Copertina di David Cunningham Il Risveglio Delle Tenebre
Hellring

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Per appassionati di cinema, fan del genere fantasy, critici cinematografici, spettatori indecisi, studenti di cinema
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LA RECENSIONE

Nell'ambito fantastico c'è stato negli ultimi anni un appannamento generale che non può però giustificare opere del genere. Il risveglio delle tenebre, ispirato all'omonima saga letteraria di Susan Cooper e diretto dall'esoriente David Cunningham è quanto di più insulso io abbia avuto il dispiacere di vedere.

Già la trama toglie ogni dubbio sull'originalità. Un giovane ragazzo di nome Will (Alexander Ludwig) scopre di essere il settimo figlio di un settimo figlio e inaspettatamente eccogli apparire poteri che prima gli erano sconosciuti. Egli viene scelto dalla Luce per intraprendere una lotta contro le Tenebre. Per far si che lo scontro venga vinto dalla parte buona Will deve recuperare dei "segni".

Da sempre nel cinema abbiamo lo scontro tra il bene e il male. Ormai è quello che la gente vuole vedere, magari con il bene che trionfa e conseguente happy ending. A memoria non ricordo una contrapposizione tra i due opposti (luce e tenebre, bene e male) così mal sfruttata in ambito cinematografico. Il regista, andando al di là dell'opera stessa da cui trae ispirazione, gioca con una telecamera in continuo movimento, con scatti frenetici e giochi di luce che portano soltanto ad un gran mal di testa. Gli attori sono del tutto privi di espressione, lasciati lì a "recitare" un copione da rappresentazione delle scuole elementari.

Va bene che è il suo primo lungometraggio, va bene che il genere non versa in buone acque da un po', va bene che questi sono i prodotti che poi piacciono agli adolescenti e sono seguiti, ma non sarebbe ora di finirla con film del genere?

Un insulto a tutti coloro che amano il cinema. Ecco cos'è Il risveglio delle tenebre.

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Riassunto del Bot

Il film Il Risveglio delle Tenebre, diretto da David Cunningham e ispirato alla saga di Susan Cooper, viene definito dal recensore un'opera priva di originalità e con una trama scontata. La regia è giudicata eccessivamente caotica e gli attori poco espressivi. Nonostante sia un primo lungometraggio, il film risulta un insulto per gli amanti del cinema e una conferma del declino nel genere fantasy cinematografico.

David Cunningham


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