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Bill Dubuque, Mark Williams
Ozark

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Voto:

Portrait of an american family

Si chiude così, nel modo più secco, cinico e coerente, una delle più grandi serie dell'ultimo decennio.

Tre lunghi mesi di attesa, dopo la fine della prima parte della stagione finale; e dopo qualche scorrettezza di troppo (come il mostrare in grave incidente d'auto, con coinvolta la famiglia Byrde già all'inizio poi rivelatosi totalmente e stranamente innocuo, ripercorrendo così l'intera season finale sotto forma di flashback), finalmente Ozark ha una conclusione.

Ozark: origine di un fenomeno televisivo

Quando, ormai quasi cinque anni fa, Ozark fece la sua apparizione sugli schermi streaming di Netflix, forse in pochi potevano scommettere sul successo di una serie da subito - frettolosamente nonché molto superficialmente, come vedremo - ribattezzata come un clone di Breaking Bad. Era l'estate del 2017: in onda c'era quel capolavoro epocale di Twin Peaks: The Return, che assieme alla settimana stagione del Trono di Spade, aveva monopolizzato il dibattito tra appassionati del piccolo (ormai solo per convenzionale modo di dire) schermo.

Ozark venne in sordina, ma da subito, invece, mostrò il suo enorme potenziale drammatico, psicologico e visivo.

Le dinamiche, certamente simili a quelle della sopracitata serie di Vince Gilligan, seppur decodificate (l'uomo bianco della classe media che deve proteggere la sua famiglia da una minaccia esterna dai contorni criminali), erano solo la banale premessa per la creazione dell'universo Ozark. Che nel corso delle stagioni, ha saputo elevarsi fino a diventare uno dei prodotti di punta del colosso americano. Ed una delle serie più importanti e discusse degli ultimi anni, va da sé. Rilanciando il talento di un attore come Jason Bateman, abituato più a ruoli leggeri e da commedia; come lo stesso Bryan Cranston, che prima di divenire l'antieroe/villain iconico Walter White, era stato tra i protagonisti della mitica Malcolm in the Middle, sitcom simbolo dell'America dei primi anni '00.

Ozark e Breaking Bad: perché il paragone e perché è sbagliato

La relativa semplicità della tematiche messe in scena, non ha impedito a Ozark di creare momenti di pura tensione e enorme coinvolgimento emotivo. L'estetica algida, fredda, oltre ad essere visivamente suggestiva, rappresenta al meglio l'umore di una serie dove, a differenza che nel New Mexico di Breaking Bad, non c'è una divisione marcata tra bene e male nemmeno all'inizio. Infatti, se almeno inizialmente la straordinaria serie con Bryan Cranston mostrava un microcosmo da famiglia middle class totalmente all'oscuro rispetto alle improvvisate e non preventivate attività illegali del Signor White, andando a destrutturare e distruggere il mito della famiglia dal suo interno, qui la criminalità è si accompagna ad una piena condivisione e consapevolezza. Di conseguenza Ozark, se proprio deve essere paragonata a Breaking Bad, ne è una evoluzione ancora più cupa e oscura. Quasi nichilista. Senza situazioni da famiglia normale, senza grandi apparenze piccolo borghesi da salvare, personaggi rassicuranti al suo interno; né eroi tragici come l'indimenticabile Hank Schrader. Le differenze tra le due serie sono nelle sfumature e nelle molteplici variazioni sul tema.

La Terra e la ricerca della figura paterna

In Ozark il contrasto tra attaccamento alle radici e ad una terra spesso disprezzata, ma comunque sempre difesa, e la voglia di emergere e fuggire, è un punto focale della narrazione; ma soprattutto della psicologia di uno dei personaggi più rappresentativi, di certo il più amato, ovvero Ruth. La cui ricerca di una figura paterna segnerà il suo rapporto con il protagonista della vicenda, Marty Byrde. Con cui instaurerà un rapporto platonico, destinato ad essere frustrato, ma che non verrà mai reciso lungo le quattro stagioni.

E questo è proprio uno dei punti focali della serie: lo studio sulla figura paterna. Il protagonista, d'altronde, è padre di famiglia, e il suo scopo dichiarato è quello, come si diceva, di difendere i suoi cari. Marty è il perno, la figura centrale di Ozark, ed è importante studiarne attentamente la psicologia.

