Homeless, che dire.... sono basito ! forse sarà l' età, ma la tua recensione dovrebbe essere "esempio" per una miriade di pseudo critici musicali e scribacchi e, ti prego di credermi, non lo dico per chè parli bene di vdb23, ma per la ricchezza di dati e informazioni presenti nella tua recensione, per la serietà con cui narri del progetto e di tutti coloro ne hanno fatto parte... non immagini quanto sia gratificante per un musicista come me leggere "recensioni" di questo tipo dove risulta evidente l' attenzione all'ascolto di chi scrive... la ricerca di un' analisi profonda di ciò che si sta trattando... Grazie quindi e, ripeto, non per aver parlato bene del disco, ma per la passione e il tempo che hai voluto dedicare a me e Claudio. marok
lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o
Progetto interessante non ne ero ovviamente minimamente a conoscenza, grandi nomi, bella recensione. Poi pare ti abbia riempito di lodi un tizio che per hobby suonava il basso nei migliori Liftiba, nei CCCP, nei CSI per dire i più famosi Hopeless io fossi in te comincerei a montarmi la testa :-D Copio-incollo la ola che i vips su debaser sono rari eh. lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o
Sto ascoltando da giorni . Trovo che, non solo metaforicamente, l'opera d'arte sia collocata di fatto oltre il Bardo, ovvero molto in alto, quasi al 7° Cielo. Ho iniziato ad assaporarlo in ordine sparso, poi l'ascolto dell'Intero. Poi ancora random, secondo gli affetti. L'avevo in giacenza, una scintilla ha acceso la miccia ed è iniziato l'ascolto. La recensione è davvero bella e faccio i complimenti a HOPELESS che parimenti ringrazio dell'assist all'ascolto. Ho sempre seguito molto i testi nella musica poichè la fusione delle due arti crea trance e permette di vedere oltre la propria nebbia. Questo lavoro parla molto all'ascoltatore, al compagno di viaggio di queste lande terrestri. L'atmosfera è spesso cupa, i suoni l'accompagnano, le parole soffrono. Tuttavia si aprono sovente porte-spiragli, non si è solo prigionieri di questa dimensione o dei suoi voli pindarici, seppur psichedelici. Le aperture temporali sono dolorose ma hanno il pregio di esser foriere di strade percorribili, sostenute da conoscenze ormai implicative di "tanti" di noi. Allora ci troviamo a maneggiare psichedelia di ultimissima generazione che ha fatto tesoro delle scoperte scientifiche di cui, a suo tempo, "Il Tao della Fisica" ha fatto da precursore o da amplificatore, a seconda del fruitore. "Finalmente sereno"canta al mondo Claudio. In un momento di armonia apicale in "Una Corsa". Occorre uscire da quel passato che sotto tanti punti di vista "ci ha devastato". Quel passato che aihmè perdura nel presente dei nostri giorni. Ma le migrazioni verso le maturazioni, i passaggi, le scoperte, la memoria, le retrouveilles, ci sorprenderanno, sembra sottendere Claudio. E a conferma, la magnifica voce astrofisica che conclude il lavoro. Stelle-umani che cooperano, che scaldano, che fondono, che donano, che illuminano, che regalano. Una storia di amicizia, d'interconnessione stellare, presumo multiuniversale, che si ripete e si ripeterà e di cui ognuno qua, avrà chiara l'esistenza e la dinamica, una volta lasciati i veli e ristabilita la memoria del "Nulla (mai) è andato perso". Credo si chiami consapevolezza, tout court. - Vdb23, una sorta di caos creativo da cui tutto si forma. Riconosco chitarre di "Viaggio". Semplici, umane, rassicuranti. Ma non è più l'industria degli anni '60 e '70 nel frattempo tutto s'è stratificato e ammassato per miliardi di tonnellate anche gli "espliciti inganni e le reiterate gelosie". Ecco allora che questa song cresce nel suono cupo e industriale, con una voce narrante e cantante che conosciamo e che ha fatto tutta l'esperienza. E sta qui consapevolmente e lucidamente scrivendo pagine da Grande Vivo. La psichedelia è un mood, uno stato emotivo, qui invece siamo nel sentimento profondissimo, stellare e di baratro, Realtà nella sua profonda essenza. "Chi uccise" davvero "..le fate? le nostre foreste e i mobili di legno?" S'intuisce fin dall'inizio che quest'opera non reca nessun epitaffio, ma provoca l'auspicabile auto-ricerca, senza soluzione di continuità. - Torna con me, metafora scontata in balia del vento, un'altalena di comprensione fra un essere umano e l'Immanente su un tappeto di musica incalzante, scritta per quelle parole per quella mission- impossible, RITROVARLA ..."mi spieghi come si accende la LUCE quando manca tutto e si muore nel respiro di maledetto fumo? esalazioni tossiche, i corsi dell'acqua, le sorgenti in bottiglia si possono trovare solo al MERCATO, i nostri fallimenti umani..sono al buio, sono in cielo, e gli ultimi respiri notte fonda.. sono in lista d'attesa, è finita mentre gira la ruota... e soprattutto non basta, non bastava e non potrà bastare a recuperare la capacità di scegliere qualcosa che mi porti avanti ... TORNA CON ME! Sono stanco di procedere a tentoni. Torna con me, LUCE TORNA. La speranza di un uomo, di ogni essere umano, dell'umanità. Ritornare alla LUCE, alla consapevolezza della LUCE. - Nulla
