio amico racconta che un giovane e incauto metallarino, amico di un amico di suo cugino, aveva curiosato nel retro e non aveva più fatto ritorno. Ma si sa, il retro bottega (dove si favoleggia esistano rarissimi vinili originali dei Beatles, fra gli altri) è accessibile solo a pochi eletti.

Ma ascoltiamo questi Iron Maiden. Premo play e parte un riff distorto con un suono tagliente e un po' datato (leggo 1980) a cui si aggiunge una melodia col wah-wah... "Prowler" si chiama il pezzo e mi torna subito in mente la copertina con quello zombie punk. No, la musica non è punk ma heavy metal e si sentono delle armonizzazioni che mi ricordano i Thin Lizzy, ma con una furia memore della lezione del punk. "Remember Tomorrow" inizia invece con un oscuro arpeggio del basso di Steve Harris (che viene accreditato anche come principale compositore) e alterna momenti tranquilli a poderose sferzate heavy. Si prosegue veloci con la dinamica "Running Free" introdotta e guidata dal particolare drumming di tale Clive Durr. Questi ragazzi ci sanno fare! Apro il booklet (due misere paginette) e noto subito alcune foto live del gruppo: chissà perchè il bassista me lo immaginavo con i pantaloni a righe attillati stile Pete Way, ma in queste foto purtroppo non è ben visibile. Le successive "Phantom Of The Opera" e "Transylvania" sono fenomenali: la prima, complessa e articolata, mostra ancora una volta l'abilità del gruppo nell'alternare parti heavy con momenti melodici (ma una melodia oscura e "gotica"), mentre la seconda è una strumentale spaccaossa che sicuramente i nostri utilizzeranno in sede live. Assolutamente di prim'ordine la coppia d'asce formata da Dave Murray e Dennis Stratton: veloce e fluido il primo, più bluesy il secondo. Arpeggi onirici e un basso che pare venire dall'oltretomba aprono invece "Strange World", ottima ballad un po' à la "Litte Wing" (devo dire di chi?), ma la tregua dura solo un attimo e i nostri tornano all'assalto con il rock n' roll metallizzato di "Charlotte The Harlot", composta dal chitarrista Dave Murray e con un Paul Di'Anno (voce del gruppo) da spellarsi le mani per gli applausi, e con la conclusiva "Iron Maiden" che sicuramente non farà prigionieri dal vivo.


Al momento sconosco se quest'album ha avuto un seguito, ma credo che farò una piccola ricerca su internet... ad ogni modo davvero un ottimo acquisto!

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione esplora l'album d'esordio degli Iron Maiden, sottolineando la sua potenza sonora e le melodie oscure tipiche dell'heavy metal anni '80. L'autore descrive un'esperienza d'ascolto coinvolgente e apprezza la capacità tecnica dei musicisti, con particolare attenzione ai riff, agli assoli e all'atmosfera cupa. Nonostante l'album risulti un po' datato nel suono, è considerato un ottimo acquisto e un punto di partenza fondamentale per la band.

Tracce testi video

Iron Maiden

Iron Maiden è una band heavy metal britannica formata nel 1975 a East London. Fondata da Steve Harris, è nota per la lunga carriera, i concerti internazionali e il cantato di Bruce Dickinson nella formazione più famosa.
180 Recensioni

Altre recensioni

Di  jigoro

 Gli Irons SONO la NWOBHM.

 Questo disco è ancora in bella vista nella mia collezione, sempre pronto a farmi tornare negli Anni '80 per una mezz'oretta abbondante.


Di  carlito12

 Lo stacco iniziale della chitarra, secco ma allo stesso tempo travolgente, trasporta in una dimensione diversa.

 Il capolavoro supremo dell’album è ‘Iron Maiden’, con ritmo perfetto e chitarre coordinate al bacio.


Di  sexyajax

 Una formula inconfondibile, fatta di repentini cambi di tempo, melodie epiche e assolo a due chitarre basati sugli intervalli di terza.

 Sinceramente di metal riesco a sentire solo i Pantera, i Metallica e gli Iron Maiden, il resto secondo me è tutta m...a.


Di  carloirons

 Se un gruppo rock del XX secolo ha deciso di chiamarsi Iron Maiden, ha deciso di non passare inosservato.

 Il disco è senza dubbio un capolavoro, uno di quelli da avere comunque, di quelli che può cambiarti la vita.


Di  thetrooper

 Iron Maiden IRROMPE letteralmente sulla scena rock britannica con il suo omonimo esordio.

 ‘Iron Maiden’ è troppo perfetta per non essere suonata, immortale e indispensabile per ogni Metal fan.


Iron Maiden ha 8 recensioni su DeBaser.
Puoi scopri tutti i dettaglio nella pagina dell'opera.