andrea bianchi
le notti del terrore

()

Voto:

Gli anni 70 sono stati un'inferno per il genere horror, contando tutti quei prodotti trashosissimi italiani con zombies, assassini e troie. Ma c'è n'è uno di questi che sorpassa la linea dell'indecenza ed è uno di quei rari "capolavori" che riesce a sbagliare OGNI COSA!

Recitazione, trama, musica...tutto sbagliato!

Il film è diretto dal famoso imbianchino ed ex affiliato del ku klux klan Andrea Bianchi, il meraviglioso trucco è ad opera del vasaio Rosario Prestopino e la sceneggiatura è stata scritta dal superbo Piero Regnoli. Ma perchè soffermarsi su ciò, direte? Semplice, quando avrete completato la visione di questo capolavoro verrete colti dall'irrefrenabile desiderio di ringraziarli tutti per averci dato questa perla che l'Uganda ancora ci invidia (loro hanno questo: https://www.youtube.com/watch?v=EyfEVphpYKU).

La trama parla dell'incredibile scoperta di un archeologo in una necropoli etrusca dove accidentalmente risveglia degli zombie che, grazie a qualche strano potere magico, sono sopravissuti. Nella villa del professore arrivano alcuni amici e colleghi tra cui un Baffuto arrapato ("Sembri proprio una mignotta"), gente che fa versi strani mentre si baciano (sembrano orgasmi:-D) e bambini ambigui, come il "piccolo" Michael. No, non quello di Mary poppins, ma uno strano ragazzino che fa paura solo a guardarlo. Ma qui c'è qualcosa che non va...

mmmh, proviamo a cercare su Wikipedia...

e poi scopro che l'attore aveva 33 anni ed era affetto da nanismo...

Andrea Bianchi era più avanti di tutti, non c'è che dire...

Ma chi se ne frega, vediamo un po come sono 'sti zombies! Dunque, indossano palesemente una maschera, sono vestiti come i ricoverati nelle case di cura, vanno a 2 kilometri orari di velocità....minghia, che paura! Inoltre sfondano una cazzo di porta con un tronco d'albero, tagliano la testa alla cameriera con una mannaia dopo averle bloccato la mano lanciandole un chiodo....pura goduria artistica ragazzi!

Ma ancora peggio sono le reazioni umane di fronte a questi squallori. Cioè, se io vedo uno di questi cosi scappo subito ma il sig. Bianchi ha intuito il concetto di "Bullet time" anni prima che quei luridi copioni dei Wachowski lo rendessero mainstream con Matrix.

Un esempio lampante è quando uno dei protagonisti è braccato dagli zombies che piano piano, buoni buoni gli arrivano addosso. Scapperà?

In realtà l'uomo non può eseguire uno sforzo simile essendo braccato da 3...4... di quei cosi, anche avendo una pistola, che lui userà sapientemente per minacciare i cadaveri viventi, ma l'azione è così lenta e sagace che l'effetto è ottenuto. Geniale, no?

Oppure quando lo zombie esce dal suolo lo fa con calma.....ahhhh....una bella camomilla.....una tazza di tè....

Vabbè, dopo 4 giorni di parto finalmente esce, e già da qui possiamo citare alcuni dei dialoghi più belli mai sentiti in un film come questo. Bisogna dire che il poeta Piero Regnoli è riuscito a scrivere dei capolavori senza tempo come...ehm.....ah sì.....cazzo ce l'avevo sulla punta della lingua......boh vabbè, fatto sta che frasi come "Sembri proprio una mignotta", "è come corroso dal tempo" o "questo coso odora di morte" sono dei lampi di genio che neanche a Charlie Kaufman verrebbero in mente.

e poi ci sono le superbe musiche che vi coglieranno davvero alla sprovvista: vi aspettavate un dark ambient o un bel motivetto creepy? Ma naaaaaah, facciamo una musica fantascientifica così da far sembrare il tutto molto più vario e multigenere come piace ai puristi cinematografici!

Concludiamo in bellezza con i momenti più esileran...ehm, volevo dire profondi di tale opera:

-La trappola per orsi in una cazzo di villetta?

-Il bimbetto malefico che tocca le tette a sua madre e successivamente da zombie gliela stacca a morsi?

-La tipa che mastica con molto piacere il braccio del bimbo mentre la madre piange davanti a lui? Un meraviglioso intreccio tra il drammatico ed una commedia slapstick!

-Il baffo che ci mette una vita a scappare dagli zombie preti?

Basta, sto vomitando...

Questa DeRecensione di le notti del terrore è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/andrea-bianchi/le-notti-del-terrore/recensione

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


Commenti (Otto)

2000
Opera: | Recensione: |
no title
BËL (00)
BRÜ (00)

2000: il film completo! no title
2000: strano che non si veda. vabbè, ultimo tentativo
-https://www.debaser.it/main/Video.aspx?y=r1frgjzkj6Q
-https://www.debaser.it/main/Video.aspx?y=0eHrWpuTpwU
Danny The Kid
Opera: | Recensione: |
ti piace recensire roba di qualità sopriffina, vedo. Non che ci sia nulla di male, anzi. Tutti subiamo il fascino del grottesco e del pecoreccio, fa solo bene all'anima, il vomitare non è altro che un'autodifesa della noiosissima e sopravvalutata serietà. Dai uno ma in realtà vorresti dare 5, lo so.
BËL (00)
BRÜ (00)

Marco Orsi
Opera: | Recensione: |
Già uno che si chiama Andrea Bianchi merita il minimo dei voti.
BËL (00)
BRÜ (00)

iside
iside Divèrs
Opera: | Recensione: |
vuoi mettere con Zombie Strippers?

BËL (00)
BRÜ (00)

Lao Tze
Opera: | Recensione: |
uh, ce ne sarebbero di perle da dissotterrare, tanto per rimanere in tema..questo comunque è uno dei più brutti e comici di sempre, uno di quei casi in cui sì, tutto è sbagliato (però sbagliato nel senso che bisogna mettersi d'impegno per arrivare a certi livelli, mica si parla di una cosa brutta e basta).
BËL (00)
BRÜ (00)

kloo
Opera: | Recensione: |
proggen_ait94
Opera: | Recensione: |
wishlist, tu fanne più spesso
BËL (00)
BRÜ (00)

goldfiga
Opera: | Recensione: |
Ahahahah! Questo film è una merdata spaziale. Scommetto che l'hai scoperto anche tu con yotobi, giusto?
BËL (00)
BRÜ (00)

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi:

Il tuo voto alla recensione:
Il tuo voto all’opera: