"And I dream I'm an eagle
And I dream I can spread my wings
Flying high, high, I'm a bird in the sky
I'm an eagle that rides on the breeze
High, high, what a feeling to fly
Over mountains and forests and seas"
"Eagle"
"The Album" segue di un anno il fortunatissimo "Arrival" ma ha una genesi molto diversa rispetto al lavoro del '76. Si tratta infatti di un'idea iniziale di musical del duo Andersson-Ulvaeus che viene rapidamente abbandonata e alcune delle canzoni scritte vengono poi recuperate per dare il via all'ossatura di "The Album". Con questo disco il gruppo svedese dimostra ancora una volta che ha a disposizione un'immensa miniera di idee che fornisce la materia prima per confenzionare l'ennesimo gioiellino pop; la loro musica incredibilmente orecchiabile, nonostante la complessità degli arrangiamenti e le citazioni imprevedibili, s'impone al pubblico di tutto il mondo, in particolare in Europa dove l'album arriva primo nel mercato inglese con estrema facilità.
Con il brano d'apertura, "Eagle", il suono vira verso quello della West-Coast con un'anima rock granitica che definisce la potenza di una canzone libera ispirata nel testo a "Il Gabbiano Jonathan Livingston" di Richard Bach, il canto è in coppia di Frida e Agnetha, un brano molto bello con ottime parte di chitarra elettrica e qualche richiamo a Ennio Morricone. "Take A Chance On Me" è manuale del pop, ovvero come scrivere la canzone perfetta. Si parte con il canto a cappella di Frida, Agnetha e Bjorn a scandire il titolo che nella sequenza di suoni ha già una incredibile musicalità (il ruolo importante del significante, McCartney insegna), il brano poi ha nella voce di Agnetha la guida principale e muta verso una dinamica allegra e progressiva con divagazioni disco sottolineate da Frida, una canzone fresca molto frizzante. Il terzo brano in successione, "One Man, One Woman" è una ballata che tratta di problemi di coppia cantata da Frida, apertura ariosa nel refrain su cui si inserisce la Faltskog, orchestrazione sublime al servizio di una perfezione del suono che lascia senza fiato. Ma ecco che arriva una delle canzoni più interessanti del repertorio dei quattro, "The Name Of The Game" è un omaggio ai Beatles nel ritornello, la tromba acuta proprio quella di "Penny Laine" viene recuperata nel suo suono alto per fare da sfondo al canto di Agnetha, la parte melodica principale si districa tra ritmiche funk e trame di chitarra acustica e quel "too too too" finale riporta alla mente "The Long And Winding Road" dei quattro di Liverpool. "Move On" è un pezzo molto interessante, si apre con la parte parlata di Bjorn dopo un'apertura ariosa con flauti e un giro di note al piano delizioso, il mugulato di background di Frida e Agnetha crea un effetto bellissimo che poi porta alla apertura folk della canzone. Altri toni per "Hole In Your Soul", un rock'n'roll tirato cantato da Agnetha e Benny, brano vivace e trascinante. Si chiude con la ciò che rimane del vecchio musical "The Girl With The Golden Hair". "Thank You For The Music" cantata da Agnetha, con un tono che si rifà a Doris Day, è una canzone che si inserisce sulla vecchia trama del musical che vedeva protagonista una ragazza e la sua aspirazione di diventare una cantante. Frida canta "I Wonder (Departure)", canzone complessa nell'arrangiamento per orchestra, qui ci si trova di fronte ad una parte per musical vera e propria in cui il brano viene interpretato con intensità e emozione, si chiude con "I'm A Marionette", gioiellino multiforme di bellissima fattura.
"The Album" è una sorpresa continua, mostra che il gruppo stava prendendo sempre più coscienza delle proprie potenzialità e i successivi lavori confermeranno i continui progressi. Gli ABBA sono stati un grande gruppo di successo, ma sono anche tra i più coverizzati per non parlare poi dei più citati più o meno legalmente nelle composizioni altrui, meritano di essere conosciuti e ascoltati perché il loro era POP colto di pregevole fattura.