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Event '76

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La Musica ha valore? Se sì, in quali termini? Solamente pensata a tavolino, nel momento in cui si costruisce qualcosa in maniera definita, limpida e precisa in modo da trovare direttamente dei segni corrispondenti su un pentagramma? Oppure nell'atto dell'improvvisazione, quando si sfidano determinate strutture e logiche arrivando a qualcosa che inizialmente non era prevedibile? O entrambi le situazioni riescono ad avere una dignità intrinseca? Sono domande che probabilmente non hanno risposta, anzi non avrebbero perfino ragione di esistere.

Ognuno di noi è in grado di produrre dei rumori che, dal punto di vista fisico, sono semplicemente delle onde, la cui caratteristica è quella di un assenza di periodicità. Anche il suono più celestiale, come può essere una delle due facce di "In den Gärten Pharaos" dei Popol Vuh, è un'onda. Allora cosa distingue il sottoscritto da Florian Fricke? Entrambi siamo uomini, entrambi abbiamo capacità intellettive e produciamo delle onde; a queste condizioni potrei persino paragonarmi a lui. La differenza è nel modo e nelle motivazioni che ci spingono a produrre un suono, tutto questo mi spinge a dire che le onde prodotte da Fricke meritano ben di più delle mie. Ecco, le motivazioni. Cosa ci spinge a fare musica e cosa ci spinge a farla in una determinata maniera? Ognuno ha le sue ragioni e sono variate notevolmente fin dall'esistenza dell'essere umano, visto che gli strumenti musicali sono stati spesso narratori ed ispiratori delle vicende su questa terra. Alcuni lo fanno per accompagnare degnamente il loro vissuto, altri per celebrare un evento storico, altri ancora per sopravvivere, altri ancora per ingannare l'altro e trarne vantaggio.

Sulla musica si può ragionare filosoficamente ("La vita senza musica sarebbe un errore", ebbe a dire Nietzsche una volta), oppure si può denunciare uno stato di cose ("Siamo tutti figli delle stelle e pronipoti di sua Maestà il denaro") e si può persino costruire un modo diverso di comporre e ragionare. A questo scopo esistono le avanguardie, che esistono in tutte le arti (ad esempio la Scapigliatura, avanguardia pittorica) o che possono diffondersi in tutte le arti (come tentò il Futurismo). Essendo la Musica un'arte, anzi l'Arte (e non a caso coloro che simboleggiavano le arti, le Muse, hanno la stessa radice etimologica), è esistita un'avanguardia anche in questo campo. Gli esponenti sono stati tantissimi, anche nel '900: il secolo della velocità. Chi fa avanguardia sfida la velocità, il tempo e la struttura; ha modi di ragionare e di esistere molto diversi. Uno di questi pionieri è stato John Cage, leggendario compositore americano, il quale è stato in grado d'impartire lezioni straordinarie che, purtroppo, non tantissimi hanno cercato di comprendere e di diffondere, riuscendo magari a costituire delle varianti e a creare un miglioramento a quell'idea che poi non era stata approfondita o inizialmente si era arenata in tentativi fallimentari. Fortunatamente la Scienza crea il suo progresso proprio dalle prove, dal credere ostinatamente che quello spunto sia corretto e allora andando avanti si riuscirà a dimostrare la validità di un qualcosa che fino a poco tempo prima sembrava folle e spesso, a posteriori, il riconoscimento dello spunto non è dato nonostante arrivi a cambiare la Storia dell'Umanità e, di riflesso, la singola esistenza come accade a Ludwig Boltzmann: se non era per lui col cavolo che Einstein, Planck, Bohr ed Heisenberg (giusto quattro persone qualunque) sarebbero potuti solo entrare nella Leggenda.

Ritorniamo a John Cage e al suo spunto: a proposito, quale sarà mai questa intuizione così geniale? Presto detto: egli voleva fare un tentativo in cui un gruppo di musicisti si fosse messo a suonare per conto proprio, disinteressandosi totalmente di quanto stava facendo l'artista al suo fianco, esattamente il contrario di quello che accade in un ensamble dove si cerca una comunione di intenti. Un tentativo fu fatto, inizialmente andò bene ma poi l'abitudine prevalse e l'esperimento fallì. Eppure ci fu qualcuno che ebbe l'ardire di voler ripetere tale progetto, inserendoci la tanto famosa variante e tale follia venne in mente ad un gruppo denominato "Area International Popolar Group" nel 1976.