segue: - Nulla è andato perso, i suoni progressive-industriali e le devices a ricamare, ed evocare cupezza che cela comprensibilmente qualcosa. Si cerca in fabbrica...Si saldano grossi pezzi d'acciao, scintille fordiste in clima da brivido, quasi orwelliano... se non fosse per quel qualcosa che poi s'accende... la sua voce... partita e restata... come Rigel si donerà... e il suo "come stare al sicuro davanti ad un FARO.." fa sempre rima con la LUCE, e rimemora certi trasversali e inter-artistici centri di "gravità permanente" che nel frattempo sono cresciuti, e ora vanno oltre il fatto di non far "mai cambiare idea sulle cose sulla gente" e virano decisamente sull': "Indicatore certo di Propinquità.. di vie di minore resistenza, senza sbagli perdonati, senza indugi scontati, senza maldicenze..come in tempi di esseri mutanti, senza istanti ritrovati, perchè ...NULLA E' ANDATO PERSO". Una consapevolezza in costruzione, ecco la "fabbrica" reale, e il risultato della sua macchinosa produzione, quel titolo-messaggio che deve o può uscire, la fuori. - Rinascere Hugs suite. Fino a quando era su fb ho intrattenuto diverse volte, insieme a molti altri utenti, interessanti discussioni o meglio, chiaccherate multiple, con Claudio Rocchi, e come molti sanno, alla fine concludeva spesso con un simpatico: "Hugs!" Riconosco nel titolo di questa song-viaggio la sua firma, e penso di intuirne il senso complessivo. "Abbiamo tanti pareri, quanti sono le sfaccettature del diamante, io dico la mia, abbracci a ognuno!" S'inizia il trip, ambedue mistico e iperealista, su un tappeto musicale cosmic & progressive cupo, con voce (voci) narranti che fanno "a pezzi il tempo per trovati.. sfidando la disciplina delle cose", ma l'atmosfera cambia e rientra in gioco la celestialità della musica, e della voce femminile (Cristina Donà) che in questo suo primo intervento ricorda da vicino quella di Donatella Bardi (a proposito..VdB23, la Via del Bardo riguarda anche lei?) nei primi magici lavori di Claudio. Canta di vita, di canti di Larici (proprio su, sulla collina dietro casa mia) in autunno.."Rinasce chi sa tornare, rinasce chi sa cadere, rinasce chi sa morire, rinasce chi sa cambiare colore". Ritrovo la potenza del messaggio, ma è solo un picco-plateau seppur alto della suite. Arriva Claudio-Vox: "..non ci sono calendari che tengano il tempo in prigione, nè spazi ampi abbastanza per dividere la gente. La sostanza delle cose corrisponde alla sua forma nell'essenza dei giorni, come il nome dovrebbe essere il suono più vero, per spiegarci perchè continuare assatanati a sbraitarci addosso sofferenze, differenze, insulti e frustrazioni. PERCHE' NON RIVELARE LE ASSONANZE? Perchè scegliere i brividi, le sfuocature, la vaghezza? Quando possiamo al caldo mettere a fuoco il punto, con certezza. Ci sono state battaglie e guerre nella storia di questo mondo e in tutte le galassie. Sempre per orgoglio, desiderio di potere, e voglia di comandare, avidità, lussuria, mancanza di rispetto, mediocre intelligenza, istinti bassi." E poi arriva la "Voce del Padrone". Franco Battiato conferisce fermezza e rigore a... tutto il "discorso", rafforzandolo. Esordisce con un eloquente: "Rinascere..." Ma è Cristina Donà che riporta il focus al centro, sul crinale dell'uscita dal giro della metempsicosi: "Gira la vita che cerca, gira la vita che crea, nessun arrivo, nessuna partenza, liberi nel cerchio della vita". Allora interviene Piero Pelù e ci dice che "si può solo morire per rinascere poi". S'ascolta il bel piano suite di Alessandra Celletti che accompagna il nuovo passaggio vocale di Battiato. Arriva la corsa. Fra la vita e la morte. La voce è quella giusta, quella di Emidio Clementi, anzi è perfetta. La prima volta che ho ascoltato "Rinascere..." c'era il sole d'inverno, basso e abbagliante. Quella voce, il sole, i pini dell'Aurelia.. m'hanno fatto scendere lacrime guardando per un attimo anch'io "i miei dischi, le mie corde, i vestiti stesi ad asciugare, la mia stanza, la
