Copertina di Bobby Callender Rainbow
GATTINATOR

• Voto:

Per appassionati di rock psichedelico, progressive, musica sperimentale e collezionisti di vinili vintage
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LA RECENSIONE

Ancora Akarma Records! E questa volta ancora un altro leggendario artista scomparso artisticamente in età prematura all'inizio degli anni 70, all'insegna ancora una volta dell'indo-progressive (vedere la recensione di Don Robertson: Dawn).

"Bobby Callender" è una delle più grandi figure dell'America Underground della fine degli anni 60: concettualmente questo artista espande con la sua musica l'idea di libertà con la filosofia orientale e il rock psichedelico componendo melodie estreme aggraziandole con scenette raga-rock, jazz e una voce a dir poco bellissima. Nelle sua corta carriera pubblicò solo due album: "Rainbow" nel 1968 e "The Way" nel 1970, collaborando con i più grandi musicisti dell'epoca tra cui Colin Walcott.

"Rainbow" è un album esemplamare, colorito con tanti stili ed è un lavoro personale e filosofico. Un viaggio mentale, mistico, minimalista e ossessivo con i suoi molteplici arrangiamenti. L'atmosfera è assolutamente psichedelica, romantica e suggestiva ed è proprio questa combinazione che ne fà di esso un lavoro geniale e mastodontico (anche questo in vinile è un pezzo da collezzionisti).

11 tracce per 56 minuti di musica incredibilmente celebrale: "Rainbow" la title track che fà da apripista al viaggio mistico, "Nature" una marcia oppressiva davvero inusuale (funebre), "Sade Masoch" un tosto mix tra jazz e ballo indiano, "Purple" una composizione fortemente new age lunga 11 minuti, "Mother Superior" la ballad drammatica, "Autumn" un altro miscuglio tra danza popolare e jazz, "Man" una hippie song, "I'm Just High on Life" è il canto spaziale e "Symphonic Pictures" il punto d'arrivo che alla fine vi dispiacerà che sia tutto finito.
Da notare le misteriose due bonus-track: "Raga Man" e "Story of Rasha & d'Adhra", inusuali, spirituali e curiose......insomma per malati d'oppio!

Alla fine trattasi di un lavoro prestigioso, quasi impensabile ma alla fine ne andrete matti. Bellissima la ristampa cartonata con il suo libretto per la manutanzione dell'uso. In qualche asta on-line ci dovrebbe ancora essere e vi assicuro che ne vale la pena.

Per chi ama il sound piuttosto curato e il prog-rock più seducente è da avere assolutamente! Da cervelloni!

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Riassunto del Bot

Rainbow di Bobby Callender è un album mistico e psichedelico che unisce rock, jazz e filosofia orientale. Pubblicato nel 1968, rappresenta un prezioso viaggio mentale e sonoro, apprezzato dagli appassionati di progressive e musica sperimentale. La sua ristampa è un pezzo da collezione imperdibile.

Tracce video

01   Rainbow (02:50)

02   Nature (04:39)

03   Sade Masoch (02:57)

04   Purple (11:49)

05   Mother Superior (04:26)

06   Autumn (03:09)

07   A Man (04:13)

08   I'm Just High on Life (04:52)

09   Symphonic Pictures (04:54)

10   Raga Man (06:33)

11   The Story of Rahsa & D'Ahra (04:44)

Bobby Callender

Artista dell'America Underground della fine degli anni '60, descritto nelle recensioni come autore di musica indo-progressive e psichedelica. Nella sua breve carriera pubblicò due album citati nelle recensioni: Rainbow (1968) e The Way (1970); nella recensione viene segnalata una collaborazione con Colin Walcott.
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