Uh che bello i Bad Religion che si mettono a fare metal ancora non riuscivo a immaginarli! Oppure gli In Flames che strizzano l'occhio ai Poison The Well, con una buona dose di Misfits, schizzati come i migliori Converge. Riuscireste a immaginarvi tutto questo? Beh nemmeno io, se non fosse che un giorno (ma parecchio tempo fa, visto che il disco uscì nel 2001) mi ritrovo tra le mani questo "Sounding The Seventh Trumpet" degli Avenged Sevenfold, scoperti in internet praticamente per caso, e lo metto su pensando comunque "bah, sarà il solito gruppetto metal-core, ne ho le palle piene!".
In realtà la base da cui gli Avenged Sevenfold (ma che razza di nome!!) partono è un solido death metal melodico (un po' svedese, un po' americano), con melodia che fa il bello e cattivo tempo, ritmiche serrate e scream incazzato nero. Il fatto è che la band arricchisce questa base con spunti e influenze che non finiscono mai… Tanto per farvi un'idea: qui si parte da certe soluzioni chitarristiche vicine agli Iron Maiden, si continua con cambi di tempo che ricordano molto da vicino la scuola post hardcore di Converge e compagnia bella, e si finisce con cori punk (l'ho detto, ditemi se non vi sembrano i Bad Religion dei tempi d'oro…).
Il tutto con un immaginario a metà tra il goth/punk à la Misfits (in questo invece mi ricordano soprattutto gli AFI, con un tocco glam), e il metal-core più diretto di band come Poison The Well, o Shai Hulud. Se poi vogliamo essere precisi, ecco che il cantante assume spesso e volentieri una voce pulita che ricorda molte band emo-core (a quanti generi stiamo?), genere che viene alla luce oltretutto anche nei pezzi melodici, con un bel pianoforte in mezzo, e una sana dose di "ruffianeria a tutti costi", anche se poi si smentiscono subito tirando fuori gli artigli e la classica attitudine "no compromise".
Insomma, credo che abbiate capito, è come se cercassero di accontentare un po' tutti, e devo dire che ci riescono discretamente, creando un'orgia musicale di generi che si mischiano tra loro, dando alla luce ad un lavoro personalissimo e davvero molto interessante. Certo, ogni tanto paiono poco convincenti, come quando il cantante passa dalle screaming vocals al pulito in maniera quasi forzata, come se gli avessero tirato un cactus su per il culo. Per il resto, però, tutta la band convince appieno, e coinvolge l'ascoltatore senza mai annoiarlo, mostrando un'estrema originalità e una chiara dichiarazione di intenti. Io li ho già annoverati tra le future stelle del cosiddetto "metal sperimentale", poi fate voi. Nel frattempo, qui abbiamo un disco consigliato a tutti gli ascoltatori delle suddette sonorità, a cui consiglio anche l'ultimo "Waking The Fallen" (che comunque si discosta abbastanza stilisticamente). Una band destinata a fare strada...