Copertina di Bran Van 3000 Glee
Ghemison

• Voto:

Per appassionati di musica alternativa e sperimentale, cultori di fusion e hip-hop innovativo, giovani amanti del pop d'avanguardia.
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LA RECENSIONE

Glee, in altre parole come raggiungere la perfezione nel pop unendo tutti i possibili contrari.
Glee, in altre parole 1998 Odissea Nella Popular-Music.

Hardcore, folk, reggae, jungle, house, post-rock, techno si fondono e una profonda cultura hip-hop fa da collante con lo scopo di fabbricare un artefatto moderno/contemporaneo il cui obiettivo è scalare le classifiche e preparare il dandy al terzo millennio: un’epoca in cui non si sentirà più il bisogno del dandy, di colui che sa vivere la vita con stile.
E Jamie Di Salvio ne è più che cosciente, è quasi afflitto da queste visioni future e per scongiurarle si rifugia in una comune di sua idea che riunisce musicisti di qualsiasi tipo: cantanti soul e reggae b-boy, chitarristi ed altri musicisti di area hardcore, dj e producer, insomma chi più ne ha più ne metta. Ed in questo luogo al di fuori del tempo e dello spazio all together creano, creano e creano fino a raggiungere il capolavoro, l’apice delle loro possibilità. Ecco dunque Glee, album allo stesso tempo pervaso da sacralità e furore nichilista, meditazione e furia, poesia schizofrenica e disincanto. Un disco dalla solidissima struttura teoretica e di una bellezza rara. Davvero un risultato screamadelico che si snoda per quasi un’ora di pura sublimazione: partendo dall’abstract hip-hop (quasi un lustro in anticipo sull’esplosione del genere) dell’iniziale Gimme Sheldon che mischia vaudeville, jingle pubblicitari e nu-jazz fino alla conclusiva e acustica Mama Don’t Smoke in cui il progetto alieno di Di Salvio sembra essere sconfitto e rifugiarsi in un blues-folk ancestrale.

Nel mezzo mille e mille spunti geniali e psicotici: il pop, il rap, il soul, l’ambient e la techno che si uniscono per dare vita all’hit pop Drinking In L.A. oppure l’irrequieto trip-hop di Afrodiziak o ancora lo swing post-moderno misto al downtempo di Supermodel. Ma l’apice assoluto, il pezzo che resterà nella storia è Rainshine: improbabile fusione tra black-folk hardcore e raggamuffin di inaudito pathos. Meraviglioso! Un pezzo che catapulta definitivamente i Bran Van 3000 nell’Olimpo e Glee nella storia della musica.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Glee dei Bran Van 3000 come un capolavoro che fonde diversi generi musicali, dal folk al techno, creando un album innovativo e d'avanguardia. Jamie Di Salvio guida questo progetto come un visionario, in grado di anticipare tendenze e raggiungere una perfezione artistica. Brani come Drinking In L.A. e in particolare Rainshine sono presentati come pietre miliari della loro carriera. L'album è descritto come una combinazione di sacralità e nichilismo, meditazione e furia, un salto nel futuro della musica.

Tracce testi video

03   Drinking in L.A. (03:56)

Leggi il testo

06   Forest (English version) (03:44)

07   Rainshine (03:30)

08   Carry On (04:50)

11   Cum on Feel the Noize (03:21)

14   Une Chanson (02:35)

15   Old School (02:47)

16   Willard (02:25)

17   Supermodel (05:24)

18   Oblonging (01:18)

19   Mama Don't Smoke (01:57)

Bran Van 3000

Bran Van 3000 è un collettivo musicale canadese di Montreal fondato e guidato da James Di Salvio, noto per la fusione di elettronica, trip hop, hip hop e pop. Ha raggiunto la notorietà internazionale con Glee (1998) e il singolo Drinking in L.A., proseguendo con Discosis, Rosé e The Garden.
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