In un periodo, quello degli anni '70, in cui la musica rock, soprattutto quella inglese, proponeva autori seriosi e gruppi che volevano dare al loro pubblico una musica spaziale e fantastica, i vari Genesis e Yes, a Manchester nel 1970 si formano i 10cc che saranno autori di un pop ironico e da classifica per tutto il decennio.
La formazione inizialmente era composta da Kevin Godley (batteria), Lol Creme (chitarra), Eric Stewart (chitarra e voce solista) e un bizzarro e talentuoso autore di buble-gum music, nonchè polistrumentista, Graham Gouldman. Nel 1977 però il gruppo perde Creme e Godley che avviano una fortunata collaborazione che porta alla produzione di dischi di musica sperimentale e negli anni '80 diventano autori di video, i più famosi li realizzano per i Duran Duran; i due rimasti non si scoraggiano e assunto un nuovo batterista realizzano quello che il loro lavoro migliore, "Deceptive Bends" è infatti la summa della loro arte, non avendo uno stile preciso i 10cc costruiscono le loro canzoni citando i gruppi più disparati, Beach Boys e Beatles su tutti, e si cimentano in collage caleidoscopici in cui fondono reggae con rock, il jazz, il prog, il pop più genuino e molto altro. Alla fine questo enorme minestrone è portato ad un compimento sorprendente, infatti nonostane Stewart e Gouldman amino particolarmente le sovraincisioni e perdano molto tempo in arrangiamenti complessissimi (quelli delle voci soprattutto), l'album regge benissimo e dimostra il loro particolarissimo talento nel costruire canzoni bizzarre ma veramente riuscite.
Si parte con "Good Morning Judge", un brano che parla di un delinquentello assiduo frequentatore delle aule dei tribunali, la musica è immediata, un rock grezzo nella parte della chitarra, il basso di Gouldman regge il tutto perfettamene, curioso il video della canzone con Stewart e Gouldman impegnati a impersonare i vari personaggi dell'immaginario processo. Un'altra canzone molto ironica, questa volta si parla di influenza, è "You've Got A Cold", ancora una volta un brano trascinante giocato molto sulle voci di Stewart e Gouldman, chiara e leggera la prima, bassa e pesante la seconda, tipicamente beatlesiana è "The Things We Do For Love" che rimanda al primo periodo del gruppo di Liverpool; il gruppo invece omaggia i grandi amici Paul e Linda McCartney con "People In Love", brano che sa molto di Wings, il finale è sancito dalla mini suite "Feel The Benefit Part 1, 2 & 3", il gruppo quì si cimenta in orchestrazione, suoni caraibici e tanta atmosfera prog che alla fine soddisfa appieno l'ascoltatore.
Alla fine un lavoro molto british e decisamente kitsch che rallegra e diverte, da notare la cover, anche quella nella piena tradizione ironica dei 10cc, le loro canzoni sono sì a volte banali e un po' melense ma il loro modo di porle è veramente singolare, molti altri artisti hanno cercato di copiare il loro stile non stile, i Queen per esempio, ma Stewart e Gouldman sono di ben altro spessore.