Daft Punk: Human After All

Recensione di: Ilpazzo , (il 21 ottobre 2006 nel primo pomeriggio) | Voto: ●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di Daft Punk Human After All

In principio ci furono i Kraftwerk, manipolatori del suono e inventori (insieme a pochi altri) di un nuovo genere musicale, l’elettronica. Tutti i loro lavori si basavano su un concetto ben preciso, ”L’ uomo nasce organismo ma diventerà una macchina” , ed oggi questo concetto è più attuale che mai, la società sempre più schematica e schiava del consumismo, ripetitiva e lobotomizzata dal sistema, fredda e senza anima. Ma in fondo siamo sempre umani… Il duo Parigino Daft Punk ha recuperato la lezione dei Kraftwerk sfornando questo album che è quasi un tributo al gruppo tedesco, composto in sole 6 settimane Human After all (e il titolo dice tutto) si basa principalmente sul concetto di ripetitività , mettendosi a metà strada tra il geniale e il trash, ed è proprio questo il loro punto di forza che molti non hanno capito, lavorare con la spazzatura in maniera geniale è il loro lavoro! Lo dice anche il nome del gruppo, DAFT PUNK (Punk spazzatura), capaci di rivoluzionare la storia dell’house music giocherellando con campionatori e vocoder da quattro soldi nel garage di casa!! Homework (lavoro fatto in casa), fu composto con accozzaglie digitali ma in maniera geniale, e i due fratellini avevano 18 anni! Nulla è cambiato da allora, Human After All mantiene le stesse caratteristiche degli album precedenti, spazzatura digitale infarcita da colpi di genio, il minimalismo (professionale) dei Kraftwerk portato agli estremi, ridicolizzato, semplicizzato, ma in maniera ottima!! Tutti sono capaci di creare musica ripetitiva utilizzando lo stesso Loop per 6 minuti (basta avere il music maker della magix), ma ben pochi sono capaci di farlo in maniera intelligente.

La genialità di questo album è che ogni canzone ti si appiccica addosso e non ti molla più , ti entra nella testa e ti ipnotizza, all’inizio sei li che dici “che palle, è sempre lo stesso loop, questo album è una cagata” ma giorno dopo giorno non puoi fare più a meno di sentirlo, cominciando dal singolo “Robot Rock” semplice, banale… ma terribilmente coinvolgente! Le prime volte che si ascolta questa canzone si ha l’impressione di sentire lo stesso suono per 6 minuti! Ma ascoltandolo più volte l’orecchio inizia a percepire quelle piccole variazioni all’interno dell’arrangiamento, quel suono che si inserisce a metà canzone, quella distorsione fatta dopo 4 minuti, la batteria che rulla ogni due ripetizioni, le percussioni elettroniche che precedono un assolo o un cambio di tonalità , insomma, per chi non è abituato è la solita solfa, per chi ha un certo orecchio, sono 6 minuti di intrattenimento puro, la genialità nascosta dietro alla banalità . L’ album passa da un genere all’altro in maniera spiazzante, dalla grancassa da infarto di “Steam Machine” ripetuta all’infinito fino allo spasmo (ma estremamente divertente!!!!!) alla morbidissima “Make love” che segue subito dopo, anche qui la ripetitività è gradevole e non stufa, ma la morbidezza viene interrotta dal psicopatico brano successivo “The Brainwasher” , composto probabilmente per gli impasticcati dei Rave Party, ma c’è anche spazio per il Rock nostalgico anni 80, come la title track “Human After All” che si dipana lungo i sei minuti con sonorità elettroniche degne dei migliori Daft Punk (la miglior canzone dell’ album), infine per gli amanti dell’elettronica “The Prime Time of Your Life” è a dir poco un capolavoro! “Semplicemente” geniale! Inizio lento, vocoder e distorsioni, psichedelia nel mezzo ed esplosione finale con BPM al massimo! Una specie di big bang in chiave elettronica, fenomenale (se non avete visto il video correte subito a procurarvi il Dvd allegato al Greatest Hits, a dir poco pazzesco).

Un album ben orchestrato che non dimentica mai di omaggiare i Kraftwerk, a partire dalla copertina dell’album molto simile a quella di “Computer Welt” . Musicalmente parlando “Television Rules The Nation” è forse la canzone che più si avvicina al mondo dei Kraftwerk, (ritmica minimale, vocoder ripetitivo), insomma i Daft Punk c’e l’anno fatta di nuovo! Certo questa non è musica per tutti!, non è musica di massa (fatta eccezione per Technologic), non può e non “deve” piacere a tutti, difficilmente convincerete un vostro amico ad ascoltare questo album per intero, dopo terzo minuto di “Robot Rock” vi diranno di cambiare CD perché è ripetitivo. Evidentemente non hanno capito la vena ironica e geniale dei Daft Punk. Per tutti gli altri Human After All sarà come una droga! L’ ascolterete in macchina, in casa, nel lettore mp3, in palestra, e dovunque c’ è uno stereo. Loro sono umani nonostante tutto, ma noi siamo robot!