(segue), la mia impronta sul cuscino...Amica infermiera, ascolta, lo senti anche tu fuori dal finestrino, quest'odore di pini, di mare, di copertoni bruciati, di catrame. Ma adesso corri, amica, adesso corri, che il sangue, il cuore non aspetta. Corri, amica, corri.." Iper-struggente. Senza parole. Solo vista annebbiata, l'ultimo giorno dell'anno, sulla statale 54 che dalla Slovenia scende a Udine. E l'opera imperversa e continua a stravolgere le mie senzazioni: "..Corri, e ti prego, non smettere di parlare della casa al mare, degli infissi da stuccare, dei bambini da allevare, di come corre il tempo, segna e scappa via, più veloce di questa ambulanza, santa pace mia.." La vita, questa vita, questa incarnazione, quanto pesa, quanto c'è attaccata, quanto amiamo... corri... " che il sangue, il cuore non aspetta". Abbraccio mio figlio con calore. Gli affetti sono di questa incarnazione e sono veri e vivi. Questa incarnazione. L'eco me lo porto appresso e non accenna a smettere. Buon segno. ;) - La Melodie de Terrence, dopo il viaggio "Oltre" con "Rinascere..." ci si estrania, o si centra ancor più il bersaglio, dipende dal proprio sentire con tutti i sensi. S'inizia con l'intro basso-solo di Maroccolo, delicato, poi accompagnato, altrettanto delicatamente, per sbocciare in una sorte di piacevole melodia che dura il tempo necessario per soddisfare, e poi sfumare nel bell'assolo romantico dalla chitarra di Ghigo Renzulli, su discreto (in senso di soggiacente) tappeto elettronico. Una song-chiarore, senza parole, solo musica, per non pensare, atterrare o decollare, ma in tutta tranquillità. - Tutti gli Uomini - Tutte le Donne, già dai primi suoni ci ritroviamo nella ciminiera, in piena eruttazione industriale e poi, poco dopo, Claudio riabbraccia la voce, ma anche l'interessantissima narrazione. "Tutti gli Uomini e Tutte le Donne siamo farina dello stesso sacco". Come non dargli ragione, in questa valle di lacrime, siamo simil-polvere. Le nostre paranoie, i nostri timori, le ipocrisie di cui ci nutriamo pretendono a noi stessi di esser vere. "Credere di amare la natura andando a caccia col fucile". "Credere di essere uomini di fede andando a messa a sbadigliare". Son cose che ci dicevamo già fra di noi negli anni '70 e chissà anche quanti anni prima lo avranno fatto... Tuttavia ritrovo quello stesso linguaggio-filo conduttore. "Credere in ideali forti, ruota di scorta per ogni evento". Musica che a tratti mi ricorda angoli di quel pre-sound di "My Life in the Bush of gosths". La voce si fa straziante, la musica prende posto, tutto lo spazio, la voce è coperta, sofferta. E' gia tempo del brano seguente. - LD7M (Les Dernierès Sept Minutes de mon Pere), esraj e sitar (Beppe Brotto) tessono generosamente tutto il brano, è un'atmosfera che sin dall'inizio ha qualcosa da dire, qualcosa da dare, qualcosa da offrire... Un'altra monumentale perla da raccontare. Quei 7 minuti che chiudono e aprono un'esistenza. Qui o altrove. Quasi un count-down poetico. Struggente. Eppure così reale. Così intimo. Che riguarda ognuno. "Domani devo ricordarmi di ricordare" E incomincia la fase di rapido avvicinamento al punto di non ritorno, del passaggio, del bardo in essere... Scandito dal numero dei minuti rimasti. Fino a che... il "corpo va lasciato" perchè: "non ci abito comodo, ho voglia di uscire, di lasciarmi andare finalmente alla natura dell'anima, leggera, non costretto nella mia direzione." E intravede dalla sua capsula temporale: "una coppia di amanti che mi attrae: mi crederanno un bambino". Riprenderà verosmilmente il ciclo delle reincarnazioni da qualche parte. Ma su tutto: "questo presente è vivo". E' tutto un viaggio. E' tutto vivo. E' tutto reale. Quello che chiamiamo psichedelia è forse solo ciò che non comprendiamo appieno, la Realtà nella sua profonda Essenza. Eppure come nome, va bene così. Da "Dark Star" a "Tamalpais High (At About 3)" in qua. E ancor prima, i suonatori.. come la cannuccia di avena suonata da Titiro delle bucoliche. O
