Le Go-Go's sono state un'eperienza molto turbolenta nel pieno rispetto della triade "sex, drugs and rock'n'roll". Belinda Carlisle, influenzata negativamente da una storia familiare e personale difficile, ha patito più volte gli effetti di una manciata di anni di vita sregolati e vissuti sempre sul confine dell'abisso. Con la fine della band nel 1985, avvenuta dopo una serie di sessions improduttive per il quarto album, la Carlisle insieme alla fedele chitarrista Charlotte Caffey recupera qualche pezzo dell'abortito album del gruppo per mettere in cantiere l'esordio solista.
"Belinda" esce nel 1986, l'anno nero del pop-rock in cui vengono pubblicati alcuni tra i più terrificanti e terribili lp mai partoriti infarciti di batterie elettroniche e produzioni plasticose. Rispetto agli standard dell'epoca questo lavoro è decisamente più leggero in arrangiamenti e produzione, l'intento è quello di recuperare un suono fresco di impronta Motown in netta contrapposizione con il surf-punk-rock che aveva distinto le Go-Go's nella loro carriera. Questo è evidente nel singolo "I Feel the Magic", esempio perfetto dello stile '60's della black music femminile, una canzone fresca che viene valorizzata dalla voce sempre un po' graffiante della Carlisle. Recupero dal repertorio Motown è "Band of Gold" portata al successo da Freda Payne nel 1970, la versione della Carlisle è più morbida anche se non incide molto nell'impatto generale del disco. Molto meglio con il singolone "Mad About You" con alla chitarra Andy Taylor o il pezzo potente dell'album, "Since You've Gone", scritto con il Fleetwood Mac Lindsey Buckingham. "Belinda" è un lavoro leggero e godibile ma con il difetto di essere forse poco spontaneo, il live allegato nella ristampa doppia mostra una Carlisle più a suo agio dal vivo che in studio soprattutto per via di una voce che tende allo sporco e che la farà apprezzare da George Harrison con cui collaborerà su "Runaway Horses" nel 1989.
Con i lavori seguenti le classifiche verranno conquistate da brani fm in puro stile tardi anni'80, potenti e evocativi dai ritornelli a presa rapida. Lavori onesti, lavori pop con lampi di classe come "Shades of Michelangelo" (bellissima) e "California" in duetto con Brian Wilson più altre composizioni meno note che hanno fatto di Belinda Carlisle un'icona fortemente atipica del panoroma musicale pop d'oltre oceano.