Copertina di César Franck - (Martha Argerich, Itzhak Perlman) Sonata per Violino e Piano in La maggiore, M 8
Lello

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Per appassionati di musica classica, amanti del violino e pianoforte, studenti di musica, cultori della musica romantica, ascoltatori di interpretazioni magistrali
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LA RECENSIONE

Da un uomo anziano si accettano consigli. Da un uomo anziano non ci si aspetta un colpo di genio, quelli arrivano di solito (pare) entro i primi ventotto anni e tendono a diminuire molto velocemente.
César Franck (1822-1890), francese, è l'eccezione che conferma la regola è l'uomo dalla cui vita proprio non ti aspetti il capolavoro, e soprattutto non te lo aspetti ad oltre 60 anni. Crei il capolavoro quando il tuo sentire è ancora caldo, fortemente ispirato, poco incline al rispetto delle regole vigenti. Con questo non mi sento certo di dire che un uomo di 60 anni non è più capace di sensazioni forti, intendiamoci, ma è sicuramente difficile che possa tirar fuori dal cappello la cosa migliore della sua vita "intellettuale".

Questa sonata la sento da oltre vent'anni, la serbo per i miei momenti più intimi e ne rimango sempre avvinghiato, sempre incapace di lasciarla a metà, senza poter interrompere il flusso incantevole che emana, soprattutto nello straziante Allegro ben moderato che la introduce, con il piano a fare da inseguitore ad un violino che vuole scappare via ma che è costantemente raggiunto, e ridimensionato. Tutta la sonata in realtà gioca su questo geniale equilibrio tra amore e razionalità.
Nel secondo movimento Allegro è invece il piano che in apertura sembra voler volare via, ma è poi imprigionato dalla precisa melodia del violino che lo intenerisce e ne attenua la forza esplosiva dell'inizio, sempre più dolcemente e silenziosamente. Si procede con la languida fantasia del terzo movimento per riprendere il tema d'apertura nell'Allegretto poco mosso finale che lentamente rieccita e rinvigorisce le sensazioni che si erano sedate nel movimento precedente.
L'influenza di questa opera sulle generazioni successive è lampante, in particolare su Debussy e Ravel.
Sul cd è presente anche la sonata "Kreutzer" di Beethoven che è stata già ben recensita su questo sito. Sulla qualità degli interpreti credo ci sia molto poco da eccepire, il concerto è stato registrato a Saratoga nel luglio del 1998, e, rispetto ad altre versioni, mi sembra quella con la maggior carica emotiva.

Tuffatevi in questa mezzora di puro godimento.

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Riassunto del Bot

La Sonata per Violino e Piano in La maggiore M 8 di César Franck è un capolavoro nato in tarda età, ricco di profondità emotiva e contrasto tra amore e razionalità. L'esecuzione di Martha Argerich e Itzhak Perlman, registrata nel 1998, esalta la carica emotiva dell'opera. La sonata esercita una forte influenza su compositori successivi come Debussy e Ravel. Un ascolto intenso da godersi senza interruzioni.

César Franck

Compositore, organista e insegnante del periodo romantico (1822–1890), noto per opere da camera, sinfonie e lavori per organo.
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