Pura elettronica allo stato brado. Solo due robot potevano creare un lavoro così.
Sonorità minimale e ripetitiva, troppo semplice quasi. Ma perfetta. Un album che non ha per niente a che vedere con "Discovery", pieno di singoli banali e decisamente commerciali.
Castigando subito quelli che lo ritengono un album privo di idee, il suddetto cd invece è un gran bel vaffanculo a tutti coloro che non riescono a cogliere la genialità di cui è piena ogni canzone, pezzo per pezzo. Come se i due artisti avessero voluto trattare a pesci in faccia tutti gli ascoltatori medi, uno per uno, critica compresa. Un cd che non trasmette emozioni. Canzoni per le nostre orecchie troppo strane per poter essere apprezzate. Due artisti che comunque hanno sempre fatto quello che volevano loro, senza stare ad ascoltare nessuno, senza mai farsi vedere da nessuno.
Ed è semplicemente così che bisogna fare. E loro lo fanno divinamente. Complimenti.
Le similitudini con Discovery ci sono eccome, ma mancano totalmente le idee.
Il cantato robotico alla kraftwerk è fin troppo presente e rompe i coglioni.
"Ragazzi che geni!"
"È un disco dedicato a loro due, robots punto di riferimento della dance moderna."
"Per la prima volta nella mia vita ho provato un po' di delusione per questo favoloso duo."
"La visione del Daft-Rock, del tutto originale e minimale, è la parte più interessante dell'album."
Lavorare con la spazzatura in maniera geniale è il loro lavoro!
All’inizio dici 'che palle, è sempre lo stesso loop', ma giorno dopo giorno non puoi più farne a meno.
I Daft tornano a stupire con un disco dal sound fresco, corposo e più aggressivo.
Human After All è la rivincita dei Daft Punk, un lavoro che distacca gli stupidi teppisti dalla loro zona confort.