Sia per natura che per motivi di sopravvivenza - oltre che di professione -, Marty è un uomo distaccato, apparentemente anaffettivo e comunque obbligato al calcolo. Impossibilitato a farsi trascinare da ogni tipo di emozione. Nei confronti di Ruth si mostra talvolta protettivo (ma con scarsi risultati), riconoscente, e un sincero -seppur relativo - attaccamento/affetto è comunque presente, ma questo aspetto finirà per rimanere ugualmente, anche tragicamente, laterale rispetto al destino della ragazza. L'unico personaggio che riuscirà, per un attimo, a far emergere qualcosa di più sanguigno (almeno fino a certi, sempre isolati, momenti negli episodi finali), sarà infatti la sola Rachel. Personaggio, quest'ultimo, che riapparirà soltanto verso il finale.

Oltre a Marty, altre due figure paterne forti si attestano come estremamente negative, violente e infide. Il vero padre di Ruth e quello di Wendy. Andando così a chiudere il cerchio su una storia compromessa dall'assenza/ricerca di rapporto con la figura del padre.

Wendy Byrde: il vero villain di Ozark

Un capitolo tutto a parte, lo merita senz'altro proprio Wendy. Da subito viene presentata come moglie infedele e soprattutto il suo ruolo di complicità nei confronti del marito viene immediatamente messo in chiaro. Marty e Wendy sono insieme nella criminalità, e ne accettano rischi e privilegi. Sono fin da origine quel che Walter e Skyler divennero solo ad un certo punto e per breve tempo in Breaking Bad. Wendy è un personaggio complesso, il più interessante e stratificato in assoluto, e Laura Linney è di fronte probabilmente al ruolo della vita. Machiavellica, competitiva, ambiziosa, dotata di intelligenza, perfidia e enorme capacità di persuasione. In un tale quadro di corruzione e abiezione su più livelli, a spiccare in molti momenti è proprio lei. Una figura talvolta agghiacciante.

Conclusioni ed eredità di Ozark

L'ossessione ricorrente, ciclica e ipocrita tipicamente americana della famiglia, usata come balsamo e scusa per giustificare ogni sorta di nefandezza. Questo più di tutto resterà di Ozark. Uno dei ritratti di famiglia americana più disturbanti mai visti su piccolo schermo.

Nel corso di quattro stagioni si sono così susseguite vicende di sangue, uomini e donne hanno perso la vita, regalando parabole anche struggenti, come quella di Ben, fratello di Wendy. E non bisogna dimenticare di citare i coniugi Snell, due tra i personaggi più belli della serie. Ci sono state coppie improbabili, come nel caso di Darlene e Wyatt. Boss del cartello, sicari, sbirri marci, investigatori privati, bifolchi del Sud. Rednecks, hillbilles e hicks. Preti, campi di oppio, cadaveri sepolti sotto il cemento. Ospedali psichiatrici, fucili a canne mozze, colpi bassi, teste saltate per aria. Centinaia di milioni di dollari riciclati, nascosti, fatti sparire.

Ozark è stata una serie immensa. Un capolavoro che rimarrà nel tempo.

Indimenticabile.

Commenti (Otto)

hjhhjij
hjhhjij
Opera:
Recensione:
Ormai sono totalmente sfiduciato rispetto al sopravvalutatissimo fenomeno delle serie tv, soprattutto se di marca Shitflix. Ma ne hai parlato così tanto bene (e con una bella analisi in parallelo con una delle poche serie ad essermi piaciuta realmente ed integralmente) che penso io possa almeno apprezzarla, me la segno, sarà la volta buona che torni a guardare una serie tv oltre le prime due puntate ?


sfascia carrozze: Le serie TV andrebbero abollite tutte: giacchè per il 93,47% non sono altro che una inutile allungatura di brodo primordiale oltre i limiti convenuti dalla Convenzione di Ginevra.
Se hai qualcosa da dire/raccontare (mi rivolgo alla serieTv, non à Lei lì) dilla in fretta e togliti dagli zebedei entro un'ora e qvaranta.
Che non c'abbiamo tempo da perdere.
hjhhjij: Eh si. Il concetto è quello. E pure il motivo per cui mi hanno rotto il cazzo.
sfascia carrozze: Mi compiaccio per l'esaustività del concetto!
Narcosmicoma: ...e se vogliamo proprio fare i sommelier al contrario delle serie, le uniche digeribili sono rigorosamente mono-stagione tarata sui 20 minuti ad episodio... e anche li` le mie convinzioni vacillano :|
hjhhjij: Ahahahahah be personalmente non sono così estremo.
snes: Guardians Of Justice. L'avete vista? Malissimo.
pixies77
pixies77
Opera:
Recensione:
La recensione non l'ho letta tutta, mi sono fermato al primo spoiler, te possino. Ho visto solo due puntate di questa serie, tutto sto capolavoro non l'ho visto anche se riconosco che abbia della qualità. Ovviamente è una roba per segaioli in confronto ad antidisturbios (romperò il cazzo ovunque finché la vedranno tutti in questo cazzo di sito).


