Copertina di Brian De Palma Carrie
orecchiodoro

• Voto:

Per appassionati di cinema horror, cult movie degli anni 70, fan di brian de palma, amanti dei film con tematiche paranormali e vendette soprannaturali
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LA RECENSIONE

Per motivi anagrafici mi persi l'uscita nelle sale cinematografiche di "Carrie" da noi ribattezzato "Carrie, lo sguardo di Satana", ma dai dizionari e dalle riviste di cinema, iniziai a collezionare recensioni e foto del film. Ero un bambino che al pallone preferiva i ritagli di carta stampata, e il volto di Sissy Spacek, che la stampa dell'epoca definiva "la diva bruttina" mi si è impresso nella mente, in modo indelebile, posso affermare oggi a distanza di tanto tempo. Quest'anno è il quarantennale del film, che nel 1976 vinse il Festival Horror di Avoriaz, e fece ottenere alla Spacek la prima candidatura all'Oscar. Quando poi approdò in TV alla fine degli anni '80, mi resi conto che era ancora meglio di come me lo ero immaginato. Di Carrie mi affascinò il suo essere anonima o attraente e distanza di una sola inquadratura, fragile o scatenata, vittima o carnefice, insomma conteneva moltitudini per dirla alla Whitman, e il film passava dalla commedia all'horror senza colpo ferire. Alcune immagini che avevo su carta le vidi animarsi e centuplicare il loro effetto: una su tutte quando la madre accoltella Carrie alla schiena. La storia è nota: Carrie bullizzata a scuola dalle compagne, viene invitata al ballo finale dal bello del college solo per poterle fare uno scherzo e lei si vendica sfoderando poteri psico-cinetici che faranno una strage. La locandina che vedete la ebbi in camera per diverso tempo, me la procurai alla S.A.C., a Roma, un luogo meraviglioso dove potevi trovare locandine e manifesti originali di una miriade di film, non sò se c'è ancora, forse è solo un luogo della memoria, ma il film resiste, anche al sequel che mi sono rifiutato di vedere, e spero venga degnamente festeggiato quest'anno!

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Riassunto del Bot

La recensione celebra il quarantennale di 'Carrie', capolavoro horror di Brian De Palma, sottolineando la doppia anima del film tra paura e commedia. L'autore racconta il ricordo personale legato a Sissy Spacek e l'impatto duraturo del film. La trama è nota, con un forte messaggio contro il bullismo e il potere della vendetta soprannaturale. Un classico ancora oggi apprezzato per la sua atmosfera e la narrazione intensa.

Brian De Palma

Brian De Palma (Newark, 1940) è un regista statunitense legato alla New Hollywood. Maestro di suspense e messa in scena, ha firmato opere come Carrie (1976), Vestito per uccidere (1980), Blow Out (1981), Scarface (1983), Omicidio a luci rosse (1984), Gli Intoccabili (1987), Vittime di guerra (1989), Carlito’s Way (1993), Mission: Impossible (1996), The Black Dahlia (2006) e Redacted (Leone d’Argento a Venezia 2007). È celebre per omaggi a Hitchcock, uso di split screen e piani-sequenza.
16 Recensioni

Altre recensioni

Di  joe strummer

 «È impossibile non prendersi a cuore la vicenda di Carrie, ed è impossibile non soffrire man mano che si avvicina il momento nefasto.»

 «Carrie non uccide con compiacimento, uccide per dolore, per cancellare la vergogna dello stare al mondo dopo una simile umiliazione.»


Di  dado

 Il film si palesa sin da subito come un laboratorio e un esercizio di geniale stile registico del giovane De Palma.

 Carrie è, indubbiamente, per chi non lo conoscesse, una lacuna da colmare; per tutti gli altri, un film da rivedere.