Copertina di Art Zoyd Symphonie pour le jour où brûleront les cités
proggen_ait94

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Per appassionati di jazz sperimentale, amanti della musica d'avanguardia, ascoltatori di musica atmosferica e urbana, cultori degli anni '70 e della musica da camera contemporanea
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LA RECENSIONE

Angoli, angoli, angoli, perfetti, come in un bel progetto brutalistico. Ma anche curve, curve sinuose e giustamente bastarde, sterzate repentine a perdifiato giù per una gola urbana. Nessuna paura di mettere in primo piano i colori del basso elettrico accanto ai legni e a un piano puramente di colore. Nessun problema a spingere sul nobile pedale dell'espressionismo più onesto ma nemmeno una remora nell'ornare la musica di luci attente e di giochi di dinamica da musica da camera. Un perfetto macchinario sbilenco, in questo senso jazz, con un gusto per l'iterazione che potrebbe ricordare un progetto elettronico basato unicamente sul campionamento ossessivo di qualche compositore d'inizio secolo, un risultato malato, che coniuga l'urbano evocato dal basso ai retaggi prettamente bianchi degli archi, una specie di sguardo al futuro negli occhi di un Trakl, o chi per esso, inorridito dalla tentacolarità della metropoli moderna. Il giorno nel quale arderanno le città. Un blues bianco con una punta, forte, di catarsi dai lacci della consuetudine. Ma alla fine, coi piedi più per terra, un risultato molto meno universale di quello che si potrebbe capire da questa recensione, puri anni settanta distillati alla luce dei risultati più distanti dal pop E dalla polemica, dallo scandalo gratuiti. Nulla, alla fine, di eclatante; nulla di realmente nuovo, nulla di banale nè di facile. Ma alla fine anche modernità dell'ascolto, o meglio la freschezza che si può trovare in questo, forse, jazz free ma senza scollature e dada E in quest'arte moderna incarnata, appunto, in una struttura fissa, con ampi spazi dedicati alla dissonanza (o per essere più giusti: all'estro, alla libertà), regolata, dissonante il previsto, semplicemente fantasticamente atmosferica, adatta colonna sonora per l'artista preferito nel descrivere il moderno - o meglio, il contemporaneo. Il coraggio delle soluzioni, unito al seguito, scarno ma presente, di cui il gruppo ha potuto godere rende il disco, pur ormai vecchio, più rappresentativo dell'alienazione dell'urbano di uno nuovo, migliore magari, ma che non conosciamo (discorso che si può fare un po' per tutta l'avanguardia di oggi, forse acuta e dotata di mordente ma sofferente a causa dell'atrofizzazione del pubblico causata, anche, da progetti come questo e altri ancor più inospitali). Quindi alla fine conviene, per avere anche un riscontro di gruppo, volendo chiamarlo così, tornare a questi dischi, che cinquant'anni fa esprimevano le stesse cose che proviamo nel deserto delle città del ventunesimo secolo, forse in maniera meno accurata, per l'oggi, ma mettendo almeno un tanto di radice in una fessura del cemento armato di qualche fabbrica ancora in piedi e non persi e dispersi nel caos comunicativo odierno. Ancora.

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Riassunto del Bot

La recensione descrive l'album di Art Zoyd come un equilibrio tra espressionismo onesto, atmosfere urbane e musica da camera. Il disco si distingue per arrangiamenti articolati, con un uso attento del basso elettrico e degli archi, evocando la modernità e l'alienazione urbana. Pur non essendo innovativo o eclatante, il lavoro mantiene freschezza e fascino, rappresentando il jazz free anni '70 con un approccio disciplinato e atmosferico, ideale per chi cerca profondità e sperimentazione sonora.

Tracce

01   Symphonie pour le jour où brûleront les cités: Simulacres (06:55)

02   Deux images de la cité Imbécile: Les Fourmis (05:35)

03   Symphonie pour le jour où brûleront les cités: Brigades spéciales (13:21)

04   Symphonie pour le jour où brûleront les cités: Masques (08:59)

05   Deux images de la cité Imbécile: Scènes de carnaval (08:51)

Art Zoyd

Art Zoyd è un ensemble francese nato a Maubeuge nel 1968, figura di punta del movimento Rock in Opposition. Il gruppo unisce strumentazione da camera, elettronica e pulsioni rock/avanguardistiche, ed è noto anche per le colonne sonore eseguite dal vivo per capolavori del cinema muto.
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