(segue) O le percussioni siberiane di uomini-cervi muschiati e tamburi. Il suono e la parola creano. Un bel suono chiude "Les Dernieres.." e apre agli anni prossimi, nella Corsa. - Una Corsa, attacca con una prima parte trasognante quasi la continuazione biologico-musicale della genesi della precedente song, poi attiva il canto sempre distorto, a cui occorre tendere per bene l'orecchio per carpirne il contenuto. Si cambia ritmo nel seguito, la voce diventa più presente. "Lo spazio e il tempo talmente dilatati fuori dalla prigione che li ha mascherati, come impossibili, impraticabili". In un andirivieni di voce/i più distorte, dilatate e la voce si fa più forte, vicina, udibile: "Trovare il filo della storia dei secoli, andare in fondo ai tempi come sono stati. Lasciarsi scivolare.. plasmare.. ricucire degli strappi.. risorse ultraterrene, riprendersi le ali, la telepatia, la sensibilità e le dimensioni multiple, kaleidoscopiche, prismatiche. Essere coscienti, semplicemente di essere..eterni, illimitati, nelle pieghe di un dettaglio, anime di LUCE, splendenti, scintillanti, immanenti, curiosamente ardenti, intraprendenti". Suoni di parole nelle spiraleggianti musiche dell'andirivieni elettronico. Tutto "perso", sommerso, sei dentro anche tu."Finalmente sereno". Canta al mondo Claudio allora, e ora dall'aldilà. In un momento di armonia apicale, è lui. Occorre uscire da quel "passato" che sotto tanti punti di vista "ci ha devastato". E occorre farlo da adesso, se la scintilla ha acceso la miccia laddove serve. Fulvio at Renzi e il suo violino. "Finalmente SERENO" urla ancora Claudio-VOX. Ancora oceani di meticciaggio, fra flauti-violino-elettronica-voce.. con onde che ti dondolano, vedi il tuo corpo all'ascolto, sui calmi flutti. "Facciamo una nuotata, un tuffo, un voolooo... una corsa, una corsa con le gambe ritrovate, "Una Corsa". Così, accompagnati nell'esperienza, nella sua fase avanzata, ci facciamo cullare da Alessandra Celletti al pianoforte karmico e in seguito insieme, dal violino di Fulvio at Renzi. Armonie che sciolgono le nevi, fondono i cuori, regalano centrati attimi di extra-vita. Grazie. - Rigel & Vdb23, esraj intesse trame delicate che mi fanno ricordare per sensazioni: "Have seen the stars tonite"; Maroccolo-Vdb23 è la nebulosa, "da li nascono le stelle", la magistrale composizione/esecuzione/produzione delle musiche di questo lavoro illuminato, da Alcyone: una stella delle Pleiadi, "stelle bambine, solo 100 milioni di anni..di una fantastica luce blu", ma non è solo. Li vicino c'è Claudio-Rigel, "nella costellazione di Orione. Rigel è una super-gigante azzurra, una stella speciale come tutte le super-giganti..che dispensano con estrema generosità luce e calore a chi sta loro accanto, vivono dando tutti agli altri"... "Rigel, Vdb23 una storia che in fondo è appena cominciata". Così conclude la voce elfica-astrofisica narrante di Fabio Peri. Avevamo questa sensazione, "Vdb23-Nulla è andato perso" si colloca oltre il Bardo, è in marcia oltre lo stato intermedio, aspira comunque ad essere "molto in alto", quasi al 7° Cielo. GRAZIE per quest'opera d'arte. L'Unità sia Noi, sempre; "Hugs".
Paginone. Sapevo del disco (ma non di tutti i retroscena che hai accuratamente raccontato) però non l'ho ascoltato per semplice disinteresse. Lo sto recuperando in questo momento. ACAU non era male, anche se forse il semplice fatto a ogni canzone prevedesse una diversa partnership e collaborazione, lo rendeva forse poco omogeneo. Vedremo. Grazie per la segnalazione. Nel mare recensoreo di debaser difficilmente vado a ripescare vecchie pagine.
A me è piaciuto anche ACAU (dovrebbe uscire la versione strumentale, e li mi diverto), i pezzi con Godano, Battiato, Pelù e pure quellì con Lorenzo e Raiz mi piacciono parecchio. Una specie di mantra elettronico che ascolto sempre con piacere. Ma questo qui è veramente di un altro pianeta per me, album della vita per loro, ma anche per me, nonostante sia uscito da poco. Maroccolo per me è il bassista/musicista definitivo nella peninsula, sono sempre cazzotti nello stomaco i 6000 watt di basso e kick-drum che libera. Hula.
Mi ero perso questo tuo passaggio, Hope, scusa se ti rispondo solo ora (ieri ho ricevuto trentamila notifiche grazie al casino fatto sulla recensione di Wish You Were Here!). Lo dovrei riprendere come disco, ma devo dire che in questo momento non ho molto voglia. Chiaramente mi dedicai particolarmente al brano con Fiumani, che è sempre stato un mio punto di riferimento. Ma questa versione strumentale, di che si tratta? Nuove registrazioni o comunque modifiche alle tracce pre-esistenti, remix e simili, o praticamente sono le stesse tracce 'svuotate' semplicemente dalle parti vocali?
L'anno scorso girò per un po' l'annuncio di questa versione strumentale soto, non so dirti di più... Credo semplicemente strumentali senza parti vocali, ma il disco dovrebbe essere esattamente quello del 2004.
