Copertina di Brad Mehldau Highway Rider
alexx

• Voto:

Per appassionati di jazz moderno e classico, musicisti, cultori della musica strumentale e orchestrale
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LA RECENSIONE

Buongiorno a tutti e benvenuti nella mia cucina, oggi vi presenterò un bel piatto veloce ma gustoso: 

In questo nuovissimo doppio album tanto buono da leccarsi le orecchie, il signor Mehldau, prodotto di nuovo da Jon Brion, e in compagnia del suo amico Joshua-saxofono-Redman, nonchè di un'orchestra, arrangia e scrive tutto lui, dimostrandoci in ben 15 brani come si può realizzare un disco di jazz che suoni moderno, ma senza elettronica, accessibile ma MAI banale, avvincente, elegante e cinematografico, conservando allo stesso tempo un cuore classico.

Eh, lo so, non è facile, ma ho io la ricetta:

Prendete tanto Chopin (qualcuno grattuggia anche un po' di Brahms, Strauss e Tchaikovsky), Bill Evans a scaglie, Chick Corea, una foglietta di E.S.T., due etti abbondanti di improvvisazione e frullate tutto insieme, poi aggiungete Larry Grenadier, Jeff Ballard e Matt Chamberlain (crepi l'avarizia!) che avevate sminuzzato e messo a macerare col limone, versate tutto in uno stampo infarinato e infornate a 180° per un'ora e 40 minuti circa.

E voilà, cotto e mangiato! ...

Voto: 4.5. Difficoltà: 2.

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Riassunto del Bot

Highway Rider è un doppio album di Brad Mehldau prodotto da Jon Brion, dove il pianista unisce jazz moderno e influenze classiche in arrangiamenti eleganti e cinematografici. L’album coinvolge la collaborazione di Joshua Redman e un’orchestra, creando un’esperienza musicale accessibile ma mai banale. Il risultato è un viaggio sonoro raffinato e coinvolgente, votato 4.5/5.

Tracce

01   John Boy (03:15)

02   Don't Be Sad (08:40)

03   At the Tollbooth (01:07)

04   Highway Rider (07:45)

05   The Falcon Will Fly Again (08:21)

06   Now You Must Climb Alone (04:05)

07   Walking the Peak (08:00)

Brad Mehldau

Pianista e compositore jazz statunitense (n. 1970, Florida), attivo dalla fine degli anni ’80. Si è affermato con la serie Art of the Trio, i recital solisti e le riletture di autori come Radiohead e Nick Drake, fondendo formazione classica e improvvisazione jazz. Ha collaborato, tra gli altri, con Joshua Redman e Pat Metheny.
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