hjhhjij: Ancora meglio. Solo una stagione, solo 6 puntate!
Onirica: C'è puzza di Casa de Toilet-papel in questa "antidisturbios"?
Perché sennò la recupero, ma la succitata mi aveva fatto abbastanza cagare, almeno quel poco che ho visto.
pixies77: Non c'entra una sega. Personaggi iper caratterizzati, realismo.
hjhhjij: Ho letto qualcosa in giro: mi sa proprio che "col cazzo" che c'entra con quella stronzata.
hjhhjij: Ecco :D
Onirica: Ah, bene, allora non sono l'unico a pensare che sia una minchiata.
Tutti a dire "quant'è bello, quant'è bello"
hjhhjij: Credo sia una delle colonne portanti del fenomeno di sopravvalutazione che dicevo prima.
Narcosmicoma: Dal poster e nome spagnoleggiante l'avevo scambiata per l'ennesima sul narcotraffico in sud-america, popo un MOAR of the same.
pixies77: No, giammai!
Onirica: @[pixies77] Ti scrissi in privato una settimanella fa, ma vedo che ancora non hai letto...
Onirica
Onirica
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Recensione:
Cose che mi rendono scettico:
- Twin Peaks: serie preferita di sempre, ma la terza stagione mi ha fatto schifo;
- Jason Bateman mi sta profondamente sulle bolas;
- Non reggo neanche Laura Linney, pur riconoscendone la bravura;

Detto questo, e aggiungendo che mi sono rotto di serie in cui NON SUCCEDE MAI UNA MINGHIA, me la consiglieresti lo stesso? Ottima recensione, comunque.


