Copertina di Alfonso Cuarón I Figli Degli Uomini - Children of Men
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Per appassionati di cinema fantascientifico, amanti della regia d'autore, spettatori interessati a tematiche distopiche e sociali
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LA RECENSIONE

Pellicola fantascientifica magistralmente diretta da Alfonso Cuarón, tratta dal romanzo omonimo di Phyllis Dorothy James. In un futuro distopico, A.D. 2027, dove il genere umano è in via d'estinzione a causa del proliferare di razzismo, guerre, violenze e assurdità che da sempre lo contraddistinguono, e soprattutto in seguito alla completa cessazione delle nascite (l'ultima risale, da quando iniziamo a prendere visione, a 18 anni prima), seguiamo la disperata fuga di un drappello di personaggi che porta con sé un fardello speciale.

Il film è contraddistinto da un'accurata scelta degli interpreti (che annovera Clive Owen, Julianne Moore, Michael Cane e Claire-Hope Hashitey, tra i principali), una regia iperrealista chirurgica e disincantata, utilizzo impeccabile di vari piano sequenza (con un tocco da giornalismo d'assalto), perfezionismo della fotografia, della luce e delle scenografie (superbe le ambientazioni che attraversano, immerse in un costante sentore di pioggia e nebbia, campagne, boschi, strade diroccate e città militarizzate in un medioevo pre apocalittico).

Due menzioni speciali vanno alla già annotata presenza di Michael Cane (che personalmente, in ogni pellicola dove appare, anche in veste di piccolo cameo, dona inesplicabilmente quel quid in più), e alla splendida colonna sonora.

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Riassunto del Bot

Il film 'I Figli Degli Uomini', diretto da Alfonso Cuarón, racconta un futuro distopico in cui l'umanità rischia l'estinzione per l'assenza di nascite. La regia iperrealista e l'uso magistrale del piano sequenza esaltano una fotografia e scenografie evocative, immerse in un'atmosfera piovosa e nebbiosa. Le interpretazioni di Clive Owen, Julianne Moore e Michael Caine aggiungono profondità a un'opera intensa e coinvolgente.

Alfonso Cuarón

Regista, sceneggiatore, produttore ed editor messicano. Ha vinto l’Oscar alla regia per Gravity (2013) e per Roma (2018), oltre all’Oscar per la fotografia di Roma.
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