Paolo Conte: Paris Milonga

Recensione di: Viva Lì , (il 2 marzo 2006 nel tardo pomeriggio) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Paolo Conte Paris Milonga

Quando, sul palco dell'Ariston, salì Roberto Benigni e cominciò a canticchiare "Via con me" molti storsero il naso e asserirono, impietosi, che 'ogni ofelé el sò mesté'. In realtà Benigni (non ancora oscarizzato) aveva interpretato benissimo questa eclettica composizione firmata Paolo Conte (colonna sonora, ricordiamolo, di "Tu mi turbi").

"Paris Milonga", l'album capolavoro di Paolo Conte, conteneva, tra l'altro, questo bellissimo e famosissimo brano, "Via con me". Da Parigi a Milonga (città inesistente, musica dolce) un viaggio, tanto per cambiare, fra donne e sonorità tanto antiche quanto estremamente moderne. Come nel precedente "Paolo Conte" è il ricordo il tema portante di questo album: questa volta però Conte non commette nè errori nè sbavature: una sequela impressionante di brani tutti oscillanti fra l'epico e lo straordinario.

Un album raffinatissimo, di alta scuola e alta classe, un successo di critica e, per una volta tanto, anche di pubblico (quasi un milione le copie vendute). "Via con me" è l'emblema di una carriera, forse di una vita: una donna (una Dea?) s'innamora di un uomo (un mortale?) e con questo compie un inesorabile, distruttivo, forse redento, viaggio verso la speranza e la sontuosità ("Via via vieni via con me, entra in questo amore buio, non perderti per niente al mondo..., via via non perderti per niente al mondo, lo spettacolo d'arte varia di uno innamorato di te") e conclude esplicitamente ("Via via entra e fatti un bagno caldo, c'è un accappatoio azzurro, fuori piove un mondo freddo"). Il pianoforte viaggia superbo su note quasi celesti e i bassi penetrano profondamente in zone musicali oscure e minacciose. Fra Parigi e Milonga s'incontrano tipi buffi, volti allegri, volti tristi. Posti e luoghi dell'anima, incontri e amori spesso platonici o, il più delle volte, asessuali. Ma c'è anche l'azzardo, la sfida. "Alle prese con la verde milonga" è un brano vertiginoso, forse l'esperimento più rischioso mai udito in Italia. Sette minuti di pura follia: Paolo Conte innesta, nei suoni armoniosi di una milonga ottocentesca, i ritmi e i suoni di una moderna ballata jazz. Non importa che il testo sia poco meno che una sciocchezzuola ("E mi avrai verde milonga che sei stata scritta per me, per la mia sensibilità, per le mie scarpe lucidate"), è la musica la vera anima, la vera essenza di un capolavoro troppo frequentemente bollato solamente come un mero esperimento musicale tronfio e barocco. E, ancora una volta, il pianoforte pare compiere miracoli letteralmente regali.

C'è anche "Parigi", altro bellissimo brano che Conte, da maestro consumato, distilla lentamente strofa per strofa, nota per nota, sensazione per sensazione. La romanticheria si tramuta in nostalgia e il finale è mesto quanto geniale ("Io e te, scaraventati dall'amore in una stanza, mentre tutto intorno è pioggia, pioggia, pioggia e Francia"). Questa volta, oltre al pianoforte, il miracolo lo compie il flauto: eccezionale.

Il viaggio che da Parigi porta a Milonga è appena cominciato o forse non è mai nemmeno iniziato. Citiamo il Manzoni: ai posteri l'ardua sentenza.

