Copertina di Bryan Forbes La Fabbrica Delle Mogli
Valeriorivoli

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Per appassionati di cinema femminista, cult film, fantascienza vintage, critica sociale e storia del cinema anni '70.
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LA RECENSIONE

Bryan Forbes - La fabbrica delle mogli (1975)

Questo gioiellino era un film anticipatore dei tempi: tratto da un romanzo del-1972-della Levin, aka The Stepford wives e resuscitato-very shitty-nel remake La donna perfetta, è un fanta-horror femminista venato di malinconica ironia.

Tanti maschietti di oggi ancora ritroveranno in un angolino residuale di anima maschilista quelle aspettative messianiche dei mariti del film di una moglie bella buona brava casalinga che dice sempre sì. La pellicola decolla con suspence graduale, sotto l'oppiacea coltre di un atmosfera anni 70, in inquietante bilico tra giallo e fantascienza, con un finale imprevedibile in cui le perfette casalinghe di una cittadina americana si rivelano in realta degli androidi costruiti da un club dei mariti con regia dello scienziato pazzo di turno. Il messaggio è in fondo apocalittico: nonostante gli aneliti libertari, le battaglie per la parità sessuale, la donna è creatura fatta a immagine creata dall'uomo, padre e padrone che fa e disfà il suo destino secondo i codici e le rivelazioni patriarcali, quasi fossero rivelazioni religiose indiscutibili.

Le mogli sono appunto fabbricate come copie perfette delle mogli reali, e quest'ultime vengono ovviamente soppresse a clonazione avvenuta: femminismo, mito di Pigmalione e/o di Pandora, o mito biblico di Eva tratta dalla costola di Adamo, nel film è implicita una rivincita violenta e tecnocratica del maschilismo . Precorritore di Zombi di Romero, satira velata del consumismo dilagante, profezia sul femminismo, e sulla donna che ritorna oggetto nonostante i tentativi, il film si presta a diverse letture.

Notare nella scena finale il seno dell'androide -Katharine Ross- è visibilmente rifatto, gonfiato e migliorato, un siliconico deja vu del futuro. Come il ripiego patriarcale italico sui matrimoni di donne straniere, comunitarie o meno, basta che siano economicamente succubi, visto che le italiane, prafrasando Quartullo, non vogliono più... E che dire delle robotiche letterine, veline, zoccoline, fatte in serie per i calciatori o delle vegliarde inveterate stereotipate, parkinsoniane, plastificate debeserate che imperversano alla televisione -come millycarlucci che non schioda più? O sfingi del bisturi liposuzioni e plastiche come la Muti, la sandrelli, e compagnia botulinando? Eh già, la Divina Creatura Artefatta sfuggiata di mano al Creatore. O gli stessi parlamentari, politici, preti, papponi, incarnazioni di preti,che governano l'italia da migliaia di anni.... Non siamo tutti cloni, tutti sosia, tutti androidi di andreotti?

Quanti uomini, mariti o fidanzati, non hanno per un attimo sognato di sposare una delle Stepford wives, ossia una moglie bella, a-problematica, che badi alla casa e alla cucina, rotondamente morbida come una mela di battistiana memoria--Salvo forse che ci annoieremmo un po... ma quante incazzature in meno? Della serie Io la schiava ce l'ho e tu no? ehhh cazzaroni miei...

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Riassunto del Bot

La Fabbrica delle Mogli di Bryan Forbes è un fanta-horror femminista degli anni '70 che, con ironia malinconica, critica il maschilismo patriarcale nazionalpopolare. Il film mescola suspense, fantascienza e giallo rivelando un inquietante scenario di mogli-androidi creati da mariti per assecondare stereotipi. Un'opera anticipatrice e satirica che analizza la condizione femminile e il consumo culturale di ruoli di genere.

Bryan Forbes

Regista e sceneggiatore inglese, attivo nel cinema di narrativa e genere; noto per film come The L-Shaped Room, Seance on a Wet Afternoon e The Stepford Wives.
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