David Mamet
La Casa dei Giochi

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Voto:

La "Casa dei Giochi" è un film non molto noto che risulta essere la prima pellicola diretta da David Mamet, drammaturgo e sceneggiatore dal curriculum di tutto rispetto ( cito "Gli Intoccabili" come primo titolo che mi viene in mente).

Come altre volte evito di soffermarmi sulla trama, facilemente reperibile sui noti siti (attenzione a quelli che spoilerano).Di fatto i film sui truffatori, su raggiri e "bidoni" incuriosiscono sempre, sono personaggi che amiamo e odiamo allo stesso tempo, ammirando con piacere colpevole le loro mosse e intuizioni. E sì, a chi di noi risulta antipatico Di Caprio in "Prova a Prendermi"?

La trama a scatole cinesi funziona, e presenta i suoi colpi di scena non del tutto imprevedibili ma ben congegnati. Joe Mantegna in ottima forma, fascinoso e insidioso allo stesso tempo, non si può dire la stessa cosa dell'interprete femminile, troppo impassibile e fredda anche durante le scene di maggiore tensione.

Ritmo non veloce, un bel saggio sull'arte della truffa ( che spesso va in fumo per piccoli dettagli, bella la scena della pistola ad acqua durante la partita a poker).

il colpo di scena finale riflette il cambiamento della psichiatra coscienziosa che, dopo avere frequentato lo "zoppo" truffatore ed essersi divertita a zoppicare, attua un bluff efficace per rimediare all'orgoglio ferito dallo stesso raggiro subito. In verità non tanto di quello, ma del fatto di essersi illusa di aver conquistato sentimentalmente il bel tenebroso.

I dettagli sono importanti ( il sangue nel fazzoletto dopo aver rotto il vetro, che da l'intuizione alla protagonista di aver asssitito alla messinscena; il cestino con la spazzatura (pistola compresa) che non viene buttata; la chiave per aprire l'armadietto con la borsa "farlocca"), ma bisogna un po' cercarseli da soli, la macchina da presa non ci aiuta a prestare troppa attenzione.

Film interessante, con qualche accorgimento in più avrebbe riscosso più successo perchè parte da una sceneggiatura brillante, ma si tratta del primo film di Mamet quindi glielo concediamo.

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