Copertina di Clark Death Peak
MikiNigagi

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Per appassionati di musica elettronica, fan di warp records, cultori di techno sperimentale e produzioni avanzate
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LA RECENSIONE

Solite cose, solita classe sopraffina. Clark tra i nomi di spicco della Warp, quindi techno per gente che indaga il mistero della pietra azzurra in posti molto affollati, mezzo ambigui e scuri strobo, o per culi di piombo che però son sotto con gli avvenirismi e tutti gli ismi musicali nell'intimo dei loro impianti audio da fini intellettuali.
Presenza di echi di realtà tipo voci femminili, che però se sei sgamat di queste cose, capisci che magari sono field recordings di ruscelli che poi i tipi come Clark sezionano e interpolano financo all'onda, sequenziandoli su intricate trame ritmiche che poi, di base, tra un taglio di charleston e una rullata destrutturata e riverberata presa da una batteria jazz, ti dicono muovi il culo fattone non lo senti che è un quattroquarti? Sul come si possa generare tanta poesia da un software - credo che ancora usi Ableton, il nostro - e due, massimo tra hardware, io resterò di volta in volta, ad ogni uscita, un fanciullino.

Cosa c'è qui in particolare? Ancora maniera, ma di chi quella maniera ha decisamente contribuito a definire. Se ti piace Jon Hopkins, per dirne uno famoso, aspettati di trovare qui un aggiornamento delle sue più felici soluzioni ritmico\armoniche, che Jon sviluppa sul lungo formato del pezzo, incastrate su Death Peak in forme brevi, perché più frequenti e variegate, trattate con la sufficienza del maestro.
Prima parte: techno e fare brutto con stile. In Peak Magnetic c'è un basso fuzzone che wo, e in generale Clark di bassi non lesina, forse come mai prima d'ora. In Hoova l'arpeggiatore ti mastica le sinapsi. Quindi fare brutto come Boards Of Canada quando fa brutto, cioè con molta poesia, ma con più pompa.
Seconda parte: apri le strutture a quello che genericamente definisci elettronica perché sta tra le allucinazioni digitali di OPN, con le raffiche improvvise di troppi bpm, e l'ambient più canzone.
L'ideale spartiacque, il sistema integrato, è Slap Drones, che si pone, per questa sua ambivalenza, lungo il solco della tradizione dei pezzi d'elettronica perfetti.

Gustatelo almeno in flac, risparmia per comprarti i watt. Pensa sempre che se questa è arte, allora puoi godere dello stato dell'arte e forse pure un paio di passi oltre; se è solo mestiere e tradizione, allora prenditi questa botta di fine artigianato storico-avanguardistico.

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Riassunto del Bot

Death Peak di Clark conferma la sua classe nella scena Warp con techno raffinata e sperimentale. L'album alterna potente basso e ritmi complessi a intervalli più ambientali, offrendo un’esperienza sonora ricca e variegata. Le tracce dimostrano una padronanza artigianale nella produzione, avvicinandosi a livelli di arte digitale avanzata. Un disco consigliato in alta qualità per apprezzarne tutti i dettagli.

Clark

Clark (Chris Clark) è un musicista elettronico britannico pubblicato da Warp Records, noto per mescolare techno, ambient e sonorità sperimentali; attivo dal 2001, con album tra cui Death Peak (2017).
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