Francesco

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Per amanti del glam rock, appassionati di musica alternativa e indie, fan di testi impegnati e critici verso la società, ascoltatori interessati a sonorità anni '70 rivisitate
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LA RECENSIONE

In un periodo come questo in cui gli anni 70 e il rock di allora, sono stati ampiamente rivisitati, manieristicamente ripresi, per non dire copiati; questo disco non può che rappresentare un sospiro di sollievo ai fautori di quel genere (me compreso dunque)!

Un concentrato di Glam, Kitsch e Psichedelia miscelati con estrema intelligenza, attualissimo ed estremamente polemico verso la moderna società Americana. Definito, non a torto, come un moderno “Rocky Horror Picture Show”, “The Homeland” è stato pubblicato nel Gennaio 2004 per la Thrill Jokey. L’autore Bobby Conn, trentaseienne protagonista della scena indie di Chicago, è talento puro, sfrontato, irriverente; accompagnato nell’occasione dalla sua band “The Glass Gypsies”.

L’album parte forte con la polemica “We Come in Peace”, batteria martellante, chitarre ipnotiche, falsetti e cori degni della miglior tradizione Glam. E’ il testo a rappresentare l’anomalia, melodie scanzonate abbinate a testi tremendamente polemici verso il neocolonialismo Americano: “…We come in Peace…God’s on our side…Saygood bye to all your history/Come and join our family…”. Con la traccia numero 7 arriviamo al manifesto di Conn, la sua dichiarazioni di intenti. In “Home Sweet Home”, infatti, l’autore da voce, accompagnato dal solo piano, a tutta le follie e le paure della vita moderna in uno spaccato agghiacciante: “…I got carpet on my floor/And a gun by every door/And I’m free/I’m free to live my life in costant fear…”. La visione è tanto lucida “…I Know exactly what’s happening”, quanto difficile l’opposizione “…It’s hard to protest when you’re so confused…”. Non mancano poi ammiccamenti alla disco-punk come in “Relax”, o tastiere electro wave come nella pungente “We’re Taking Over The World”.

Uno sguardo arguto, ironico e dissacrante sulla nostra società, quello di Conn, ma nello stesso tempo anche coinvolto e amareggiato. Il tutto teatralizzato e messo in scena superbamente, “…And I’m ready for my scene/And I’m such a drama queen…”. Imperdibile per gli amanti del genere Glam e per coloro che non si vogliono rassegnare all’ “American Dream”!

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Riassunto del Bot

The Homeland di Bobby Conn è un album che rivisita in modo intelligente e polemico il glam e la psichedelia anni '70. Con testi critici verso la società americana e l'American Dream, il disco si distingue per la teatralità e l'irriverenza dell'artista. Perfetto per chi ama la musica alternativa con spunti sociali profondi.

Tracce video

01   We Come in Peace (04:03)

02   The Homeland (03:56)

03   Laugh Track (00:39)

04   We're Taking Over the World (03:59)

05   Shopping (00:38)

06   Relax (04:33)

07   Home Sweet Home (04:39)

08   The Style I Need (03:50)

09   Cashing Objections (05:21)

10   Doctor & Nurse (00:19)

11   Bus No. 243 (02:58)

12   Independence (00:34)

13   My Special Friend (04:06)

14   Ordinary Violence (05:15)

Bobby Conn & The Glass Gypsies

Band guidata da Bobby Conn, figura della scena indie di Chicago. L'album The Homeland è stato pubblicato nel gennaio 2004 e viene descritto come un mix di glam, kitsch e psichedelia con forte carica teatrale e critica sociale.
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