hjhhjij: La terza di TP è la mia preferita (la prima non è invecchiata proprio benissi-missimo eh). Però concordo molto con l'ultima frase ahahaha
Onirica: Macchè non è invecchiata benissimo, dai. E' sempre straordinaria.
Non è che mi ricordi benissimo, l'ho vista quando è uscita e ho una memoria di merda, ma la terza la rimembro come una serie di fotogrammi a rallentatore senza alcun senso l'uno con l'altro (sarò io che non ho capito la storia? Boh, può anche essere, non sono esattamente una cima nei passaggi logico/narrativi delle serie e dei film, ma rimane un grosso boh), non succede nulla per diciotto puntate finché nell'ultima si ritrovano tutti nel bosco con la cartaigienica e c'è il buco ultradimensionale e buonanotte al signore. Sarò stato io ad avere grandissime aspettative, forse sarà stato quello a fregarmi, non lo so.
L'unica cosa che mi è piaciuta sono le canzoni, alcune veramente belle belle, tipo Shadow.
Onirica: PS: ho avuto lo stesso problema con la serie di Refn, regista che amo molto, anche se perlomeno lui puntava a uno staticismo più esteta, che mi ha fatto digerire perlomeno i primi 4 episodi... poi ho abbandonato
hjhhjij: Sorry, ma se l'hai vista trent'anni fa come fai a dire "è sempre straordinaria ?" :D Comunque non mi fraintendere, TP mi piace, ma se è vero che inserisce l'anormalità lynchiana nel panorama di allora delle serie tv e quindi è assolutamente rivoluzionaria, ad oggi per uno che conosce il cinema di Lynch non può che sembrare la sua cosa più innocua e morbidina. La prima stagione è comunque un gioiello, non ci piove. Non considero un capolavoro, come alcuni, la terza stagione, ma l'ho trovata molto più affascinante, più estrema e più vicina al cinema di Lynch. Poi inzomma, ma tu cercavi una trama ? Ok, capisco perché ti piacesse il primo TP ma ormai Lynch ha proprio smesso di avere trame, prendere o lasciare, zero proprio da Inland Empire (che è pesantone infatti, ma anche la terza di TP è pesantona, mica è il cappolavoro della vita).
hjhhjij: Insomma, per tirare le somme, il Lynch che preferisco non è quello di TP e comunque finisce nel 2001, quindi manco la terza è tra le cose sue che preferisco ;)
Onirica: Per lo stesso motivo per cui tanti film (più che serie, ne ho viste poco o niente di quelle vecchie) magari degli anni 80 o 90, anche non avendoli visti all'epoca, li trovo invecchiati male. Vuoi per come parlano i personaggi, per certe cose che allora facevano paura (parlando in campo horror, prendo come esempio L'esorcista che è un capolavoro ma di cui la ragazzina quando parla da posseduta mi fa sganasciare) ma oggi appaiono solo grottesche, o magari solo per l'uso degli effetti, o per certe soluzioni di trama che adesso appaiono scontate vuoi perché rifatte dopo mille volte o perché hanno il colpo di scena finale che ribalta tutto e che ti aspetti. Twin Peaks l'ho vista intorno al 2013 per la prima volta, e non ho notato segni del tempo così netti che mi fanno dire che non è invecchiata bene. A livello narrativo direi che è fresca come poche, pur essendo un giallo "metafisico" è piuttosto imprevedibile, mette in scena una carrellata di personaggi uno più matto/originale dell'altro. Però sicuramente tu te ne intendi di più in generale di cinema, quindi magari stai prendendo in considerazione aspetti che io neanche noto quando guardo un film o una serie (non mi dispiacerebbe sapere quali, in effetti, per pura curiosità). Comunque hai ragione a dire che è meno fuori di zucca e più "light" della maggior parte dei suoi film. Per quanto riguarda presenza o meno di una trama, o mi ipnotizzi con luci stroboscopiche e sfumature blu rosse e quant'altro, mantenendo un'estetica volutamente onirica come fa Refn, per cui posso accettare che la storia passi in secondo piano, oppure una storia ci deve stare, anche se fuori di testa come quelle tipiche lynchiane in cui cerchi di ricostruire un senso quando probabilmente neanche c'è (il mio film preferito di Lynch, e uno dei miei preferiti di sempre, è proprio Lost Highway e non è che abbia proprio un senso compiuto). E mentre in un film come Inland Empire, che comunque ho trovato più tosto e che mi ha fatto viaggiare di meno del solito Lynch, in una serie la storia per me ci deve stare: una cosa è se guardi un film di 3 ore e sai che è così, amen, ma vedersi tredici ore di serie senza che accada un benché minimo cacchio sinceramente mi fa incazzare, soprattutto se parti da una storia "del passato" come quella di Twin Peaks, in cui una trama c'era eccome, e quindi me la aspetto. Il problema, secondo me, è il seguente: che altro potevano aggiungere, a livello di storia/sceneggiatura, a una serie come TP? Dopo quasi 30 anni, poi?
Onirica: scusa per il megalite :)
hjhhjij: Purtroppo da Inland Lynch è così, ci si può far poco. E ancor peggio la gente che fa le mega-teorie su quello che sta accadendo mentre in realtà non sta accadendo nulla :D Tu citi "Lost Highways" che infatti è tutt'altro livello rispetto alle opere successive (lui e Mulholland dico, sono tutt'altro livello rispetto alle- poche- opere successive). Comunque credo di aver dato il via ad un fraintendimento: a me Twin Peaks piace. Si tratta di una delle serie tv più belle che abbia mai visto, ha solo questa ovvia patina da serie tv primissimi anni '90, mezzi pochi ma con ottime idee di Lynch e quelli che l'hanno girata e scritta con lui. La prima stagione di Twin Peaks si mangia il 90-95 % delle serie televisive venute dopo di lei e per me si mangia anche il film-spinoff "Fire Walks With Me" o una cosa come "Inland Empire". Perché è scritta bene, nel complesso, anche quelle ispirazioni quasi da "soap surreale" credo volutissime da Lynch sono belle. Però per mezzi, ritmo e atmosfera, per messa in scena e alcuni soprattutto iniziali sviluppi di trama si sente secondo me l'epoca in cui è stata girata il peso degli anni. In questo senso, invece, la terza di TP, che è pura forma e non dice un cazzo, mi ha affascinato molto di più, un TP con i nuovi mezzi Lynchani. Ma non la rivedrei una seconda volta. Mi ha affascinato di più proprio perché invece TP1 non posso fare a meno di trovarla annacquata rispetto ad almeno altri due film precedenti della Lince (ovviamente non conto quelli successivi). Soprattutto "Blue Velvet" che se ci pensi è quello che si avvicina di più a TP, per tanti motivi. Solo che a 'sto punto mi tengo lui, me lo guardo e riguardo. Però, al di là di questo, tra le serie tv Twin Peaks (original) è quasi imbattibile eh (ho detto "non è invecchiata benissi-missimo" che tra l'altro non vuol dire "oggi è inguardabile" ma che mi sembra giusto un po' datata per certe cose, non è una cosa particolarmente limitante nel mio giudizio, te lo assicuro).
hjhhjij: Per quanto riguarda "L' Esorcista" è veramente un ottimo film però con me parte già svantaggiato perché il tema possessione demoniaca buuu religiosità diaulo a me fa addormentare completamente. L' Esorcista è bello bello e quindi non mi fa addormentare, ma figurati che effetto fa a me la bambina che sbrocca da posseduta e dice le porcate.
Onirica: Compreso appieno il tuo punto di vista.
PS: Il film Fire walks non mi era piaciuto per niente, all'epoca. Dici che è valido, che merita una seconda chance?
Comunque ti allego un video di best of di quella che per me è la serie migliore di tutti i tempi :) THE LADY (tributo a Chang)
hjhhjij: "che merita una seconda chance?" No.
hjhhjij: Ma vafangù, tu e Lory delsanto.
Onirica: ahahahahah
"Sei stato chiarissimo, Chang"
ahahahahah
Renji
Renji
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Recensione:
Twin Peaks è invecchiata stupendamente, la terza per me è clamorosa ma molto diversa rispetto alle prime due, più simile al Lynch di Inland Empire, più respingente. In Ozark di cose ne accadono molte, comunque, la consiglio assolutamente.