Recensione dettagliatissima e centratissima. Disco da me scoperto in ritardo, grazie ad un amico che ha lavorato e lavora tuttora con Marok per il progetto NEAP live ed altri progetti (l'ippopotamo bianco), contiene la vita in tutte le sue forme, testi di una profondità sconcertante grazie anche alla poetessa Monica Matticoli che non ho visto citata ma che è responsabile di almeno parte di quel Capolavoro che è "Rinascere Hugs Suite", nata come Rinascere e poi aggiunta di quell'Hugs come omaggio a Rocchi, che era solito terminare la sua epistolarità con gli amici di facebook con "hugs to you all". Se ci si sofferma sulle parole, non è di facile ascolto. Ma come si fa a non soffermarsi su parole come "ho fatto a pezzi il tempo per trovarti, sfidando la disciplina delle cose", oppure "rinasce chi sà tornare, rinasce chi sà cadere, rinasce chi sà morire, rinasce chi sà cambiare colore come fanno i larici d'autunno" o ancora "Rinasco ogni volta che mi va e se non mi va non me ne dolgo, mi dolgo se non so rinascere quando mi sembra inevitabile, la necessità di allontanarmi in fretta dalla melma della conformità". Non si può, ma se ne esce migliori. Peccato solo che davvero, non sia un disco per tutti. La sua complessità ne impedirà l'ascolto ai più.
E' vero, quella parte è scritta dalla Matticoli. Un album eccezionale a cui sono legato intimamente. Comunque ho scritto pure della versione live "Nulla E' Andato Perso". Se ti va la trovi tra le mie recensioni. Grazie stefaudio. Hugs.
Beh, ti ringrazio Almotasim. Mi lusinghi. Posso solo consigliarti di ascoltare l'album se non lo conosci già. Su YouTube c'è la playlist completa. Grazie ancora nickname di Borges. Hula.
Ti ringrazio Asterics. Credo che album di una bellezza tale aiutino a tirare fuori il meglio da chi cerca di parlarne, per me è uno di quei dischi il cui ascolto attento riesce a sollevare anche da giornate di per sé anonime. Comunque se ti è piaciuto dai un ascolto anche alla serie ALONE di Marok. Grazie ancora, firmato Homeless.
Caro H. di Alone ho i primi due volumi, comprati in vinile alla Contempo a Firenze qualche mese fa, ascolterò anche gli altri. Il primo soprattutto è magnifico, indescrivibile.
Sì, i quattro volumi li ho acquistati anche io dalla Contempo, per corrispondenza, dal vivo lì ci comprai il vinile di ACAU. Negozio storico che visito sempre quando sono in città.
Dimenticavo, il mio preferito è il Vol. 2, "Aditus" e la cover di "The Abyss" di Chelsea Wolfe gran belle prove. Devo ascoltare ancora per bene Mephisto Ballad, ma da un primo ascolto completo le impressioni sono buone.
Flo
23 nov 15iside
23 nov 15spiritello_s
23 nov 15SilasLang
23 nov 15Stanlio
23 nov 15silenzio dopo la morte,
la vita è puro rumore tra due insondabili silenzi.
Isabel Allende, "Paula"
HOPELESS
27 dic 15tia
23 nov 15giannimaroccolo
24 nov 15Buzzin' Fly
24 nov 15Buzzin' Fly
24 nov 15iside
24 nov 15tia
24 nov 15iside
24 nov 15hjhhjij
24 nov 15lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o lol lol lol o o o
Dandelion
9 gen 16Ho iniziato ad assaporarlo in ordine sparso, poi l'ascolto dell'Intero. Poi ancora random, secondo gli affetti. L'avevo in giacenza, una scintilla ha acceso la miccia ed è iniziato l'ascolto. La recensione è davvero bella e faccio i complimenti a HOPELESS che parimenti ringrazio dell'assist all'ascolto.
Ho sempre seguito molto i testi nella musica poichè la fusione delle due arti crea trance e permette di vedere oltre la propria nebbia. Questo lavoro parla molto all'ascoltatore, al compagno di viaggio di queste lande terrestri. L'atmosfera è spesso cupa, i suoni l'accompagnano, le parole soffrono. Tuttavia si aprono sovente porte-spiragli, non si è solo prigionieri di questa dimensione o dei suoi voli pindarici, seppur psichedelici. Le aperture temporali sono dolorose ma hanno il pregio di esser foriere di strade percorribili, sostenute da conoscenze ormai implicative di "tanti" di noi. Allora ci troviamo a maneggiare psichedelia di ultimissima generazione che ha fatto tesoro delle scoperte scientifiche di cui, a suo tempo, "Il Tao della Fisica" ha fatto da precursore o da amplificatore, a seconda del fruitore. "Finalmente sereno"canta al mondo Claudio. In un momento di armonia apicale in "Una Corsa". Occorre uscire da quel passato che sotto tanti punti di vista "ci ha devastato". Quel passato che aihmè perdura nel presente dei nostri giorni. Ma le migrazioni verso le maturazioni, i passaggi, le scoperte, la memoria, le retrouveilles, ci sorprenderanno, sembra sottendere Claudio. E a conferma, la magnifica voce astrofisica che conclude il lavoro. Stelle-umani che cooperano, che scaldano, che fondono, che donano, che illuminano, che regalano. Una storia di amicizia, d'interconnessione stellare, presumo multiuniversale, che si ripete e si ripeterà e di cui ognuno qua, avrà chiara l'esistenza e la dinamica, una volta lasciati i veli e ristabilita la memoria del "Nulla (mai) è andato perso". Credo si chiami consapevolezza, tout court.
- Vdb23, una sorta di caos creativo da cui tutto si forma. Riconosco chitarre di "Viaggio". Semplici, umane, rassicuranti. Ma non è più l'industria degli anni '60 e '70 nel frattempo tutto s'è stratificato e ammassato per miliardi di tonnellate anche gli "espliciti inganni e le reiterate gelosie". Ecco allora che questa song cresce nel suono cupo e industriale, con una voce narrante e cantante che conosciamo e che ha fatto tutta l'esperienza. E sta qui consapevolmente e lucidamente scrivendo pagine da Grande Vivo. La psichedelia è un mood, uno stato emotivo, qui invece siamo nel sentimento profondissimo, stellare e di baratro, Realtà nella sua profonda essenza. "Chi uccise" davvero "..le fate? le nostre foreste e i mobili di legno?" S'intuisce fin dall'inizio che quest'opera non reca nessun epitaffio, ma provoca l'auspicabile auto-ricerca, senza soluzione di continuità.
- Torna con me, metafora scontata in balia del vento, un'altalena di comprensione fra un essere umano e l'Immanente su un tappeto di musica incalzante, scritta per quelle parole per quella mission- impossible, RITROVARLA ..."mi spieghi come si accende la LUCE quando manca tutto e si muore nel respiro di maledetto fumo? esalazioni tossiche, i corsi dell'acqua, le sorgenti in bottiglia si possono trovare solo al MERCATO, i nostri fallimenti umani..sono al buio, sono in cielo, e gli ultimi respiri notte fonda.. sono in lista d'attesa, è finita mentre gira la ruota... e soprattutto non basta, non bastava e non potrà bastare a recuperare la capacità di scegliere qualcosa che mi porti avanti ... TORNA CON ME! Sono stanco di procedere a tentoni. Torna con me, LUCE TORNA. La speranza di un uomo, di ogni essere umano, dell'umanità. Ritornare alla LUCE, alla consapevolezza della LUCE.
- Nulla
Dandelion
9 gen 16- Nulla è andato perso, i suoni progressive-industriali e le devices a ricamare, ed evocare cupezza che cela comprensibilmente qualcosa. Si cerca in fabbrica...Si saldano grossi pezzi d'acciao, scintille fordiste in clima da brivido, quasi orwelliano... se non fosse per quel qualcosa che poi s'accende... la sua voce... partita e restata... come Rigel si donerà... e il suo "come stare al sicuro davanti ad un FARO.." fa sempre rima con la LUCE, e rimemora certi trasversali e inter-artistici centri di "gravità permanente" che nel frattempo sono cresciuti, e ora vanno oltre il fatto di non far "mai cambiare idea sulle cose sulla gente" e virano decisamente sull': "Indicatore certo di Propinquità.. di vie di minore resistenza, senza sbagli perdonati, senza indugi scontati, senza maldicenze..come in tempi di esseri mutanti, senza istanti ritrovati, perchè ...NULLA E' ANDATO PERSO". Una consapevolezza in costruzione, ecco la "fabbrica" reale, e il risultato della sua macchinosa produzione, quel titolo-messaggio che deve o può uscire, la fuori.
- Rinascere Hugs suite. Fino a quando era su fb ho intrattenuto diverse volte, insieme a molti altri utenti, interessanti discussioni o meglio, chiaccherate multiple, con Claudio Rocchi, e come molti sanno, alla fine concludeva spesso con un simpatico: "Hugs!" Riconosco nel titolo di questa song-viaggio la sua firma, e penso di intuirne il senso complessivo. "Abbiamo tanti pareri, quanti sono le sfaccettature del diamante, io dico la mia, abbracci a ognuno!" S'inizia il trip, ambedue mistico e iperealista, su un tappeto musicale cosmic & progressive cupo, con voce (voci) narranti che fanno "a pezzi il tempo per trovati.. sfidando la disciplina delle cose", ma l'atmosfera cambia e rientra in gioco la celestialità della musica, e della voce femminile (Cristina Donà) che in questo suo primo intervento ricorda da vicino quella di Donatella Bardi (a proposito..VdB23, la Via del Bardo