Copertina di Angel Dust Into the Dark Past
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Per appassionati di heavy metal, fan dello speed e thrash metal anni 80, collezionisti di vinili e cd metal rari, musicisti e critici musicali.
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LA RECENSIONE

"Welcome To Hell", l'album di debutto dei Venom, ha, tra i suoi innumerevoli meriti, anche quello di aver fornito il nome a una band formatasi nel 1984 in quel di Dortmund: gli "Angel Dust" (nona traccia del disco in questione). Il primo lavoro del gruppo teutonico arriva due anni dopo, nel 1986: si tratta di "Into The Dark Past".

E'sufficiente il primo ascolto per intuire come gli Angel Dust si siano ispirati ai Venom non solo per il nome, ma anche per lo stile musicale: "Into The Dark Past", infatti, è immerso per quasi tutta la sua durata in un oceano di speed metal mosso e tumultuoso. Dopo aver letto questa frase, il primo brano, che dà il nome all'album, potrebbe risultare a tutti gli effetti una sorpresa: in poche parole, un minuto abbondante di pianoforte e coro. Ecco però che, proprio quando le voci sono al loro apice, l'introduzione sfocia nel riff della chitarra di Andreas Lohrum: ha inizio "I'll Come Back". Se in questo disco sono le chitarre ad essere spesso in grado di stupire, è però la batteria di Dirk Assmuth a svolgere un ruolo essenziale, infondendo ai brani l'equilibrio necessario. L'intero lavoro si regge sulla formula "velocità e violenza", impreziosita da alcuni tratti rallentati e piazzati a regola d'arte, creando così un disco armonioso e scorrevole, nonostante diverse canzoni superino i cinque minuti di durata.

Non vi è nulla di davvero trascendentale in quest'album, e le sorprese (come il finale in sospeso di "Gambler") scarseggiano; in compenso, abbiamo un sano speed metal suonato come si deve, con influenze dei Running Wild, degli Iron Angel e pure della NWOBHM - palese l'influsso di quest'ultima nei primi dieci secondi di "Legions Of Destruction", in cui il basso di Frank Banx la fa da padrone. La voce dura di Romme Keymer contribuisce a velocizzare ulteriormente le tracce (si ascolti ad esempio "Atomic Roar", il brano più rapido del disco), concedendosi sporadicamente a qualche urlo in falsetto. La notevole "Victims Of Madness", che si regge sul riff iniziale di tre note, e la successiva "Marching For Revenge" concludono degnamente l'opera.

Se siete amanti dello speed/thrash di stampo tedesco, è un disco che vi consiglio caldamente, coinvolgente e in grado di divertire. Purtroppo, però, il CD originale è in vendita a prezzi esorbitanti; fortunatamente, è apparso anche un bootleg. Altrimenti, se i vostri orientamenti musicali si discostano anche solo leggermente, è probabile che risulti (assai) poco entusiasmante. In ogni caso, si tratta indubbiamente di un esordio encomiabile.

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Riassunto del Bot

Into the Dark Past è il debutto degli Angel Dust, band tedesca ispirata ai Venom e alla NWOBHM. L'album offre un speed metal veloce e potente, che alterna momenti di violenza a rallentamenti ben dosati. Pur non offrendo novità trascendentali, si conferma un lavoro solido e consigliato agli amanti del genere. La voce dura e la batteria dinamica sono punti di forza, mentre il CD originale è oggi raro e costoso. Un disco coinvolgente, ideale per appassionati di speed e thrash metal tedesco.

Tracce video

01   Into the Dark Past (01:21)

02   I'll Come Back (05:00)

03   Legions of Destruction (05:22)

04   Gambler (07:33)

05   Fighters Return (05:23)

06   Atomic Roar (05:48)

07   Victims of Madness (04:01)

08   Marching for Revenge (04:37)

Angel Dust

Band tedesca formatasi nel 1984 a Dortmund. Debuttano nel 1986 con l'album Into The Dark Past, un lavoro di speed metal mosso e tumultuoso, influenzato da Venom, Running Wild, Iron Angel e dalla NWOBHM. Nella recensione vengono citati Andreas Lohrum (chitarra), Dirk Assmuth (batteria), Frank Banx (basso) e Romme Keymer (voce).
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