All'epoca il quintetto base che aveva suonato per i due anni precedenti si era dissolto riducendosi ad un trio, composto da Demetrio Stratos, Paolo Tofani e Patrizio Fariselli; bisogna dire che anche i due desaparecido (Ares Tavolazzi e Giulio Capiozzo) suonavano e comparvero nel disco uscito a Novembre dello stesso anno ("Maledetti") ma nel frattempo lasciavano che i loro compagni di viaggio tentassero qualcosa per conto proprio, come l'esperimento di Cage. L'occasione ideale arriva a Milano, nell'Aula Magna dell'Università Statale, dove suoneranno e devolveranno l'incasso del concerto, prezzo politico 1000 Lire, a Fronte Popolare e per fare le cose per bene assoldano per questo progetto folle due musicisti del calibro di Steve Lacy (sassofonista) e Paul Lytton (percussionista). Prima di cominciare però descriviamo la variante: ogni musicista ha, accanto a sé, un cesto dove sono contenuti una serie di biglietti attaccati ad un cronometro, sui biglietti è possibile leggere una delle seguenti cinque parole: violenza, ironia, silenzio, sesso ed ipnosi. All'inizio del concerto estrarranno un biglietto e suoneranno in base all'interpretazione che loro daranno alla parola scritta sul biglietto e ogni tre minuti, ci sarà il fratello di Fariselli a cronometrarli, dovranno estrarne un altro e così via di seguito. Il risultato? Un concerto difuorista, voce del verbo "Di Fuori", nel quale tireranno fuori tutto il loro estro ed un innato istinto all'improvvisazione, arrivando a spaesare completamente il pubblico, composto da studenti ed esperti di Jazz, i quali si aspettavano il normale repertorio degli Area e che, vedendo l'andazzo del concerto arrivano a partecipare attivamente al progetto producendo anch'esso suoni o rumori di qualunque genere. Comunque sia onde che si aggiungevano a quelle che uscivano dal palco.

"Event '76" documenta questo concerto e si compone di solamente 3 canzoni: la prima parte del Caos, di circa 20 minuti, la seconda parte, poi eseguita in Studio in "Maledetti" e infine la title-track che si presenta come una variazione ed una dilatazione del tema di "Scum". Rappresenta un documento sonoro unico e di grandissimo valore artistico, venne pubblicato postumo nel 1979 dalla Cramps di Gianni Sassi che si fece raffigurare sulla copertina del disco, dove sono presenti una bambina al fianco di Frankenstein (Sassi, nel comporre i testi degli Area, scelse come pseudonimo la creatura uscita dalla penna di Mary Shelley). All'interno, nell'edizione originale, era presente anche un resoconto di quel concerto fatto da Patrizio Fariselli. La data impressa sui solchi del disco è quella del 26/6/1979. Non è una data a caso, non sono passate neanche 2 settimane dalla morte di Demetrio Stratos e da quel fantastico concerto all'Arena Civica che è diventato uno straordinario tributo ad uno dei più grandi innovatori che la Musica abbia mai conosciuto.

P.S. Concludo con una nota di rimpianto ed una dedica. Il rimpianto è nel fatto che nessuno ha avuto il coraggio di riprendere gli esperimenti e il modo di suonare degli Area, né in Italia né in altro luogo su questa terra. Ricordare e diffondere un messaggio è sicuramente buona cosa ma non basta nel momento in cui nessuno è in grado di lavorare e di incidere sui solchi che il gruppo e i suoi singoli componenti sono stati in grado di lasciare. La dedica di questa recensione va a Demetrio Stratos e a Giulio Capiozzo, che non sono più di questo mondo. Ci mancate e ho una brutta confessione da darvi. Noi, momentanei sopravvissuti alla morte, non abbiamo solamente perso la memoria del XV Secolo ma rischiamo di perdere quella di tutti gli altri. L'evaporazione del pensiero umano si sta compiendo...

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Ultimi Trenta commenti su QuarantaTre

Franci!
Franci!
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Lunga, ma posso sentirmi un pelino più informato ora su di loro ;)


paloz
paloz Divèrs
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@brat12: dal primo, "Arbeit macht frei". I successivi li vorrai sentire per scelta tua.