riguarda anche lei?) nei primi magici lavori di Claudio. Canta di vita, di canti di Larici (proprio su, sulla collina dietro casa mia) in autunno.."Rinasce chi sa tornare, rinasce chi sa cadere, rinasce chi sa morire, rinasce chi sa cambiare colore". Ritrovo la potenza del messaggio, ma è solo un picco-plateau seppur alto della suite. Arriva Claudio-Vox: "..non ci sono calendari che tengano il tempo in prigione, nè spazi ampi abbastanza per dividere la gente. La sostanza delle cose corrisponde alla sua forma nell'essenza dei giorni, come il nome dovrebbe essere il suono più vero, per spiegarci perchè continuare assatanati a sbraitarci addosso sofferenze, differenze, insulti e frustrazioni. PERCHE' NON RIVELARE LE ASSONANZE? Perchè scegliere i brividi, le sfuocature, la vaghezza? Quando possiamo al caldo mettere a fuoco il punto, con certezza. Ci sono state battaglie e guerre nella storia di questo mondo e in tutte le galassie. Sempre per orgoglio, desiderio di potere, e voglia di comandare, avidità, lussuria, mancanza di rispetto, mediocre intelligenza, istinti bassi." E poi arriva la "Voce del Padrone". Franco Battiato conferisce fermezza e rigore a... tutto il "discorso", rafforzandolo. Esordisce con un eloquente: "Rinascere..." Ma è Cristina Donà che riporta il focus al centro, sul crinale dell'uscita dal giro della metempsicosi: "Gira la vita che cerca, gira la vita che crea, nessun arrivo, nessuna partenza, liberi nel cerchio della vita". Allora interviene Piero Pelù e ci dice che "si può solo morire per rinascere poi". S'ascolta il bel piano suite di Alessandra Celletti che accompagna il nuovo passaggio vocale di Battiato. Arriva la corsa. Fra la vita e la morte. La voce è quella giusta, quella di Emidio Clementi, anzi è perfetta. La prima volta che ho ascoltato "Rinascere..." c'era il sole d'inverno, basso e abbagliante. Quella voce, il sole, i pini dell'Aurelia.. m'hanno fatto scendere lacrime guardando per un attimo anch'io "i miei dischi, le mie corde, i vestiti stesi ad asciugare, la mia stanza, la
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9 gen 16- La Melodie de Terrence, dopo il viaggio "Oltre" con "Rinascere..." ci si estrania, o si centra ancor più il bersaglio, dipende dal proprio sentire con tutti i sensi. S'inizia con l'intro basso-solo di Maroccolo, delicato, poi accompagnato, altrettanto delicatamente, per sbocciare in una sorte di piacevole melodia che dura il tempo necessario per soddisfare, e poi sfumare nel bell'assolo romantico dalla chitarra di Ghigo Renzulli, su discreto (in senso di soggiacente) tappeto elettronico. Una song-chiarore, senza parole, solo musica, per non pensare, atterrare o decollare, ma in tutta tranquillità.
- Tutti gli Uomini - Tutte le Donne, già dai primi suoni ci ritroviamo nella ciminiera, in piena eruttazione industriale e poi, poco dopo, Claudio riabbraccia la voce, ma anche l'interessantissima narrazione. "Tutti gli Uomini e Tutte le Donne siamo farina dello stesso sacco". Come non dargli ragione, in questa valle di lacrime, siamo simil-polvere. Le nostre paranoie, i nostri timori, le ipocrisie di cui ci nutriamo pretendono a noi stessi di esser vere. "Credere di amare la natura andando a caccia col fucile". "Credere di essere uomini di fede andando a messa a sbadigliare". Son cose che ci dicevamo già fra di noi negli anni '70 e chissà anche quanti anni prima lo avranno fatto... Tuttavia ritrovo quello stesso linguaggio-filo conduttore. "Credere in ideali forti, ruota di scorta per ogni evento". Musica che a tratti mi ricorda angoli di quel pre-sound di "My Life in the Bush of gosths". La voce si fa straziante, la musica prende posto, tutto lo spazio, la voce è coperta, sofferta. E' gia tempo del brano seguente.