Onirica: Bene, mi procurerò questo Ozark, allora.
Poldojackson
Poldojackson
Opera:
Recensione:
In Ozark ci sono molte cose buone in effetti e sì, convengo non si tratti affatto di un clone di BB. Condivido diverse osservazioni riportate nella rece ma quello che non mi torna è la prevaricazione della moglie rispetto al marito, nella misura in cui lei prende il sopravvento, decide da sola, mentre lui parallelamente e paradossalmente

***SPOILER***
arriva perfino a sostituirsi al capo del cartello (scelta inverosimile consiederando che si fa mettere quasi i piedi in testa dalla moglie)
****FINE SPOILER****

Molti personaggi memorabili, su tutti Ruth, Darlene e Wyatt ma anche Ben.

Ad ogni modo abbasserei un po' il tiro, ottima serie ma inferiore a BB ed anche a Better Caul Saul che cmq è stata penalizzata da una continuity poco credibile (Saul è troppo vecchio ormai ma la vicenda è in real time con BB dove è giovanissimo, questa cosa mi disturba e mi manda a puttane la sospensione dell'incredulità)

Anche in BCS scelgono di elevare la figura femminile (la donna di Saul) a essere "superiore" rispetto al partner maschile (una roba simile avviene in Ozark).

Netflix merda? Non proprio, sì è pieno di merda ma se hai la pazienza di scansarla di cose buone ce ne sono, ad esempio ci sono molte docu-serie interessanti (perlopiù incentrate sul lato oscuro dell'America).


Renji : La stessa critica vale per El Camino, con Aaron Paul decisamente "maturato", improponibile per fare Jesse poco dopo la fine degli eventi di Breaking Bad. Per me quell'universo doveva essere lasciato stare e concludersi definitivamente con l'episodio finale. L'elevazione della figura femminile si vedeva anche in House of Cards, è un tendenza di oggi. Lui riesce a sostituirsi al capo del cartello (perdendo anche definitivamente l'innocenza quando fa uccidere un uomo) ma non a comandare su Wendy, è paradossale ma senz'altro voluto, proprio per rendere l'idea della sudditanza nei suoi confronti.
Renji : Non sono eccessivamente fan di Netflix, ma parlarne male a prescindere tende poco credibili. Sono usciti molti prodotti di qualità nel corso degli anni, negarlo non ha senso.
Poldojackson: Sì, tali critiche sono anche piuttosto centrate, tuttavia, sappiamo bene che per la logica del profitto, che ottengono già solo allungando il brodo, sacrificano con noncuranza, la compattezza e la struttura dell'impianto...
puntiniCAZpuntini
puntiniCAZpuntini Presidénte onoràrio
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Recensione:
...è una minchiata.

