Ragazzi, che vi devo dire. Questo disco è l'Alfa e l'Omega della musica tradizionale irlandese-celtica, del revival folk delle terre di smeraldo, il Big-Bang del suo genere, nei suoi anni. Il centro di tutto e il punto di partenza (anche se bisognerebbe fare tutto un discorso su Sean O' Riada e i Ceoltóirí Chualann, certo). Pietra miliare assoluta. Tradizionali di ogni tipo (Slow Air strazianti, Jig, Reels, Polche, soli di Uillean Pipes, chi più ne ha ne metta, danze e lacrime) suonati e arrangiati da questi rigorosissimi e scatenati archeologi di musica irlandese, ficcati in Medley che hanno la capacità magica di trasportarti in una Irlanda lontana nel tempo ma che con loro diventa vicinissima nello spazio. Sensazioni indescrivibili. Tradizionali suonati tra l'altro da una band di musicisti straordinari non solo per spirito e cuore ma anche per tecnica e capacità strumentale, dei veri virtuosi del loro strumenti, capaci di esaltare danze e melodie strappacuore come pochi altri, capitanati dall'immenso Paddy Malone (arrangiatore, immenso suonatore delle uillean pipes e thin whistle) e che rispondono ai nomi di Sean Potts (e il suo straordinario thin whistle, che potrei ascoltare per giorni senza staccarmene mai) Martin Fay (fiddle) Michael Tubridy (flauto e la concertina) e David Fallon (il bodhràn, il tamburo irlandese). Una delle più grandi band (folk di sicuro, ma anche oltre) di tutti i tempi per me.
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