Tobby
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cucamonga
cucamonga Divèrs
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Recensione bella e che mi trova completamente in accordo!


TheJargonKing
TheJargonKing
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Seguite il consiglio di Paloz n° 15, lo sottoscrivo quale sacrosanto.


Defender1
Defender1
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Che dire... Tanto di cappello!
Troppo pessimista, però, alla fine della recensione. Non è che con la "scomparsa" del progetto Area si sia fermato il mondo. Penso, inoltre, che progetti musicali così particolari (ed assolutamente unici) non dovrebbero durare troppo a lungo (con la ripetizione si perderebbe di spontaneità ed onestà della proposta), diciamo che 10/12 anni di attività dovrebbero essere più che sufficienti. Oltre si diventerebbe come dei comuni impiegati della casa discografica (parere del tutto personale per carità). Saluti.


Ardalo
Ardalo
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Una ventata d'area fresca con questa recensione.


senzastile
senzastile
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dare meno del massimo agli area è un crimine! :-)


SUPERVAI1986
SUPERVAI1986 Divèrs
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senzastile
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dare meno del massimo agli area è un crimine! :-)


macaco
macaco
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Complimenti Bob sia per lo scritto che per la rece. Noto che peró ultimamente mi sembri alquanto pessimista e un poco amareggiato, non mi sembravi cosí qualche mese fa´.


lazy84
lazy84
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bella e dall'amara conclusione...mi accodo ai complimenti


telespallabob
telespallabob
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Ringrazio tutti gli intervenuti per la stima ricevuta. Ora rispondo. @Jake, mi riferivo a quel periodo, nel '76. Lo so che Tavolazzi è molto attivo in giro per l'Italia e ho avuto anche l'occasione di vederlo in concerto quando è passato da Brescia. @Messer Sfascia, cosa direbbe Demetrio? A mio parere avrebbe approfondito quelle intuizioni che aveva avuto ai suoi tempi, lui comunque aveva visto la mancanza di una cultura musicale ma anche l'erroneo approccio di certi artisti (vedasi P.F.M.) al loro periodo storico. @Punisher, mi autorizzi a prendermi male per il paragone su Pezzotta :-). Comunque il fatto della dimensione ammetto che mi preoccupava un poco ma mi son sentita di farla così. E' una motivazione del cavolo però... @Brat, ha già parlato Paloz. Il primo, "Arbeit Macht Frei", è l'ideale per capire se innamorarsi degli Area o no. Comunque sia t'invito ad ascoltare anche l'ultimo di studio, "Gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano". Disco che io apprezzo moltissimo però è giudicato spesso con pareri controversi. @Macaco, quando scrivo le recensioni di musica non mi lascio a certe riflessioni. Infatti cerco di essere abbastanza schematico e concentrarmi sugli elementi essenziali di un disco. Dall'altra parte, se mi si chiede una riflessione politica o sulla società, sono dotato di mio di un forte disincanto, nonostante comunque mantenga una patina idealista. Cerco di farla trasparire il meno possibile. @Defender, certi progetti teoricamente dovrebbero durar poco però mi restano impresse certe parole di Demetrio in cui diceva di essere una cavia per far comprendere le potenzialità insite dello strumento vocale. Da quello che faceva comunque uscivano ricerche scientifiche di grandissimo valore. Non è solo musica. @Paloz e Senzastile, sul voto? Da amante convinto degli Area dico che non tutti i dischi meritano il massimo, in complessivo sì. A questo disco non mi sono sentito di dare un voto per la particolarità della registrazione, magari per "Are(a)zione" o uno dei Live pubblicati postumi è più facile esprimere quel tipo di giudizio


ILpercussionist
ILpercussionist
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una grande recensione per dei grandi artisti


blechtrommel
blechtrommel
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sleazer
sleazer
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non sono d'accrdo sul fatto che nessuno abbia portato avanti questo tipo di sperimantazione,
gli einsturzende neubauten lo fanno quasi sempre ai loro concerti. Detto ciò ottima recensione ;).


Shò
Shò
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mi hai sgravato da un compito non facile. l'avevo iniziata pure io ma quest'anno sembra proprio che non riesca a concludere niente :-). Comunque, disco non votabile per me come giustamente hai fatto tu, ma da avere assolutamente. Quella di Event è una formula pazzesca, una chimera che va oltre il concetto di musica sia in termini di sperimentazione che di normale ascolto passivo o attivo che sia. Per una migliore comprensione del suo contenuto c'è anche un'ottima integrazione sul booklet di maledetti.