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Sommario

Daft Punk: Human After All;
Recensione di Ilpazzo per DeBaser
, 10/21/2006 3:30:53 PM (●●●●)

Anno: 2005

Generi:

Album collegati: Human After All, Human After All, Human After All (Unreleased Remixes), Human After All: Remixes

Artisti collegati: Daft Punk «Pioneri dell'elettronica del secolo XXI»

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Voti e commenti

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  1. RESIDENT EVIL | il 21 ottobre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 1 | Voto al Disco: 1

    Porre un parallelo tra i Kraftwerk e questa merdata mi sembra una grossa idiozia. Pazzo, vai a farti curare.
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  2. PIETRO MINCHIADURA | il 21 ottobre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 3

    Banalizzazioni e opinioni discutibili a parte (la recensione è naif come loro, eheh), secondo me hai colto il senso della vicenda, e finalmente trovo qualcuno che mi magnifica quella gran climax devastante della title-track. Sul controsenso condanna/esaltazione della civiltà elettronica da parte dei KRFTWRK ho discusso altrove: qui i DP con la macchine si divertono, ovviamente il loro omaggio è squisitamente musicale, non contenutistico
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  3. BISIUS | il 21 ottobre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 4

    Allora: premettendo che non ho un gran rapporto con l'elettronica, questo è un disco che mi sento di consigliare comunque a tutti. La recensione è un po'azzardata per quanto riguarda il tributo ai Kraftwerk, che rimarranno comunque sia sempre i paladini di questo genere. Poi volevo sottolineare un'altra cosa. Io non trovo corretta la frase <all'inizio sei li che dici "che palle, è sempre lo stesso loop, questo album è una cagata">. Per me, è la mia opinione, già all'inizio questo album ti prende, nonostante sia un po'monotono, ma bisogna capire le varie sfumature che il duo da alle canzoni. Per il resto, bene.
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  4. CONDORBARS | il 21 ottobre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: 1 | Voto al Disco: 1

    sesta recensione per questa merda. non aggiungo altro,
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  5. BISIUS-BIRBABIRBA | il 21 ottobre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    bisius sei un bambino che gioca a fare il sapientino. ma vai a farti fottere !!
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  6. IO NON SONO GAY | il 21 ottobre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    @BISIUS: MA STAI SEMPRE QUI A ROMPERE IL CAZZO? VATTENE O TI SPUTO IN FACCIA. E RICORDATI CHE IO NON SONO GAY
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  7. ORWELL | il 21 ottobre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    secondo me i daft punk non sono proprio quelle merde di cui state parlando.
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  8. LO SCOREGGIONE MATTO | il 21 ottobre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 1

    I DAFT PUNK FANNO SCHIFO AL CAZZO...FRANCESI PUZZONI!!
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  9. BISIUS | il 21 ottobre 2006 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    Allora, vorrei mettere in chiaro un paio di cose. Di me avete detto qualsiasi puttanata. Potete continuare a dirle, non me ne frega più un cazzo. Pirla, gay, negro, fake, deficiente, ignorante, stronzo, andate, continuate pure a parlare al nulla. Ma ricordatevi: io non commento un disco se non l'ho prima ascoltato, riascoltato e valutato. Non commento i dischi a cazzo solo per il gusto di lasciare un commento su DeBaser. No. Io prima di esprimermi sul cd in questione, lo compro (o lo scarico se non c'ho più soldi), lo inserisco nel computer e me lo ascolto. Mi fa male vedere scritte cose insensate a proposito dei miei commenti. Non vi piace il disco in questione? Perchè ve la prendete con me? Questo sito non è famoso per il De Gustibus? Me' coioni, mi sembra.
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  10. TEGUCIGALPA | il 22 ottobre 2006 dopo mezzanotte | Voto: 2 | Voto al Disco: 1

    c'erano già sei recensioni di questa merda, non potevi almeno farla su "homework", l'unico loro disco decente e che ha avuto una sola recensione....idiot after all
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  11. ZION | il 22 ottobre 2006 dopo mezzanotte | Voto: 3 | Voto al Disco: 3

    A me ha un pò deluso, la title-track e "Robot Rock" sono stratosferiche, il resto molto meno.. Mi è parso un album un pò vuoto..
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  12. BISIUS-BIRBABIRBA | il 22 ottobre 2006 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    BISIUS FAKE sei ignorante non conosci manco le canzoni dei pink floyd
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  13. CHARLEY | il 22 ottobre 2006 in prima serata | Voto: 3 | Voto al Disco: 4

    A me è piaciuto e non poco, concordo, il video di "Prime time of your life" è fenomenale
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  14. GIORGIOLADISA | il 23 ottobre 2006 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    "Daft punk" significa "punk sciocco", definizione che fu data da un critico musicale al genere di musica che suonavano Bangalter e De Homen Hristo nel progetto precedente a questo. L'album, secondo me, e` deludente e povero di contenuti.L'unica somiglianza con i Kraftwerk la trovo nell'uso del vocoder.
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