Tagazzu migliori serie del decennio, è per casalinghe del MidWest.


pixies77: Tagazzu, ho googlato
Onirica: E' sempre bene che ci sia un parere controcorrente, così posso farmi un'idea più completa. Posso chiederti qualche argomentazione a favore della tua tesi?
puntiniCAZpuntini: Hai visto la prima puntata?

Boss Messicano da Walt Disney, tutto sbagliato, tutto completamente irreale, tutto senza senso.

Sistema del riciclaggio di Denaro con i conti che NON tornano.

Mi sembra più che molto abbastanza. Poi ci mancherebbe, è una vita che si va avanti con le saghe familiari irreali, non è che adesso fa cagare la famiglia Addams.

La famiglia Addams è una minchiata, può piacere tantissimo, guardo tantissime minchiate.

L'importante è che si dica: Ozark è una minchiata, è come Jeeny il genio, come gli Addams, come i Flinstones.

E invece: "il suo enorme potenziale drammatico, psicologico e visivo" ... EH? MAAAAATTAGAZZU BRO, EDDAAAAIII...
puntiniCAZpuntini: @[pixies77] oh quella degli Sbirri Anti-Sommossa Spagnoli è unabbomba, scaricata immediatamente, you're a muthafakkin garanzia.
Onirica: Non ho visto nulla, a questo punto proverò le prime 2 o 3 puntate e vedrò se la mia totale ignoranza in materia inficia la visione o se già quelle 2 3 cose che so da altre serie basta a condannarlo come irreale e poco credibile. Non tutti hanno letto come te tutte le storie del crimine di qualsivoglia regione del mondo, quindi magari ci sta che a te sembri una stronzata, o magari sarà talmente palese che anche io me ne renderò conto.
puntiniCAZpuntini: Ti basta la prima. Il MegaBoss messicano che ammazza di persona un tizio negli stati per un paio di milioni di dollari. Lo butta da un palazzo in centro. Di persona. Negli Stati Uniti. Per la cifra che spende giornalmente in benzina, anzi no, in benzina spende di più.

Certo, come no, e ci va a cavallo di un unicorno.

Poi segui lo schema per riciclare e rifare i soldi. Non torna.

Può bastare credo.
puntiniCAZpuntini: Nota bene che dice MEGABOSS, non Chiquito Paquito.

Tu ci vedi El Mayo che va a Chicago? No.

Non che non ammazza gente o questo o quello o staminchia... non vanno neanche a Città del Mexico. Non vanno neanche in Paese.

NON VANNO.

Quello va e lancia uno dal terrazzo in pieno centro a Chicago. Mano e Lerch, sono parecchio più verosimili.
puntiniCAZpuntini: Ne vuoi uno un attimo più sul pezzo? Power, quella dei Negri, c'è pure 50 cent.

Ci sono minchiate digeribili, è una serie crime. Ozark no.
pixies77: @[puntiniCAZpuntini] I am not mastrota, enjoy the fomento.
Onirica: Ok, il concetto lo hai scolpito nel marmo, caz :)
omahaceleb
omahaceleb
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"Tagazzu" mi riporta indietro nel tempo, quando d'estate un mio cugino di Assemini, nano dribblomane e genio assoluto del calcio nuragico, mi faceva fare delle figure di merda sulla spiaggia di Torre Mozza davanti ai miei amici. Dribbling, contro dribbling, si voltava col sorrisetto e mi diceva: "Dai che alla prossima la prendi...tagazzu". E io gli auguravo dentro di me di spezzarsi tibia e perone.


puntiniCAZpuntini: Mi azzardo a correggerti. Tuo cugino esattamente diceva: "Dai che allapprossima lla prendi LLA'...tagazzu".

llà che settogli il llà non vale niente il tagazzu llà.
omahaceleb: Può darsi, non ricordo bene perché poi uno tenta di rimuovere le umiliazioni, sai... Immagino che tra Assemini e Sassari (sei di Sassari, no?) si parlino due dialetti molto diversi, però se mi dici che LLA' è una costante vicino a TAGAZZU, e ciò vale everywhere, io ci credo.
puntiniCAZpuntini: Sì vivo a Sassari ma non sono di Sassari, la mia lingua è il barbaricino. Parlo correttamente anche Logudorese, Gallurese, Cagliaritano (proprio di Cagliari, Sfasciacarrozze per esempio ha una lingua leggermente diversa che capisco perfettamente ma sbaglierei vocali e intonazioni) e i mix fra Barbaricino e Campidanese.