Shò
Shò
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un saluto anche al ritrovato jake!


zzot
zzot
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La recensione arriva dritta al bersaglio e fa pensare. Mi trovo d'accordo con te sul piano recensorio quando parli del mondo degli Area, un pochino meno quando parli del mondo della musica in generale. Non voglio dire che la mediocrità non esista, ma secondo me forse è un pò una semplificazione dire che tutto è mediocre. Anche nella musica "mainstream" e pop ci sono richiami e omaggi al passato, anzi ti dirò, tante volte lo stile di certi gruppi, come quelli degli anni 70 affini agli Area, è anche ripreso come ispirazione anche nel pop quel modo di scrivere quei testi, prendi personaggi come i Baustelle (strizzano l'occhio a un certo tipo di cantautori del passato secondo me). In ogni caso gli Area sono stati abbastanza unici perlomeno in Italia e per questo non c'è stato un gran passaggio di testimone...chi farebbe ora quello che facevano loro ai concerti o anche in studio? Pero all'epoca a noi sembravano cose nuove, ma gli Area avevano dei modelli di riferimento esteri, in particolare Inghilterra.


telespallabob
telespallabob
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@Zzot, non ho scritto che tutto è mediocre e ti garantisco che non lo dirò mai. Ho detto un'altra cosa: che nessuno ha cercato di proporre esperimenti radicali come quelli degli Area, in particolare ha fatto lavori sulla voce come quelli di Demetrio. Un conto sono gli omaggi e i riferimenti (perché di musicisti che riprendono da loro o cantanti che s'ispirano a Demetrio ce ne sono), un altro è lavorare in maniera estrema sul suono (c'è da dire che anche Fariselli e Tofani hanno prodotto materiale sperimentale, tutta roba incisa dalla Cramps). Tu dici: chi farebbe ora quello che facevano loro ai concerti o anche in studio? E io proprio quello intendevo, nessuno ha quel coraggio e mi affranca parecchio. All'epoca sembravano cose nuove in Italia perché comunque sia in altre nazioni personaggi così innovativi ce ne sono, in fondo gli Area si sono ispirati (come singoli musicisti) soprattutto a questo tipo di persone. Un esempio è Tofani, uno dei pochi che ha imparato da Derek Bailey, roba non da tutti all'epoca


Cornell
Cornell Divèrs
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Rece un pò scarna, avresti potuto dire qualcosa in più.. Comunque Benvenuto su DeBaser. ;DDDDD. Su di loro che si può dire? Sono gli Area, penso basti così..


hypnosphere boy
hypnosphere boy
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Sono d'accordo con il commento di Cornell: basterebbe dire il nome "Area"; però attenzione al principio di "auctoritas", non sta a me (in-competente pressochè assoluto) ricordare che gli Area hanno forgiato in una matrice di "Musica Totale" gli sviluppi del Progressive, del Jazz, della Psichedelia, e di quant'altro fosse musica d'avanguardia all'epoca, con l'aggiunta della voce stratos-ferica di Demetrio Stratos, lo dico perchè nemmeno il sommo De André è esente da seppur lievi cadute di tono ("Le Nuvole" e il successivo "live" costruito in studio); ma qui parliano comunque di una delle Eccellenze della Musica: per rispondere alla tua domanda iniziale: "la Musica ha valore"? ti sei risposto nella tua lunga e bellissima recensione, se non avesse valore, inteso come intensità, emozione, combinazione di codici espressivi differenti, virtuosismi strumentali e vocali, non avresti scritto una pagina così intensa a tua volta. HB


