Copertina di Claes Oldenburg Spoonbridge and Cherry
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Per appassionati di arte contemporanea, studenti e studiosi di arte e cultura, critici d'arte, persone interessate a tematiche sociali e culturali
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LA RECENSIONE

"Cast No Shadows"

La pittura non è alla mercè di tutti, non si spiega, è la figlia nata con la voglia fallica sulla mano destra.

Un tempo agiva come musica di fondo, legava le cose-immagini ad una propria misteriosa capacità di prenderle e trattenerle su una tela anonima.

Con Oldenburg scompare ogni traccia di pittura, rimangono le cose immagini, in uno spazio che ruba la nostra esistenza malinconica.

ImmaginePsicofisica: Il vuoto della nostra esistenza.

Oldenburg identifica il vuoto con il più corrente dei generi di consumo, il cibo, come il cibo della nostra cultura di massa. Se per Jhones la bandiera americana era il segno caratteristico della collettività, per Claes il cibo americano industrializzato e standardizzato sono il segno indelebile della pubblicità che viene prima del bisogno come combustibile infinito.

Questi umili valori decantati nei suoi lavori di installazione rappresentano i banchetti dipinti dagli artisti del seicento, il banchetto in cui siamo coinvolti è però il banchetto della nausea. Consiglio la contemplazione delle foto a tutti quelli che adorano le stranezze come le ruote di bicicletta giganti nella via di casa, una mela mangiata vicino al mercato, una sega gigantesca incastonata nel praticello che divide due strade extraurbane.

Immagine: Kebab squagliato dai succhi gastrici e riverso all'ingresso del ristorante.

I cibi rappresentati sono personificazioni alla rovescia, de-personificazioni, come per dire che in questa autofoga società le persone sono generi di consumo, come i commestibili. L'intenzione satirica non è esplicita. Il gradino è quello della parodia, che forse non raggiunge, l'attenzione è su cose destinate a farsi consumare senza farci caso.

Un istante di disgusto, l'ingorgo di marciume nel circolo privatista del consumismo, la libidine della classe dominante.

Una banalità voluta, vuota e fredda, sconcertante.

Immagine: Fantocci e fantasmi.

L'opera non emoziona, rende consapevoli i personaggi debaseriani con intelletto sensibile, la critica all'american way of life, è la critica alle ambizioni della classe parlamentare e alla sua ambizione di bipolarismo e la sua necessità di bombardamento di informazioni inutili, quando la verità risiede dentro la nostra scatola cranica.

NON ABBIAMO UN FUTURO, ma i giovani rimangono a casa presi dai loro piccoli illusori paradisi artificiali, la realtà non ci interessa più, e la tecnologia è diventata prolungamento dei nostri arti flaccidi o atrofizzati.

"But the stone that the builder refuse should be the econerstone e no matter what games they play cause we've got something they can't never take away, we've got something they can never take away" Roberto Nesta Marley

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l'opera Spoonbridge and Cherry di Claes Oldenburg come una critica sottile al consumismo e alla cultura di massa americana. L'artista trasforma oggetti di consumo in simboli che rappresentano il vuoto esistenziale e l'alienazione contemporanea. L'opera invita a una riflessione sui paradossi della società odierna senza suscitare emozioni immediate, ma stimolando consapevolezza e intellettualità. Il tono è meditativo e denso di spunti critici.

Claes Oldenburg

Claes Thure Oldenburg (nato a Stoccolma l'11 gennaio 1929, morto il 18 luglio 2022) è stato uno scultore svedese-naturalizzato statunitense legato al movimento Pop Art, noto per sculture su grande scala e soft sculptures. Ha spesso collaborato con Coosje van Bruggen.
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