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Sommario

Paolo Conte: Paris Milonga;
Recensione di Viva Lì per DeBaser
, 3/2/2006 4:04:00 PM (●●●●●)

Anno: 1981

Generi:

Informazioni nel web:

Album collegati: Paris milonga

Artisti collegati: Paolo Conte «Una collana scintilla per terra, / una mano l'appoggia più su / vicino al telefono, nell' oscurità... / Poi…»

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Voti e commenti

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  1. SERGIO | il 7 marzo 2006 dopo mezzanotte | Voto: | Voto al Disco:

    "la sua origine d’Africa, la sua eleganza di zebra, / il suo essere di frontiera, una verde frontiera… /una verde frontiera tra il suonare e l’amare / verde spettacolo in corsa da inseguire / da inseguiere sempre, da inseguire ancora, fino ai laghi bianchi del silenzio / finche Atahualpa o qualque altro dio / non ti dica: descansate niño, che continuo io…" il testo di "Alle prese con una verde milonga" una sciocchezzuola? ma, dico, ci siamo bevuti il cervello
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  2. ODRADEK | il 7 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco: 5

    Si, quella riguardo a "Alle prese con la verde milonga" è una vera idiozia. Senza offesa, ma un'idiozia è un'idiozia. E per giustificarla scegli proprio quella frase? Lascia pure stare il Manzoni dove si trova, caro mio. La sentenza non sarebbe affatto ardua, ma evitiamo di infierire... P.S. hai notato che c'era già una recensione di questo disco?
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  3. ODRADEK | il 7 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco: 5

    Si, quella riguardo a "Alle prese con la verde milonga" è una vera idiozia. Senza offesa, ma un'idiozia è un'idiozia. E per giustificarla scegli proprio quella frase? Lascia pure stare il Manzoni dove si trova, caro mio. La sentenza non sarebbe affatto ardua, ma evitiamo di infierire... P.S. hai notato che c'era già una recensione di questo disco?
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  4. MACCIO CAPATONDA | il 7 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Disco capolavoro. Il recensore è a dir poco imbarazzante. Sciocchezzuola verde milonga? Inizia a recensiere Bon Jovi poi passa a Laura Pausini poi spegni il PC. Un capolavoro rovinato dalle parole di nonsolo unprincipiante am soprattutto da una persona che non merità neanche di accendere il PC. Imbarazzante
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  5. IL NUMERO 1, MACCIO CAPATONDA | il 7 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    ....dimenticaqvo per la cronaca...La milanga rappresenta la vita.
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  6. MACCIO CAPAèCAZZ | il 7 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    Maccio l'unico ad essere imbarazzato è lo stronzo del cesso che esce dal tuo fottutissimo culo; si fa così schifo da vergognarsi di essere prodotto da te...Impiccati!!!!!
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  7. ANTMO | il 7 marzo 2006 in mattinata | Voto: | Voto al Disco: 5

    5 recensioni 5 tra Battisti e Conte! Tutte insieme dall'archivio word? ma che gusto ci provate a mandarne a valanga? bah...
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  8. GRASSHOPPER | il 7 marzo 2006 nel primo pomeriggio | Voto: 2 | Voto al Disco: 5

    A parte l'assurdità della "sciocchezzuola" (nessun testo di Paolo Conte lo è, al massimo possono essere scherzi goliardici o "nonsense") la recensione sarebbe accettabile, anche se un capolavoro del genere magari meriterebbe qualcosa di più. Il problema è che ce n'era già una, tra l'altro ottima (non mia, ci tengo a dirlo). E' vero che di certi dischi ci sono anche sei recensioni, ma un doppione è sempre un doppione. Quindi: 3 in assoluto, ma 2 perchè è una recensione inutile.
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  9. MORTA Lì | il 9 luglio 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Nooooo, anche Paolo Conte!!! Ma quanti dischi hai stuprato, Poletti-Viva Lì? E vuoi anche spiegare, con le tue frasette, il senso delle canzoni? Non avevo visto quante meraviglie hai scritto e non leggerò le altre. Sei imbarazzante.
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  10. HELL | il 22 ottobre 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 5

    Stupendo.. Conte lo sto scoprendo a poco a poco e devo dire che, anche se non ci capisco proprio niente di musica, è uno dei più grandi artisti che abbia mai ascoltato.
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