hypnosphere boy
hypnosphere boy
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AT Sfasciacarrozze: anche Ella è un sommo Recensoreo Magister... come Ei ben sa da tempo immemore oramai, però mi sia permesso di dissentire dal de-sekmento centrale della Sua dottissima analisi: è vero che i citati Area sono fondamentali, come lo sono la Pi Effe Emme e la Zentrale Elektrica (aka craft uerc) in ambiti muy bien sur differenziati, per non parlare dei Pink... però trovo il Suo De-Magistr(ist)ale commento un pò troppo duro, e invero nevvero davvero really quasi "livoreo" contra de-nullam rem pianifiquazionem, in quanto (se mi 'honsente di cianciarLe due mie considerazioni a latere del teleschermo) 1) sicuramente è insopportabile l'heavy rotation radiofonica e MTV-televisiva (dai Negramaro alla canzone DepecheModiana degli Oasis non se ne puote giappiù), ma se Ei (come è invero certissimo) ha notato c'è oramai da anni un massiccio recupero del passato d'autore (i Tributi a De André, a Fossati, in cui gli Afetrhours e Andera Chimenti hanno brillato per le loro esecuzioni), le sinergie tra "maestri" più o meno putativi e altrettanto sic definibili allievi (Battiato-SubsOnicA, Battiato-Carmen Consoli, Battiato-FSC) nonquè i remakes (Morgan of curs) dell'onnipresente De André ne sono una lievemnte indiziaria traccia (che neanche al Tenente Colombo sfuggirebbe) 2) Achtung alle "necst big tings": un conto furono gli Sugarcubes (Bjork può pacere o no, de gustibus non sputandum addossum ipnosferem est...) un altro i Sigu Ros, e i Mum: meglio i secondi (vide supra), ottime bands ho l'intera discografia (originale... e non torrentificata) ma definirli "gruppo di punta della nuova elettronica mondiale" (Mum) per non ripetere la lievemente iperbolica definizione che il NME ha dato al secondo album dei Sigur Ros, mi pare appunto esagerato... allora i P.W.O.G. e gli Orb chi sarebbero? e i (purtroppo) quasi sciolti NIN?... al Magister the statement. puocaeb icrem.


miramar
miramar
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zzot
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Che cavolo state dicendo? :))) Cornell...non credo che Telespalla sia appena arrivato su Debaser...comunque...boh. Hypnosphere, da un punto di vista artistico "le Nuvole" di De Andrè è considerato uno dei suoi capolavori. Certo forse non dall'unanimità dei suoi fan, ma a livello di critica e come disco non si può dire granchè. Tra gli album più curati, raffinati e anche impegnati ( "la domenica delle salme" ) della storia della musica italiana. Faccio un po fatica a comprendere le ragioni del tuo commento.


zzot
zzot
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Inoltre gentile Hypno, guarda che Ivano Fossati è ancora vivo e non c'è bisogno quindi di fargli il "tributo" di cui parli. Mi pare sia anche discretamente giovane e ha prodotto un notevole disco "musica leggera".


hypnosphere boy
hypnosphere boy
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Allora, visto che alle mie domande rispondono Users non interpellati, car_ ZZOT: 1) il tributo a Ivano Fossati si intitotola "I Disertori" ed è del 1994, line up: Afterhours - La canzone popolare
Mau Mau - Panama
La Crus - Naviganti
The Gang - Discanto
Rosso Maltese - La madonna nera*
Paolo Fresu Quintet - Passalento
Dissòi Logòi - La volpe
Modena City Ramblers - Gli amanti d'Irlanda
Andrea Chimenti - Una notte in Italia
Diaframma - Johnnie Sayre (Il Perdono)
Yo Yo Mundi - Terra dove andare
Ciroma - Lunario di settembre
indieitalia
Se poi pensi che le riletture si tributino solo ai trapassati, non sapendo personalmente in quale condizione io mi possa vieppiù collocare, ti vorrei fare 3 esempi: il tributo a Garbo ("ConGarbo"), da parte di vari Autori dell'indie-rock e dintorni, il tributo a Faust'O ("Dentro Questi Specchi"), e se vogliamo anche il recente "Musiche Ribelli" di Luca Carboni contiene covers di Claudio Lolli, Francesco De Gregori, Pierangelo Bertoli (purtroppo qui hai ragione tu), Eugenio Finardi, Franco Battiato, Lucio Dalla, Francesco Guccini. Per quanto riguarda "Le Nuvole": dipende dalla critica, che io sappia la disomogeneità (e a tratti discontinuità) del lavoro, in parte (il famoso "lato A" del vinile, che ovviamente ho assieme a tutti gli altri), con il recitativo iniziale, l'"opera buffa" "Ottocento", "Don Raffaè" con i due interludi da "Le Stagioni" di Caikowskij, nonchè la da te citata "Domenica Delle Salme" è un "primo atto" pressochè perfetto, i problemi, per quanto mi riguarda sorgono nel lato B, in cui sembra a tratti di sentire degli outtakes di "Creuza De Ma" (es: "Monti di Mola"), e NESSUNO è esente da critiche negative; ma dal momento che siamo qui per discutere "amabilmente" (grazie del "gentile hypnosphere", cordialissimo ZZZZZOT), ti cito un passo dell'intervista con De André in "Passaggi di Tempo": "inizialmente quell'album doveva essere più scarno, avevamo puntato sui contenuti, sulla morte dell'Utopia e delle Utopie, poi è stato avvolto progressivamente di una veste musicale molto ricca, che ha fatto perdere di vista l'obiettivo principale" (cito a memoria); ma se nella tua vis polemica non te ne fossi accort_, ho parlato negativamente non tanto delle "Nuvole", quanto del successivo (e ribadisco: vergognosamente ricostruito in sala d'incisione, con tanto di stacco iniziale ad effetto con applausi con "Don Raffaè", quando la set-list era evidentemente diversa, ma immagino tu ci fossi, n'est ce que pas?), "1991 Concerti"; purtroppo non è colpa mia se i migliori live albums il Divino De André li ha incisi con la Pi Effe Emme. By The Way: io avevo posto un interrogativo a un altro User, grazie comunque della puntualizzazione: ci sono tante "i" prive dei puntini...)