il LLà a cagliari è l'intercalare, a Sassari è Caz. Metti un LLà ogni tanto e sei pronto per kravarci il video nella foresta, che va di gran moda. Cool Caddish - A 30 Come Cristo (Official Video)
omahaceleb: Oh va bene tutto, ma minchia la maglia dell'Olympiacos vale o-r-o. Spettacolare. Sempre la mia gggente di Assemini mi spiegava che più o meno il loro dialetto era una specie di cagliaritano, però parlato diverso, con qualche cambio di vocale e intonazione. Che poi, naturalmente loro dicevano che la loro parlata era mooolto più figa di quelli di CG. C'avete sta fissa che le cose vostre sono sempre le migliori, cazzo... E ho notato che vale anche tra paese e paese, pazzesco. Cioè, in linea di principio il campanilismo è un vizio atavico diffuso anche nella più inculata delle isole Tonga, ma solo i sardi secondo me hanno saputo farne un feticcio culturale al limite del patologico. Stai con un sardo in macchina e accendi su RTL; passano Ghali ----> nemmeno metà pezzo che il tipo ti vuole convincere che i Tazenda hanno portato la trap in Italia. Senza offesa eh, parlo per i sardi che conosco di persona.
puntiniCAZpuntini: Ah anche tu con le maglie da Calcio? Lui ovviamente è un mio amico (avrai visto che fa numeri da "tanto per farsi due risate") e siamo tutti così, ho anche qualche pezzo raro, tipo Henry alla Juve.

Per il campanilismo, è una questione di Dominazioni. Se ragioni sul fatto che magari un paese era sotto gli Spagnoli, uno sotto i Turchi, uno sotto i Pisani, capisci perchè tanta differenza e "concorrenza". Un poì come i granducati emiliani, ora Piacenza Parma Reggio Modena Bolo sono un tiro di autostrada di 40 minuti, dovrebbe essere tutto uguale, ma noti le differenze dovute a dominazioni diverse... comunque molto meno "diverse" rispetto a quelle sarde che in un certo periodo avevi pure colori della pelle diversi, fa tanto. Non per niente abbiamo quattro teste di magrebini nella bandiera.

Sul campanilismo Sardo hai pienamente ragione, io sono Nato a Milano e stato lì sino alla prima media, sempre notata sta cosa, e infatti ne ho studiato la storia perchè proprio vedevo ste diversità e sta concorrenza mi chiedevo "oh ma tagazzu???" :D :D

Mia nonna, classe 1903, fascista sino al Midollo (mussolini gli portò strade ed elettricità e niente, bastò) quando seppe che ci saremmo trasferiti a Sassari mi disse: "mi raccomando, non fare amicizia con quegli spagnoli di merda! Prima spagnoli di merda, poi torinesi del cazzo! Andrebbero tutti impiccati".

E sì, diceva sul serio, li avrebbe tutti impiccati. Ovviamente non è mai uscita dal suo paese e non sapeva nemmeno scrivere, poverina, vittima di un secolo turbolento e 16 figli di cui 3 morti giovani.
puntiniCAZpuntini: Tra l'altro non venne mai a Sassari. TORINESI DIMMERDA. Mai. E neanche a Cagliari, brutti Negri. Mai.
puntiniCAZpuntini: Ah ultimo appunto: mi fece 10 regali.

tutti coltelli.

L'ultimo di 17 cm. DICIASSETTE, AFFILATISSIMO. Avevo 11 anni, ogni anni un coltello. Morì che ne avevo 12, altrimenti (l'ultimo figlio dell'ultima figlia) a quest'ora avrei una coltelleria. Le mie impronte digitali dell indice hanno entrambe un taglio profondo, perchè mi dave lame da assassinio per sbucciare le mele.

