I Deerhoof sono un gruppo statunitense giunto al settimo album che, nonostante tutto, non smette mai di stupire continuando a sfornare album più che dignitosi.
Infatti, dopo tre album impeccabili sotto molti punti di vista come "Halfbird" "Reveille" e "Apple O", quest'anno se ne escono con un concept album sulla favola di un lattaio che rapisce i bambini: Milk Man, appunto.
Non c'è che dire, l'abum è uno di quelli che ti prende dai primi minuti. Le chitarre, taglienti e ben organizzate, si mischiano bene con la tastiera ma soprattutto con la voce, limpida e chiara, che in mezzo a ritmi dispari e improvvisi cambi di tonalità riesce a sostenere melodie sempre piacevoli e azzeccate, traghettando i pezzi attraverso momenti di follia al limite dell'umano (Dog on the Sidewalk) e atmosfere lente e sognanti (New Sneakers).
I 33 minuti che separano la tittle track dal pezzo di chiusura scivolano vià con dolcezza e si rendono sempre più gradevoli ascolto dopo ascolto.
Certo, non è un capolavoro ma si merita senza dubbio più di una passata di orecchie.