Immaginate di essere su una spiaggia… da soli. In piedi fermi immobili con lo sguardo rivolto all'orizzonte. Di fronte a voi l'oceano. Calmo piatto silenzioso e il vento che vi scuote i capelli e vi sibila nelle orecchie. Oceano... calmo.. piatto… nella sua vastità. E poi... un'esplosione fragorosa dagli abissi sollevando tonnellate di acqua che schizzano nel cielo! E poi un'altra un po' più in là, ancora più devastante... e poi un'altra ancora e un'altra e un'altra... e poi di nuovo il silenzio e il vento e l’oceano...
Questo è il disco dei Deftones. Atmosfere dilatate e dilanianti, pacifiche ma ossessionate dalla voce stupenda di chino moreno, e all'improvviso esplosioni di rabbia e violenza urlate risucchiate dai baratri più oscuri dell'anima. Provate a ricordare la scena finale di Zabriskie Point, quella dell'esplosione.
Questo è il disco dei Deftones. Bello bello bello. Loro sono una spanna su tutti... (vedi filone "nu-metal"). Veramente un'altra storia...
Potenza atmosfere cupe spazi ampi silenzi rotti da urla dilanianti ritmi sincopati e incalzanti che a volte pescano nell'industrial più tranquillo stile Nine Inch Nails (Lucky You). Un altro capolavoro dopo "White Pony". Non sto a fare una classifica delle canzoni più belle del disco, semplicemente ascoltatelo (possibilmente in cuffia con volume e bassi a palla!).
Ah dimenticavo! Il cd è anche interattivo e contiene filmati e fotografie del gruppo, davvero interessante! E poi ha una copertina che da sola vale il prezzo del disco!! Accattatevillo!
Il vero capolavoro di questo disco è sicuramente Deathblow.
"And God bless you all for the song you save us" canta il singer in Minerva.
Con questo nuovo disco i Deftones riescono nel non facile compito di fondere spunti musicali molto vicini ai primi Cure con una brutalità metalcore che non ha paragoni nella scena alternativa attuale.
Questo quarto CD rappresenta a tutti gli effetti la massimizzazione del concetto deftoniano di musica, là dove il teorema dell’alternanza tra pieni e vuoti trova la sua dimostrazione più esauriente.
"L'album termina con MOANA, canzone senza infamia e senza lode, che riscatta (in parte) il pessimo finale dell'album."
"'Deftones' si può considerare un buon album, ma non al livello dei tre precedenti lavori."
"L'album non riesce a reggere il confronto con il precedente centrando in parte l'obbiettivo."
"Si ha l'impressione che ci si trovi al cospetto di un album 'stanco' e con poca ispirazione da parte del gruppo."
Gore, un titolo molto forte, che lascia già presagire un il contenuto sanguinante e viscerale.
Le canzoni ti accompagnano in un viaggio fluido sfumando l’una nell’altra, un flusso continuo inarrestabile di atmosfere oniriche e tempestose.