Copertina di Linkin Park Minutes To Midnight
Gallagher87

• Voto:

Per fan di linkin park, appassionati di rock alternativo e nu-metal, critici musicali, ascoltatori in cerca di analisi approfondite
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Se si dovesse paragonare l'attesa dei fan dei Linkin Park ad un ipotetico sentiero, sarebbe un sentiero lungo chilometri, il 14/5 in Europa, l'attesa finirà, il sentiero pure e ci si troverà dinanzi ad un burrone.

"Saremo originali, basta col nu-metal,sarà un sound più rock, hip-hop, motown, new wawe e con un pizzico di pop", queste sono state le dichiarazioni ufficiali della band, rilasciate e da Chester Bennington e da Brad Delson, niente di più falso, vi spiego il perchè.

Bella l'apertura ritmica di "Wake", un sound deciso e diretto che fa da apripista a "Given Up". Sembra aver mantenuto le promesse il gruppo di Augura Hills, niente più chitarre stile nu metal, ma suoni più rockeggianti e un 'Chaz' più ruvido e carico che mai.
Oltre all'ottima performance di B.Delson e Phoenix alla chitarra e al basso, da notare che per la prima volta vi dovrebbe essere la presenza di "explicit lyrics" (uso il condizionale perchè non ho letto i testi ma le parole udite sembrano chiare), davvero un buon pezzo tonico e che lascia intendere che vi sarà una svolta nel proseguimento dell'ascolto. "Leave Out All The Rest" è una prima piccola battuta d'arresto,  pezzo lento e tranquillo,ed è troppo presto per le sdolcinatezze, siamo solo alla traccia n°3, in certi assoli vocali Chester Bennington ricorda tristemente Lee Ryan,comunque pezzo salvabile.

Davvero bella è "Bleed It Out", si risente la voce rapper della band, Mike Shinoda, più Eminem che mai, accompagnato da un'ottima base con applausi ritmati e da un ritornello killer e coinvolgente, senz'altro un pezzo da chart e a mio avviso sarà il secondo singolo dell'album. Ti starai chiedendo dov è tutto lo schifo che ho accennato prima... eccolo qui.
Orrendo è "Shadow Of The Day", il sound è un ibrido impasto di elettronica e pop, utile in casi di insonnia cronica, il rock di "Given Up" è più lontano che mai, davvero troppo sentimentalismo.
Dopo la conosciutissima "What I've Done", andiamo a messa con "Hands Held High", ritornello da chiesa (sembra udire un amen!) e uno Shinoda tristemente irriconoscibile, che tocca il fondo quando cerca di cantare, in "In Between", ricordando A.Kiedis dei RHCP in "Raod Trippin", peccato che è un rapper e non un cantante di ruolo.

Così, dopo la superpop "In Pieces",vi descrivo quello che dovrebbe essere il pezzo più bello della loro carriera secondo il parere di Chester Bennington:"The Little Things You Give Away"; oltre 6 minuti di pesantezza e paranoia, i pezzi lenti non sono per loro, insomma una conclusione tragica di un album mediocre.

Conclusioni:

- Smentisco le dichiarazioni sopracitate del gruppo riguardo il sound "diverso", non c'è ombra di hip-hop tranne in qualche piccolo sprazzo, il sound rockeggiante è presente in 2/12 dell'album e via dicendo.

- Da notare come i pezzi diciamo "più forti" (più forti!) siano piazzati in posizioni strategiche (2-4-6-8), per spezzare il ritmo in modo costante onde evitare un eccessivo smarrimento da parte di chi ascolta.

- Analizzando l'intero lavoro "What I've Done" sembra un corpo estraneo all'album, perchè se prima dell'uscita raffigurava un pò la svolta del sound, dopo un ripetuto ascolto del Cd sembra solo un allacciamento tra il vecchio e il nuovo stile, insomma sa molto più di falso.

- Delusione titanica "The Little Things You Give Away", Chester fa quello che la deve dire lunga, al di fuori di qualche timidissimo assolo di chitarre, il resto è sonnifero.

- Se si sperava in un Chester rock alla Cornell, accontentiamoci di un Bennington un pò E.Iglesias, un pò T.Ferro.

- DJ Hahn e Mike Shinoda non pervenuti.

- Note positive? Al massimo la copertina dell'album, di un bianco/nero che si adatta a tutti gli arredamenti.

Se si parlasse di una band di sconosciuti poteva scapparci anche il 3/5,  ma essendo un cd maturato dopo 2 anni e ripeto 2 anni di lavoro con l'appoggio di un certo Rick Rubin,il 2/5 è molto più che giusto.

Aspettiamo impazienti la rivincita dell'ex superband della California, o un ulteriore, tragico, crollo totale.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione di Minutes To Midnight di Linkin Park evidenzia una delusione causata dalla mancata innovazione promessa dalla band. Solo poche tracce mantengono un sound rock convincente, mentre molte risultano lente o troppo pop. La performance degli artisti e la produzione non riescono a risollevare un album giudicato nel complesso mediocre. Si attende un ritorno di forma dalla band.

Tracce testi video

03   Leave Out All the Rest (03:29)

Leggi il testo

05   Shadow of the Day (04:50)

Leggi il testo

06   What I've Done (03:26)

07   Hands Held High (03:53)

09   Valentine's Day (03:17)

10   In Between (03:17)

12   The Little Things Give You Away (06:23)

13   What I've Done (Live) (03:30)

Linkin Park

Band statunitense nata ad Agoura Hills, California, nota per aver portato il nu metal al successo globale. Con una formazione iniziale che includeva due voci (Chester Bennington, Mike Shinoda), si è distinta per l'uso di chitarre, rap, elettronica e testi introspettivi. Dopo la morte di Bennington nel 2017, ha affrontato una fase di silenzio seguita da una rinascita con una nuova vocalist.
62 Recensioni

Altre recensioni

Di  prince22

 "I Linkin Park si sono addolciti, ma mantengono la propria creatività."

 "Il gruppo ha avuto il coraggio di cambiare stile e proporre qualcosa di nuovo."


Di  ascensions86

 Il problema che ne deriva è la mancanza di un’identità precisa per il disco, di un quadro generale che racchiude le singole canzoni.

 Minutes to Midnight è un album sicuramente di buon livello, anche se dopo un’attesa di quattro anni era lecito aspettarsi qualcosa in più.


Di  P@ne

 "Un album che cambierà per sempre l'universo Linkin Park."

 "Il valore di questa band rimane e rimarrà per sempre invariato."


Di  Mariano90

 È come se una mano mi desse uno schiaffo talmente forte sull’orecchio da farmi liquefare i timpani e tutto l’apparato uditivo.

 Manca l’elemento essenziale che li aveva contraddistinto: il ROCK.


Di  wish

 Patetica poi la band a definire questo "il miglior concerto in uno studio Apple della loro carriera".

 Un vero insulto alle mie orecchie.


Minutes to Midnight ha 7 recensioni su DeBaser.
Puoi scopri tutti i dettaglio nella pagina dell'opera.