Un giorno da ricordare; magari per qualcuno e dipende pure da quale e per che motivi. Ma di certo non siamo al cospetto di una band da ricordare, anzi, facciamo il possibile per dimenticarceli in fretta, questi cinque ragazzi provenienti dalla Florida e fortunati al punto tale da aver trovato nella Victory un mentore così facoltoso da consentire loro di rilasciare il secondo lavoro sulla lunga distanza (dopo il debutto "And Their Name Was Treason" rilasciato dalla Indianola Records); un lavoro francamente deficitario.
E pensare che hanno avuto modo di ascoltare tutti i colleghi che, nel corso degli ultimi tre anni, hanno preso badilate in faccia nel tentativo di non naufragare (impresa riuscita a pochissimi) cercando di far collimare melodia e ferocia (moderata, comunque...). E così anche loro puntano dritti sulla formula dicotomica ormai nota pure ai frequentatori delle scuole per l'infanzia e alternano break pesanti e metallici ad aperture evidentemente orecchiabili e di origine emo-core (pur se è sempre nel facile ascolto che vanno a finire) e cercano addirittura di farci commuovere con "The Price We Pay", ma l'unico risultato che ottengono è quello di non andare da nessuna parte e contribuire a inflazionare il mercato discografico con l'ennesimo prodotto inutile e dispendioso.
Avanti i prossimi...!
Pugno di ferro in guantone da baseball.
Un sound tanto derivativo quanto dannatamente efficace.