Una delle più brutte canzoni punk mai fatte da un gruppo di spicco, quantomeno per la scena italiana.

Ma non buttiamoci a capofitto nella recensione accusatoria e cerchiamo di essere metodici. I Bull Brigade avevano fortemente ammorbidito il loro sound e il loro look con il mediocre ma passabile IFNSES che aveva fatto ampiamente storcere il naso a tanti ma che nel complesso la comunita punk - notoriamente di bocca buona... - aveva accettato bene. E dai commenti in giro mi pare che in linea di massima questo nuovo singolo sia stato, pure accolto con entusiasmo; ma a me fa schifo.

Il suono non ha la minima traccia di Oi!. Il fatto che si cambi non è assolutamente una colpa, però è un processo che si porta dietro queste domande: perché cambiano? ciò che fanno ora è bello? Risposte: 1) perché stanno invecchiando, male, e forse vogliono qualche soldino in più 2) no, fa cagare. E quindi mi dico: perché dovrei essere contento e "apprezzare lo sviluppo della band" se l'unica cosa che faccio è rimpiangere il primo disco? I primi due, toh. Questo è uno scialbo pop punk, un'unione affatto azzeccata tra Oasis e Green Day con una timbrica banalissima. Eugenio Borra ha una voce così tipica e che tanto bene si prestava a brani come "Costruito a Torino" o "Dannato pub", ormai ridotta a un cantato del tutto privo di mordente, strascicando parole da finto duro con quel tono che sembra rubato a un trapper di bassa lega (se mai ce ne siano stati di alta lega). La melodia rimane in testa perché funziona come un successo radiofonico, ma rasenta il fastidioso. Il ritornello si salva un pochino, con alcuni spunti melodici che arrangiati diversamente potevano essere buoni. Il testo dimostra che Eugenio Borra è una buona penna, ottima penna, ma monotematica: dopo diversi dischi si è praticamente scaricata e adesso prende un po' a caso gli elementi che lo caratterizzano. Si rivela imbarazzante: "un'altra night"...? "Segui il culto non dissociarti mai"? Non convince. Vogliamo parlare "faccio punk anche se ho chiuso con 'sti scemi"? Cosa vorrebbe dire? Credo che Eugenio si senta veramente di doversi giustificare - anche davanti a sé stesso - che non fa più Oi!. E direi che questo elemento è indicativo. Un testo dunque che non lascia il segno.

Il video, poi, non dice nulla di che. Più che skinhead sembrano hipster. Le movenze di Eugenio con quel ditino sempre puntato non sembrano quelle di una persona sana di testa.

Credo che Eugenio stia cercando di svecchiare il suono del suo primo Oi! per un ammollimento suo e per un desiderio di portare questo sound a un pubblico più ampio. Il problema? Che questo sound al pubblico più ampio c'è già: si chiama pop punk da classifica. E che un cazzutissimo gruppo skinhead si mettesse a suonarlo non se ne sentiva il bisogno. E sapete il peggio? Che ora i primi bagliori di questa anima mellifluamente orecchiabile ce li riconosco pure in pezzi come "A Way of Life" o "Sulla Collina".

La creatura nata dalle mani di Eugenio Borra ha preso una piega brutta. Il "ma" però è grande: non è irrecuperabile. Questa canzone è veramente una schifezza, ma Eugy è colui che ha scritto "Strade Smarrite", non dimentichiamolo. La speranza che il disco nella sua interezza si riveli un lavoro degno, che riesce a incanalare questo nuovo approccio c'è. Certo, versi come "faccio punk anche se ho chiuso coi suoi schemi" non promettono nulla di buono, però un po' di fiducia che nel disco intero capiremo e apprezzeremo l'intento dei 'Brigade ce l'ho. Questo singolo, tuttavia, è brutto e basta. Voto: 53/100.

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