"Nelle mia religione ci insegnano che ogni essere vivente, ogni foglia, ogni uccello, sono vivi solo perché contengono la parola segreta per la vita. È l'unica differenza tra noi e un grumo di argilla. La parola. Le parole sono la vita, Liesel. Tutte quelle pagine bianche le regalo a te per riempirle."
"The Book Thief - Storia di una ladra di libri" film tratto dal best seller di Markus Zusak "La bambina che salvava i libri", portato all'attenzione degli appassionati di cinema e di storie toccanti da Brian Percival, famoso per la serie "Downton Abbey", aiutato dallo sceneggiatore Michael Petroni che può vantare titoli come "Le Cronache di Narnia-Il viaggio del veliero".
La storia è ambientata in una Germania tormentata, umiliata, scossa nelle viscere dalla Seconda Guerra Mondiale nonché da quei pregiudizi che per assurdo, venivano allora visti come ideali per preservare la razza ariana. E' qui che Liesel Meminger, dopo un lungo viaggio in treno, assiste alla sepoltura del fratellino e "prende in prestito" il suo primo libro. A causa di difficoltà varie, la madre della ragazza è costretta a darla in affidamento ad una famiglia, gli Hubermann. Inizialmente la freddezza di quella che sarebbe destinata a diventare la madre affidataria, renderanno lo svolgersi degli eventi più drammatici, ma la perseveranza di Hans Hubermann e quella del nuovo amico Rudy, creeranno i giusti presupposti per rendere un po' più leggera la sorte della protagonista.
La passione di Liesel per i libri e la curiosità di chi ha ancora un mondo da scoprire, la porteranno a interessarsi ad essi seppur ancora non in grado di leggerli, sarà proprio quello che spingerà sempre più Hans verso Liesel, e ad aiutarsi vicendevolmente creando il loro abbecedario in cantina, aggiornato ad ogni nuova lettura della figlia. Mentre i rapporti fra i personaggi continuano ad evolversi, lo scenario peggiora. Vengono promulgate le leggi razziali, si assiste alle deportazioni delle prime vittime, vengono creati falò con pile di libri che si oppongono al Terzo Reich considerati cancerogeni per lo stesso regime, e Liesel ha modo di conoscere Max Vandenburg. Max non sarà solamente un ebreo di cui la famiglia Hubermann si occuperà, ma anche un vero amico per la ragazza, sarà lui a spingerla a iniziare a scrivere, sarà a lui che si dedicherà completamente, tenendolo segreto anche all'amico Rudy. Nel corso del tempo le vite di vari altri personaggi si intreccia, da quella del padre di Rudy, che prima viene perseguito e arruolato, a quella del bulletto di turno che non farà altro che mettere i bastoni fra le ruote a chicchessia e che quasi smaschererà il segreto di Liesel, da Ilsa Hermann al capomastro.
Varie vite si intersecano quasi senza particolare rilevanza, varie vite vengono spezzate, varie atrocità, e in tutto questo anche varie storie e vari libri, verranno raccontati e letti dalla nostra inguaribile lettrice. Arriva la notte in cui Via Paradiso viene spazzata via dai bombardamenti, nel sonno verranno distrutte altre vite, ed ecco qui il culmine della drammaticità. Il piccolo Rudy, che non sognava altro che essere il più veloce corridore esistente, porterà con sé la sua voglia di mettersi alla prova e il suo amore per Liesel, non era riuscito a correre più veloce della morte, Rosa Hubermann che aveva sempre dimostrato il suo carattere forte e col tempo si era addolcita di fronte a quella bimba dagli occhioni azzurri, se ne andò rimpiangendo di non aver condiviso di più il suo amore col marito, Hans la cui anima era leggera come quella di un bambino si addormentò per sempre con l'unico rimorso: non aver potuto suonare la sua fisarmonica per l'ultima volta.
E Liesel? Sola, abbandonata di fronte ad uno scenario apocalittico, aveva perso tutto. Si era accorta troppo tardi che quel bambino che le chiedeva sempre di essere baciato, fosse il suo primo amore, concedendogli il suo bacio d'addio. Quella ragazza che aveva visto morire il fratello pochi anni prima, si ritrovò a dover combattere con quel dolore lancinante e fu allora che, per puro caso, ritrovò la vecchia amica Ilsa, e vi si gettò fra le braccia cercando protezione e rassicurazione. Anni dopo, con la guerra alle spalle, Max che era dovuto fuggire da casa di Liesel tempo addietro, si mise a ricercarla e fu mentre Liesel lavorava nel negozio del padre di Ruby, che i due si rincontrarono.
A incorniciare questo capolavoro c'è anche la colonna sonora ideata e diretta da John Williams che non a caso gli fa meritare l'ennesima nomination per gli Oscar, per il Golden Globe, per BATFA, Satellite Award, Saturn Award, e per i Critics'Choice Movie Award.
Genere drammatico, emozioni assicurate così come le lacrime che potrebbero rigarvi le guance, c'è tutto il giusto mix di sentimenti, rabbia, delusione, rassegnazione, un sorriso strappato ogni qualvolta il personaggio di Hans si barcamena fra la moglie e la nuova arrivata,il giusto mix per non definirlo il solito film che tratta di genocidio, sarebbe troppo riduttivo, sarebbe troppo facile parlare così di Liesel.
Che dire, voto 5/5 consigliarlo o meno... certo che si! Consigliato sia ad un pubblico di adulti che ad un pubblico meno maturo per la delicatezza con cui vengono affrontati temi del genere e per far si che capiscano come la discriminazione non porti altro che povertà d'animo.
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