zzot
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Caro amico! non volermene per la mia vis polemica. Non sono d'accordo su Le Nuvole, in particolare per l'ottima riuscita di canzoni come "A cimma", che è un supercapolavoro. Poi è ovvio che va a gusti. Per quanto riguarda l'interpellamento di user o altri user. Qui ciascuno avendo pubblicato una cosa per tutti può intervenire senza aver ricevuto un invito, mi pare. Correggetemi se sbaglio!


hypnosphere boy
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Ti correggo, perchè secondo me sbagli: la recensione NON l'hai pubblicata tu. Ripeto: De André (di cui ho TUTTO), non è intoccabile, "Le Nuvole" è un disco poco meno che eccelso (superiore ad esempio a "Rimini"), ma appunto NON eccelso. Ciò che mi ha dato fastidio di quel disco non è lo strepitoso lato A (anche se andrebbe fatto notare che "La Domenica Delle Salme" è strutturata esattamente come "Amico Fragile"), quanto le canzoni in genovese (e sardo? "Monti di Mola" è in Gallurese mi pare) del lato B. "La Nova Gelosia" sarebbe un capolavoro ammaliante? un rifacimento di un pezzo antico visto anni prima eseguire da Roberto Murolo... discutibile, come discutibile è "Don Raffaé" interpretato quel primo maggio (videoclip girato all'alba) con Murolo, e rovinato da costui. Sentendo "Megu Megùn" e soprattutto (scusami se mi ripeto), "Monti di Mola", mi è venuto all'istante (ero già più anziano di te nel lontano 1990) il sospetto di outtakes (o meglio scarti) del sigor Pagani Mauro, da Creuza de Ma. Stessa strumentazione elettronica, stessi sintetizzatori, stessi effetti e stesse influenze orientali, ripeto: quando si parla di un album IN STUDIO di De André, è nella peggiore delle ipotesi poco meno che eccellente, quello che non ho sopportato è quel vergognoso live "1991 concerti" costruito in sala di registrazione, con tanto di stacchi ad effetto (su tutti l'inizio con "Don Raffaé" e applausi in differita, poi l'amenità del "Gorilla" subito prima della "Canzone dell'Amore Perduto", e prima del "Testamento di Tito", quindi "La Canzone di Marinella" ("e me lo dai un LA, con tutto quello che ti dò..."), e l'atto secondo totalmente in lingua da "Creuza de Ma" e dal lato B di "Le Nuvole", ma guarda che coincidenza! Stesso andamento del live con le carte da gioco, "Creuza de Ma", "Princesa", "Sidun", "Jamon-A", "Don Raffaè"... l'11 gennaio ho pianto, come quando è scomparso Andrea Parodi, ma ripeto: nessuno è intoccabile, nemmeno quel para...carro di Mauro Pagani che passa da Creuza de Ma all'omaggio ai Negramaro. Ma che bel tempo, che bella compagnia... HB


zzot
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roberto murolo è intoccabile. dico sul serio.


Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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