Ciò che chiedo sempre a mia madre è: ma come cazzo ti veniva in mente di mandarmi due mesi da una fascista di 87 in un paese di 600 anime di cui 500 oltre i 75 anni? Lei dice "bèh, boh, sai, mantenere le tradizioni". Poi si lamenta quando uno salta la fila al supermercato e gli dico "oh, coglione, dove cazzo credi di andare?". Dice "non si fa", eja, mia nonna lo avrebbe aperto alle spalle e ballato sulle sue budella, torinese dimmerda :D
omahaceleb: Sì sì ho capito il concetto, ma infatti si vede e si percepisce che è una cosa radicata e difficile da eliminare per "voi". Per noi, per dire, è tutto un altro discorso. Sino a qualche tempo fa, con l'esplosione del Salento-Jamaica d'Europa, anche qui era scoppiata sta moda del "siamo meglio di tutti": mare più bello d'Italia, gente più felice del mondo, nu bicchiere de mieru e na canna d'erba bona, sai ste robe un po' grezze da "SSS + Neffa live sulla spiaggia con vista sulle montagne albanesi". Però si vedeva che tutto era una moda e che sarebbe finito tutto, era una posa del momento che garantiva ritorni economici a tutti o quasi. Qui la vita ha sempre fatto cagare, però pensare il contrario e negare la realtà ci è servito in questi ultimi vent'anni a creare un indotto economico che ha fatto vivere e sopravvivere molte famiglie, ancor più dopo il crollo del calzaturiero degli anni novanta, che fu un vero scatafascio per il trentacinque per cento della popolazione. Tutti i poveri stronzi figli di contadini piegati a novanta fino alla pensione con lo scopo unico di farsi il gazebo di legno lamellare alla casa al mare, a un certo punto si sono ritrovati con il sedere per terra per la delocalizzazione delle fabbriche e hanno dovuto reinventarsi titolari di B&B, fittavoli di garage senza finestre in periferia a Gallipoli, e così via. E così è nato il mito del Salento come sogno esotico selvaggio, che ha portato il turismo di massa. Da qualche anno a questa parte il fenomeno si sta dando una ridimensionata e anche la favoletta del "simu li megghiu" non ce la raccontiamo più. Insomma, tutto questo per dire che il campanilismo non è un nostro problema. E' un VOSTRO problema :)
omahaceleb: La nonna che regala coltelli è tanta roba comunque. Me la sto immaginando mentre sventra galline e capretti, perché di solito i vecchi con i coltelli sono degli sbudella bestie senza pietà. Del tipo "se non è morto alla prima botta di mazza, prendi il maialino e sbattilo allo spigolo dello scalino". E non si offendano i vegan.
puntiniCAZpuntini: Ah guarda, posso solo dirti che sul turismo, alla Sardegna GLI AVETE ROTTO IL CULO. La puglia la vedo spesso perchè sono nel mondo Agricolo, ho anche una specie di posto fisso a San Michele Salentino (vabbè quello è il comune, è nella campagna fra SMS e Latiano)

E lo rompete tutt'ora ogni anno di più, tutto per mentalità poi, perchè non avete natura più bella. Città sì, organizzazione, mentalità, modo di lavorare, voglia di lavorare... e sì, avete avuto e avete campanilismo ma mi sembra un filo meno di certi Sardi esaltati. Probabile che io recepisca più "pesante" quello Sardo perchè anche se vado spesso in puglia ovviamente ci son stato il 5% di quanto son stato in Sardegna, però questo è. Quando un Europeo mi dice "dove vado in Sardegna?" io gli rispondo "no, vai o in Puglia o in Campania". Se proprio vuole andare in Sardegna, gli dico "prendi la macchina e gira, guarda natura e non cercare servizi nè persone perchè rimarrai estremamentissimamente deluso del rapporto qualità prezzo". Assai deluso di quel rapporto, parecchio.
puntiniCAZpuntini: Con quello che spendo per mangiare di merda sulla costa Sarda, in Puglia faccio 3 pasti. Conti alla mano: 80/90 euro per uno in Sardegna peggiore di uno Pugliese. Se voglio crudi la differenza diventa 40/50 pugliese contro 180/250 (sì, davvero) Sardo.

Dimmi tu se possono continuare così nel 2022
puntiniCAZpuntini: Però va detto - riallacciandoci alle differenze - che nel Cagliaritano il rapporto migliora. Non arriva al Pugliese, ma migliora. Diciamo siamo sul livello Sorrentino, quindi comunque meglio delle coste del Nord.

Ma da Cagliari in su vade retro, sono sempre e comunque solo inculate. Tutte nessuna esclusa.
madcat
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Ancora non leggo rece per paura di eventuali spoiler perché la sto ancora guardando la stagione appena uscita. Però è 5 sicuro la serie, una delle migliori in assoluto degli ultimi anni


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