- LD7M (Les Dernierès Sept Minutes de mon Pere), esraj e sitar (Beppe Brotto) tessono generosamente tutto il brano, è un'atmosfera che sin dall'inizio ha qualcosa da dire, qualcosa da dare, qualcosa da offrire... Un'altra monumentale perla da raccontare. Quei 7 minuti che chiudono e aprono un'esistenza. Qui o altrove. Quasi un count-down poetico. Struggente. Eppure così reale. Così intimo. Che riguarda ognuno. "Domani devo ricordarmi di ricordare" E incomincia la fase di rapido avvicinamento al punto di non ritorno, del passaggio, del bardo in essere... Scandito dal numero dei minuti rimasti. Fino a che... il "corpo va lasciato" perchè: "non ci abito comodo, ho voglia di uscire, di lasciarmi andare finalmente alla natura dell'anima, leggera, non costretto nella mia direzione." E intravede dalla sua capsula temporale: "una coppia di amanti che mi attrae: mi crederanno un bambino". Riprenderà verosmilmente il ciclo delle reincarnazioni da qualche parte. Ma su tutto: "questo presente è vivo". E' tutto un viaggio. E' tutto vivo. E' tutto reale. Quello che chiamiamo psichedelia è forse solo ciò che non comprendiamo appieno, la Realtà nella sua profonda Essenza. Eppure come nome, va bene così. Da "Dark Star" a "Tamalpais High (At About 3)" in qua. E ancor prima, i suonatori.. come la cannuccia di avena suonata da Titiro delle bucoliche. O
Dandelion
9 gen 16- Una Corsa, attacca con una prima parte trasognante quasi la continuazione biologico-musicale della genesi della precedente song, poi attiva il canto sempre distorto, a cui occorre tendere per bene l'orecchio per carpirne il contenuto. Si cambia ritmo nel seguito, la voce diventa più presente. "Lo spazio e il tempo talmente dilatati fuori dalla prigione che li ha mascherati, come impossibili, impraticabili". In un andirivieni di voce/i più distorte, dilatate e la voce si fa più forte, vicina, udibile: "Trovare il filo della storia dei secoli, andare in fondo ai tempi come sono stati. Lasciarsi scivolare.. plasmare.. ricucire degli strappi.. risorse ultraterrene, riprendersi le ali, la telepatia, la sensibilità e le dimensioni multiple, kaleidoscopiche, prismatiche. Essere coscienti, semplicemente di essere..eterni, illimitati, nelle pieghe di un dettaglio, anime di LUCE, splendenti, scintillanti, immanenti, curiosamente ardenti, intraprendenti". Suoni di parole nelle spiraleggianti musiche dell'andirivieni elettronico. Tutto "perso", sommerso, sei dentro anche tu."Finalmente sereno". Canta al mondo Claudio allora, e ora dall'aldilà. In un momento di armonia apicale, è lui. Occorre uscire da quel "passato" che sotto tanti punti di vista "ci ha devastato". E occorre farlo da adesso, se la scintilla ha acceso la miccia laddove serve. Fulvio at Renzi e il suo violino. "Finalmente SERENO" urla ancora Claudio-VOX. Ancora oceani di meticciaggio, fra flauti-violino-elettronica-voce.. con onde che ti dondolano, vedi il tuo corpo all'ascolto, sui calmi flutti. "Facciamo una nuotata, un tuffo, un voolooo... una corsa, una corsa con le gambe ritrovate, "Una Corsa". Così, accompagnati nell'esperienza, nella sua fase avanzata, ci facciamo cullare da Alessandra Celletti al pianoforte karmico e in seguito insieme, dal violino di Fulvio at Renzi. Armonie che sciolgono le nevi, fondono i cuori, regalano centrati attimi di extra-vita. Grazie.
- Rigel & Vdb23, esraj intesse trame delicate che mi fanno ricordare per sensazioni: "Have seen the stars tonite"; Maroccolo-Vdb23 è la nebulosa, "da li nascono le stelle", la magistrale composizione/esecuzione/produzione delle musiche di questo lavoro illuminato, da Alcyone: una stella delle Pleiadi, "stelle bambine, solo 100 milioni di anni..di una fantastica luce blu", ma non è solo. Li vicino c'è Claudio-Rigel, "nella costellazione di Orione. Rigel è una super-gigante azzurra, una stella speciale come tutte le super-giganti..che dispensano con estrema generosità luce e calore a chi sta loro accanto, vivono dando tutti agli altri"... "Rigel, Vdb23 una storia che in fondo è appena cominciata". Così conclude la voce elfica-astrofisica narrante di Fabio Peri. Avevamo questa sensazione, "Vdb23-Nulla è andato perso" si colloca oltre il Bardo, è in marcia oltre lo stato intermedio, aspira comunque ad essere "molto in alto", quasi al 7° Cielo. GRAZIE per quest'opera d'arte. L'Unità sia Noi, sempre; "Hugs".
sotomayor
29 giu 16HOPELESS
29 giu 16sotomayor
30 giu 16HOPELESS
30 giu 16lector
31 lug 16Goldfinger
8 mar 17HOPELESS
8 mar 17JonatanCoe
22 nov 17HOPELESS
24 nov 17stefaudio
31 gen 18Se ci si sofferma sulle parole, non è di facile ascolto.
Ma come si fa a non soffermarsi su parole come "ho fatto a pezzi il tempo per trovarti, sfidando la disciplina delle cose", oppure "rinasce chi sà tornare, rinasce chi sà cadere, rinasce chi sà morire, rinasce chi sà cambiare colore come fanno i larici d'autunno" o ancora "Rinasco ogni volta che mi va e se non mi va non me ne dolgo, mi dolgo se non so rinascere quando mi sembra inevitabile, la necessità di allontanarmi in fretta dalla melma della conformità".
Non si può, ma se ne esce migliori.
Peccato solo che davvero, non sia un disco per tutti. La sua complessità ne impedirà l'ascolto ai più.
HOPELESS
28 feb 18Almotasim
28 feb 18HOPELESS
28 feb 18the clash
2 gen 19iside
2 gen 19the clash
2 gen 19iside
2 gen 19HOPELESS
31 gen 19GustavoTanz
15 gen 21HOPELESS
27 gen 21asterics
28 gen 22proprio così. Sempre sublime HOPE!
HOPELESS
28 gen 22asterics
28 gen 22HOPELESS
28 gen 22HOPELESS
28 gen 22HOPELESS
28 gen 22