Copertina di Albert Camus Lo Straniero
Truman

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Per lettori appassionati di filosofia esistenzialista, studenti di letteratura, amanti della narrativa profonda e riflessiva
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LA RECENSIONE

"Spero che i cani non abbaieranno stanotte. Mi pare sempre di sentire il mio."

Invece hanno abbaiato, vecchio Salamano. I latrati hanno squarciato il cielo, l'hanno aperto, e dal cielo è caduto qualcosa. Non una pioggia di fuoco, non amenità bibliche. 

Sono venuti fuori ricordi. Ricordi, vecchio Salamano, ricordi. Tu ricordi? Il tuo cane malato, incrostato e con il pelo rovinato e cadente. Quello che ti è scappato. Quello con cui litigavi, perchè era una maledetta scocciatura, era a pezzi ed ancora tirava tanto il guinzaglio da farti cadere sul marciapiede. Ti è scappato.

Quello che ti teneva compagnia, unica dimostrazione del fatto che potessi essere legato a qualcuno, su questa Terra. A qualcosa.

Odi et amo. Ora puoi solo ricordare, vecchio Salamano, non solo tua moglie, ma anche il tuo cane. Senti i cani che aprono il cielo? 

Suoni che squarciano il silenzio, ecco dov'è la chiave. Rumori assordanti, rottura della piatta routine giornaliera. 

Meursault, tu sei la chiave. Il vecchio Salamano si è perso nei ricordi. Ora è solo silenzio. Tu, Meursault, sei rumore. Il rumore di quattro colpi di pistola. La pistola che ti ha liberato, come una valvola di sfogo della natura. Ti ricordi che caldo, quel giorno. Era opprimente, la natura, la società, la vita. La sentivi, sulla spiaggia, la sabbia che ti bruciava sotto i piedi, il sole che ti pesava sulle spalle, con il suo caldo volumetrico. I gabbiani che berciavano, il mare che si scontrava con la spiaggia e gli scogli, infrangendosi fragorosamente, gli occhi dell'arabo, il riflesso del coltello, luce che ti brucia gli occhi, l'immobilità ed il dinamismo, il dinamico rumore del solito meccanismo naturale che si ripete, il sudore che ti cola sulla faccia, la pistola che pesa nella tua mano, l'arabo, tu, il sole, il coltello, la pistola, gli occhi, la sabbia, gabbiani, luce, caldo pistola coltello arabo tu mare gabbiano occhio cane Salamano mamma sudore peso arabo tu arabo tu..

E sono stati solo quattro colpi, quelli che ti hanno liberato di tutto. Finalmente hai capito.

Straniero della vita e della morte. Hai capito, Meursault.

Lascia andare il cane, chi dice che quel cane sia meno di tua moglie, Salamano? Senti la sofferenza, senti i latrati dei cani.

Non sarà neanche Dio a dirti chi, o cosa sei, Meursault. Cosa importa capire qualcosa, all'alba della morte? Mancano poche ore. Poi, tu hai già capito.

Il protrarsi continuo di qualcosa che non ha senso. Il mondo è indifferente, questa è la verità. Tu, prete, non pretendere di spacciare la morte ed il perdono per privilegio. Pappone di anime e di salvezza eterna, ipocrita commerciante della "verità". Spiega tu, a Salamano, che quel cane non ha anima, quel cane che è diventato sua moglie.

Ora senti l'indifferenza del mondo.

Hai capito, Meursault. Muori pure.

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Riassunto del Bot

La recensione offre una meditazione profonda su Lo Straniero di Albert Camus, evidenziando il contrasto tra il silenzio e i rumori che squarciano l'indifferenza del mondo. Il narratore identifica Meursault come la chiave di questa rottura, segnata dai quattro colpi di pistola che simboleggiano la liberazione. Tra ricordi dolorosi e la consapevolezza dell'assurdo, emerge la verità di un'esistenza senza senso ma finalmente accettata.

Albert Camus

Albert Camus (1913–1960) è stato uno scrittore, saggista e drammaturgo francese, premio Nobel per la Letteratura nel 1957.
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Di  Truman

 Questo è un libro silenzioso. Questo è un libro di quelli che, purtroppo, vi segneranno.

 Lo straniamento di prima si trasforma in qualcosa di indefinito, dal sapore dolceamaro, nello sguardo perverso di chi ha capito il dramma e ne ride per l’impossibilità di contrastarlo.