Copertina di British Sea Power Let The Dancers Inherit The Party
GrantNicholas

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Per appassionati di rock britannico, fan di alternative e indie rock, ascoltatori interessati a band con forte identità sonora e qualità artistica
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LA RECENSIONE

Certe band, pur non avendo il pieno successo commerciale che avrebbero meritato, hanno contribuito a definire un genere e mostrato un’identità sonora importante e riconoscibile.

E’ proprio il caso dei britannici British Sea Power, che con questo nuovo lavoro centrano uno dei migliori dischi di questo 2017 ancora in corso. Il titolo scelto, “Let The Dancers Inherit The Party”, è un richiamo alla raccolta di poesie “The Dancers Inherit The Party”, pubblicata nel 1960 dallo scrittore scozzese Ian Finley Hamilton.

Decimo lavoro licenziato in 14 anni di onoratissima carriera, questo nuovo disco è forse il più accessibile della carriera del sestetto inglese, e già i tre singoli scelti per la promozione lo avevano messo ben in chiaro.

“Bad Bohemian” forse è la più radiofonica delle tre, ma anche “Keep On Trying (Sechs Freunde)” mette in mostra una fruibilità mai sentita nel sound della band. New Order e Joy Division (così come i migliori Cure) restano punti saldissimi nel tessuto sonoro proposto, ma qui vengono elaborati in forma più diretta e lineare rispetto al passato.

Il disco trabocca di episodi che denotano ora una facilità di scrittura abbagliante (“International Space Station”, “Saint Jerome”, la perla “Don’t Let The Sun Get In The Way”), ora un gusto incredibile nell’intreccio di chitarre, tastiere e (sovente) archi negli arrangiamenti (il terzo estratto “Electrical Kittens” ne è un fulgido esempio). Non mancano atmosfere plumbee e più dilatate, come nella celestiale ballad “Praise For Whatever”.

I British Sea Power si confermano uno dei segreti meglio nascosti del rock britannico contemporaneo, una band che attraverso la propria musica continua nella ricerca della sintesi perfetta tra le varie anime del miglior rock inglese degli ultimi trent’anni.

Probabilmente il percorso rimarrà il solito (ottimi riscontri di critica, scarsi riscontri di vendite), ma finché la qualità media della proposta sarà questa probabilmente, anzi sicuramente, il gioco vale assolutamente la candela.

Traccia migliore: International Space Station

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Riassunto del Bot

Let The Dancers Inherit The Party conferma i British Sea Power come una band dal forte carattere e identità sonora. Il disco, il decimo della loro carriera, risulta più accessibile e diretto, con forti influenze da New Order e Joy Division. Gli arrangiamenti ricchi e le tracce come "International Space Station" ne fanno uno dei migliori lavori del 2017. La band mantiene alta la qualità, nonostante un successo commerciale limitato.

Tracce

01   Intro (00:29)

02   Want To Be Free (03:48)

03   Don't Let The Sun Get In The Way (03:39)

04   Alone Piano (05:12)

05   Bad Bohemian (03:17)

06   International Space Station (04:28)

07   What You're Doing (03:59)

08   The Voice Of Ivy Lee (04:11)

09   Keep On Trying (Sechs Freunde) (04:16)

10   Electrical Kittens (05:07)

11   Saint Jerome (04:35)

12   Praise For Whatever (05:53)

British Sea Power

British Sea Power (oggi Sea Power) sono un gruppo indie rock britannico attivo dal 2000, noto per un’estetica originale, live scenografici e dischi tra post‑punk e melodia, dal debutto su Rough Trade ai lavori più recenti.
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